[SPADAFASHION] 14 imperdonabili errori di stile (e come rimediarvi)

Suggerimenti per salvaguardare modestia, buon gusto e femminilità e per sopperire alla loro mancanza, o alla mancanza di specchi. [RS]

 

Alzi la mano chi non ha mai fatto scivoloni in fatto di abbigliamento! E non mi riferisco a look inappropriati o immodesti, ma ad autentici errori/orrori commessi in perfetta buona fede o addirittura seguendo (o scimmiottando) mode e tendenze viste nelle vetrine o lanciate da qualche influencer

La puntata di oggi sarà dunque dedicata a 14 bucce di banana su cui non sarete più autorizzate a sdrucciolare. E, nella mia magnanimità, ho anche provato a formulare qualche suggerimento per rimediarvi.

 

1. La gonna di jeans dritta

Un grande classico, con il quale l’effetto “boiler” è dietro l’angolo. Se infatti non vestite una chimerica 38-40, o se non siete delle donne di bellezza così sfolgorante da potervi permettere anche il sacco di juta come outfit, la gonna di jeans a tubino – rigida e incapace di valorizzare adeguatamente la figura – vi farà apparire degli scaldabagni coi piedi. L’effetto sarà tragicamente aggravato da sneakers, ballerine, UGG o ankle boots, calze coprenti e capispalla non modellati. Fatemi un favore e lanciate dalla finestra la vostra gonna-cisterna, oppure portatela da una sarta e trasformatela in gonna a ruota (che sta bene a TUTTE).

 

righe e gilet annullano il punto vita, la gonna completa l’effetto “rettangolo” e le caviglie scompaiono a causa delle sneakers. ecco come apparire alte 1.20 anche se si è vatusse.

 

come sopra, il gilet infagotta il punto vita e il busto scompare in un cilindro di vestiti. lo stivale, poveretto, complice la calza color zucca non slancia un bel nulla e la sciarpa, pur bella, confonde l’occhio ancora di più, aggiungendo volume ad un tronco già troppo voluminoso.

 

un gilet, pur carino, in cui la poverina sembra esplodere, una gonna che è una scatola e stivali da hobbit su gambe già non slanciate. neppure la continuità del nero vale ad assottigliare la figura. ma perché farsi del male così?

 

Come rimediare:

 

provate a indossare un vestito (scamiciato) di jeans, con un punto vita ben segnato, come quello in foto. potrete sbizzarrirvi sulla maglia da indossare al di sotto, e la figura risulterà visivamente allungata. a questo punto potrete anche permettervi una scarpa bassa, a patto che – come nella foto – sia scollata e affusolata.

 

 

2. L’intimo a vista

Le ultime tendenze sdoganano l’intimo “bello” (ossia le bralette di pizzo) come sottogiacca a vista. Ma se non volete sembrare uscite (malamente) dal Moulin Rouge, evitate. 

 

come spendere 80€ in intimo firmato e sembrare tossicodipendenti.

 

Come rimediare:

 

se giustamente amate le trasparenze del pizzo, indossate camicie e bluse in questo materiale.

 

 

3. Gli stivaletti alla caviglia

Li ho odiati lungamente. Poi ne ho comprato un paio, anni fa, che sembrava anticipare i chelsea boots di adesso: erano privi di tacco, di pelle morbida e drappeggiata e, pur nascondendo la caviglia, non appesantivano troppo la gamba ed avevano una bella punta affusolata. Ma l’effetto, specie con le gonne midi, è comunque diventato migliore da quando ho acquistato un paio (destinato a sostituire il precedente) dotato di un bel tacco alto, largo e comodo. Morale, è una calzatura che a dispetto del successo non valorizza affatto… a meno che non siano rispettate certe condizioni.

 

abito midi oversize e stivaletto nero, che creando contrasto con la pelle della gamba spezza ulteriormente la figura. la malcapitata sembra, così, un mattoncino di lego.

 

ultra-basso, in agghiacciante combo con una gonna-boiler. ma perché???

 

Come rimediare:

 

indossateli con leggins o pantaloni skinny, che lascino scoperto l’ultimo tratto di stinco sopra la caviglia. così le gambe appariranno più lunghe.

 

scegliete un modello con un minimo di tacco o con una bella punta pronunciata: così l’effetto abbassante sarà minimizzato. se sono neri, evitate di indossarli con un abbigliamento a contrasto, ma fate in modo che il nero sia ripreso da ciò che indossate.

 

indossateli con un vestito che lasci sufficientemente libero il polpaccio e/o che sia adeguatamente svasato. (il modello di stivaletti in foto è a punta e col tacco, questo li rende più graziosi)

 

4. La gonna a matita

Anche questo è un grande classico, ma… decisamente non per tutte.

 

se si è curvy, infatti, la gonna di questa foggia è controindicata. nella foto la ragazza ha perso il punto vita, e le sue gambe non sottili sono ulteriormente ingolfate da uno stivaletto male abbinato.

 

Come rimediare:

 

la maglia drappeggiata aggiunge volume al busto creando l’illusione di fianchi più magri; la fantasia sulla gonna minimizza l’effetto fasciante e il “rettangolo” da essa creato. il colore delle scarpe riprende una tonalità della fantasia e questo allunga la figura percepita, anche grazie al tacco.

 

5. Balze e volant

 

Non siete torte nuziali e non avete 4 anni. Le balze sulle gonne vanno dosate con cautela perché spezzano la figura e la allargano; volant e ruches, dal canto loro, aggiungono volume e pertanto vanno posizionati strategicamente.

 

è uno scherzo, vero?

 

Come rimediare:

 

limitate gli elementi frufru all’orlo finale della gonna o del vestito. anche un volant trasversale aggiungerà movimento e starà senz’altro bene.

 

6. Le ballerine

Non equivochiamo, io le adoro, ma vanno scelte con oculatezza. La punta rotonda, infatti, fa apparire il piede più largo, la gamba tozza e la figura più bassa e goffa. 

 

i graziosi cinturini alla caviglia non fanno altro che peggiorare la situazione. sembrano i piedi di Donald Duck.

 

Come rimediare:

 

scegliete modelli affusolati, meglio ancora a punta, o con dettagli che rendano le ballerine ricercate e preziose.

 

analogo discorso vale per i mocassini.

 

7. Le sneakers enormi (c.d. ugly sneakers)

 

Un po’ Fornarina dei bei tempi andati, un po’ antinfortunistiche, un po’ scarponi da trekking, faranno tanta tendenza ma fanno anche tanta pena. 

 

seriamente, spendereste per questi orrori?

 

Come rimediare:

 

se la vulgata fescion vuole che abbiamo i piedi come quelli di Eta Beta, scegliamo almeno un carrarmato con tacco, così da avere qualche speranza di non sembrare barboni.

 

8. I c.d. cropped pants

 

Si tratta di pantaloni larghi, che non arrivano alla caviglia. A seconda della linea possono essere denominati “culottes”.Non li amo affatto, soprattutto perché è difficile stiano bene: possono rendere la figura goffa e tozza, allargare i fianchi e far sembrare più in carne di quanto si sia.

 

il total look di jeans non è una cattiva idea, ma questi pantaloni sono davvero antiestetici: le gambe diventano tronchi, annegando in troppa stoffa rigida, e le caviglie si perdono (complici anche le infelici scarpe).

 

Come rimediare:

 

optate per un modello classico a palazzo, vita alta che riaggiusta le proporzioni tra girovita e fianchi, taglio “sartoriale” che rende giustizia alla gamba, e magari una scarpa décolleté che lasci la povera caviglia libera di dichiarare la sua esistenza.

 

con cautela, rivalutate i pinocchietti (ossia i pantaloni setteottavi, che presentano all’altezza del polpaccio una leggera scampanatura), qui indossati con ottime ballerine a punta di colore neutro.

 

 

9. I c.d. crop top

Li abbiamo dovuti sopportare per stagioni, specie addosso a teenagers ormonali che i genitori lasciavano uscire di casa poco più che in mutande. Ora speriamo che le 13enni tornino alle magliette oversize dei cari vecchi anni ’90 e cestiniamo questi piccoli capolavori di immodestia che obbligavano tutti a contemplare ombelichi per la strada.

 

giusto perché non avevamo abbastanza lolite.

 

Come rimediare:

 

usate la testa. il crop top, se ampio, è un modo intelligente di bilanciare busto e fianchi nei fisici “a pera”, specie se si indossano gonne ampie o con elastico in vita.

 

un pudico crop top accollato e a manica lunga, abbinato a pantaloni a vita alta con pinces, crea un insieme modesto e adeguato anche all’ufficio.

 

 

10. Le mini-zeppe

 

Se non siete più bambine, direi che è il caso di salutare le penose “zeppine” che fanno molto “vorrei ma non posso”. La zeppa nasce per potersi permettere l’altezza di un tacco, senza il disagio del tacco medesimo; pertanto, una zeppa di 3-5 cm. è del tutto priva di senso, per quanto leggiadra la calzatura possa essere. Apparirete naif.

 

 

Come rimediare:

 

provate i kitten heels, bassi e sottili, ma ricordate sempre che la scarpa deve avere una forma affusolata per ingentilire la figura.

 

 

11. Il giubbotto di jeans

 

Altro grandissimo classico che può stare molto bene oppure molto male. Se non è della nostra taglia, se non è avvitato o se noi non siamo propriamente delle ninfe, sembrerà esploderci addosso, acquisirà la leggiadria di una scatola e il nostro busto sembrerà un armadietto. Come rimediare:

 

non è chiaramente l’unica possibilità (in rete si trovano molti abbinamenti di giubbini di jeans con gonne e abiti estivi), ma a mio avviso questo capo dà il meglio di sé se oversize, indossato sopra un bel maglione lungo, per sfruttare il contrasto di colori e materiali.

 

12. I gilet sportivi

 

Lasciateli, vi prego, alle vostre attività fisiche all’aria aperta, alle passeggiate in montagna, alla barca a vela: in città si richiede qualcosa di un po’ più curato.

 

il collo è celato dalla sciarpa, la vita si affaccia timidamente senza riuscire a emergere e le gambe cercano di sopravvivere alla gonna-boiler. vestite così si va al massimo a pescare, per quanto grazioso il gilet sia.

 

no, per quanti tentativi vengano fatti, è sempre un NO. poveri protestanti americani: oltre che eretici, pure ineleganti? queste povere ragazze sembrano degli scaldabagni sorridenti.

 

Come rimediare:

 

un bellissimo gilet in pelliccia o ecopelliccia vi darà un aspetto sofisticato anche se sotto indossate un vestito di maglina da 5€.

 

 

13. Le gonne zingaresche e stropicciate

 

No, non sembrerete romanticamente bohémien, ma uscite da un campo rom. 

 

lungi dal regalarci una figura a trapezio (come fanno le femminili gonne a ruota e le gonne di tulle), questa gonna ingrossa i fianchi e ci fa apparire sciatte.

 

non importa quanto siate avvenenti, se indosserete un cencio non sarà bello guardarvi.

 

Come rimediare:

 

se vi piace il gusto boho ed etnico, investite in un bel caftano.

 

rendete interessante una mise sobria grazie a una stampa paisley.

 

 

13. Le scarpe sporche, rovinate e non lucidate

 

Per quanto possiamo essere affezionate a un paio di scarpe, arriva il momento di buttarle via. Ma questo momento sarà ritardato se avremo la cura di pulirle e ingrassarle a tempo debito. Non c’è scusa, infatti, per uscire di casa con calzature che gridano vendetta: è come andare in giro scalzi.

 

le sneakers di tela si possono tranquillamente lavare in lavatrice, riducendo la centrifuga al minimo; le sneakers di pelle si possono efficacemente pulire con soluzioni alcoliche (anche tipo vetril), a patto di applicare subito dopo il lucido, oppure con il latte detergente, sì, quello che usiamo per il viso.

 

la pelle va lucidata almeno ogni due o tre utilizzi, va pulita dalla polvere (che la crepa), e lo scamosciato va spazzolato con l’apposito spazzolino di ottone (o con una spazzola da bucato morbida, o con uno spazzolino da denti se proprio non avete altro).

 

 

14. I sandali… volgari

 

Non mi riferisco a sabot di plexiglass o a robe di vernice con plateau vertiginosi, che lasciamo alle signorine che passeggiano, ma ai sandali con fascia larga “a tutto piede”, apparentemente inoffensivi e magari anche comodi.

 

già la zeppa in sughero non è il top della finezza (sarebbe meglio tela, legno, al massimo corda), la fascia poi la uccide definitivamente. il povero piede soffoca in un abbraccio costrittore e l’effetto finale è “ex cubista 50enne”.

 

Come rimediare:

 

non c’è nulla di male a indossare zeppe altissime, a patto che si trovi il giusto compromesso tra benessere del piede (opportunamente assicurato dai cinturini) ed eleganza. il modello in foto, ad esempio, appare etereo perché la parte più “massiccia” è di colore chiaro.

 

 

 

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