[AI PIEDI DEL TRONO VUOTO] Rocche, fortilizi e casematte

“Il potere tende a corrompere, il potere assoluto tende assolutamente a corrompere”  

Lord Acton

 di Luca Fumagalli e Piergiorgio Seveso

Anni fa ci sforzavamo insieme di spiegare a un amico un po’ perplesso (oltre ai “cattolici perplessi” e ai “conservatori perplessi”, esistono pure i “sedevacantisti perplessi”) le dinamiche interne, virtuose e spigolose, del sedevacantismo: mondo votato alla difesa del Vero, cattolicamente e integralmente, ma naturalmente mondo piccolo, guareschianamente inteso, a volte al limite del piccino. Le immagini che quella volta usammo furono quelle, abbastanza facili, della rocca assediata (tra Civitella e l’Alcazar); ma poi ce ne sovvenne una migliore e ben più efficace: quella del fortino circondato dal deserto, ben armato e abbastanza custodito, ma lontano dagli scenari della guerra principale.

La guerra principale, il cui esito disastroso è a tutti noto, si è già conclusa negli anni Sessanta con il Concilio Vaticano II. A qual tempo la gerarchia della Chiesa ufficiale, pressoché nella sua interezza, è passata “armi, bagagli e croci pettorali” nel campo del Nemico (rigorosamente con la “N” maiuscola). Il fortino, periferico e marginale, non interessa alle forze avversarie, che già hanno purtroppo ottenuto la realizzazione di un pieno, seppur apparente, trionfo.

I “cattolici” oggi vivono nel mondo e nella Chiesa come nell’unico mondo possibile. Qualcuno inseguirà le chimere ultra progressiste (sempre più concrete) di un “Vaticano terzo”, qualcun altro vagheggerà raddrizzamenti, ripareggiamenti, riletture e aggiustamenti, ma TUTTI sono parte del medesimo scenario, TUTTI esistono sotto l’unico sole della rivoluzione conciliare. Dai girondini ai montagnardi, dai giacobini ai dantoniani, dagli hebertisti ai monarchici moderati, TUTTI non hanno altra idea che sedere nel “parlamento della rivoluzione”. E a questi, in fondo, dei fortini rimasti al cattolicesimo romano “di prima” importa davvero poco.

Intanto nei fortini si aspetta in armi un nemico che tarda ad arrivare, si prega il buon Dio, si spera che tutto ritorni in qualche modo all’ordine dei bei tempi che furono e nel frattempo ci si organizza. E siccome le sere son lunghe da passare, e le giornate ancora di più, qualcosa ci si deve pure inventare. Ad esempio si litiga, mandando agli altri fortini bellicosi messaggi sulla condotta da tenere di fronte al nemico trionfante, considerata ora blanda, ora arrendevole, ora inadeguata. Gli altri fortilizi, altrettanto convinti di essere pienamente pronti a ricevere l’assalto del nemico, tacciono, rispondono a suon di contro-bandi altrettanto polemici oppure, ancor più semplicemente, optano per qualche sonorità da trivio.

Com’è naturale, senza il Papa, ognuno si arrangia e fa da sé, e se qualcuno vuole stilare i “quadernetti della Restaurazione” (cui dedicheremo una delle prossime puntate) vi sarà chi plaudirà, chi sbadiglierà, chi penserà di averli scritti meglio, assai più belli e convincenti. Ogni fortino, persino ogni casamatta (che del fortino è una versione ridotta e quasi caricaturale) pensa di essere un piccolo regno, sottoposto certamente alla Regalità di Cristo, ma ancor più a quella di chi vi governa. Et Rex in regno suo est imperator. Da questo male endemico, inevitabile, quasi connaturato ai tempi in cui viviamo, in fondo ne può venir anche del bene: lo dicevamo allora al nostro amico che ci guardava non troppo convinto. Ovviamente ne può venir anche del gran male (quod Deus avertat) se il rex muta in tiranno e manda ordini incomprensibili, perniciosi o, peggio, disumani. Son cose che son sempre avvenute e avverranno in qualunque società umana. Oggi, però, tutto si fa più problematico data la mancanza di un’autorità terza cui sottoporre questioni, ubriacature polemiche, anatemi e accusationes. Magari fosse facile come ne “L’Ammutinamento del Caine”, bellissimo film, cui rimandiamo eventualmente i nostri lettori. Se non è possibile occidere tyrannum, lì almeno si riesce a farlo (s)ragionare.

Come unica consolazione rimane la Provvidenza. Almeno Lei, ne siamo certi, aiuterà rocche, fortini e casematte a mantenersi integri (sia moralmente che mentalmente). Perché i tartari, al contrario di quello che avviene nel racconto di Buzzati, prima o poi arriveranno. 

 

Nella festa del Cuore Immacolato di Maria e Ottava dell’Assunzione – 22 agosto 2018

Pubblicato all’Angelus

Elenco delle puntate precedenti

I sottoscala dell’esistenza

Catacombe e osterie

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In morte dell’abbè Jean Siegel

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Non possumus in Francia: una nuova puntata

In mortem di S.E.R. Mons. Francis Slupski CSSR

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Sede vacante e guerra civile

Roma senza Papa: un romanzo di Guido Morselli

Puntate onorarie:

Orgogliosi di essere la vergogna della Tradizione

Radio Spada: cinque anni di battaglie

 

 

 

   

2 Commenti a "[AI PIEDI DEL TRONO VUOTO] Rocche, fortilizi e casematte"

  1. #angela   24 agosto 2018 at 1:33 pm

    Verissima analisi, dove sta la Chiesa UNA SANTA CATTOLICA APOSTOLICA ROMANA e PERSEGUITATA? Proprio non lo so. Magari il Patriarcato cattolico bizantino che fece scisma al tempo dell’apostata BXVI nel 2011, causa Assisi con tutte le religioni uguali, schiaffo al Redentore…. Quel che certo è, è che i 2 romani che veston bianco han l’anima nera, con l’anima nera stan fuori della Casa, quindi non comandano dentro la Casa ma x altra anticasa operano. Quel che certo è, è che non sono infallibili, se non sono infallibili,sono eretici, se sono eretici le porte inferi hanno prevalso , son le eresie le porte infatti. Quel che certo è, è che non sono PAPA, manco uno. E poi si vedrà quando il Padre vorrà finir di castigarci…intanto aumentan i tatuaggi, coi vizi, e i crolli connessi a l’apostasia. E poi onde mantenerli “sla cadrega” ci stan le sette varie ognun detentor di verità unica e sola…. che a diatribe eterne si son votati. Quel che certo è, è che pur le sette non son cattoliche (una santa …?). Ognun mantien la propria eresia. Non han prevalso però se siam qua a dirlo…..però il Papa fino al 1989 ci fu direi di certo, nel 2029 lessi che saprem meglio, quando verran desecretate le sue memorie.

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  2. #Francesco   24 agosto 2018 at 11:37 pm

    “La guerra principale, il cui esito disastroso è a tutti noto, si è già conclusa negli anni Sessanta con il Concilio Vaticano II. ” Secondo me la guerra principale non si é affatto conclusa col CV II ma semmai é solo all’inizio: l’inizio dell’Apocalisse. Gesù ha detto agli apostoli: Quando il Figlio dell’Uomo tornerá, troverá la Fede sulla Terra? Gli avvisi della Vergine a Fatima mettono in guardia dalla perdita della Fede. Un concilio che promuove l’errore non può che iniziare una guerra spirituale che é tuttora in corso. Ma chi ha Fede sa che San Michele Arcangelo combatte al suo fianco contro Satana. Cerchiamo pertanto la Santa Messa Cattolica Tridentina e “non una cum” gli erranti apostati conciliari, assitiamo al Santo Sacrificio e confessati e assolti comunichiamoci devotamente. La guerra presto volgerá alla battaglia finale.

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