“Non anni ma anime!”: il Perdono di Assisi

La Porziuncola, inglobata all’interno della Patriarcale Basilica di Santa Maria degli Angeli

 

di Giuliano Zoroddu

 

Dal mezzogiorno del 1° Agosto alla mezzanotte del giorno seguente è possibile lucrare il Perdono di Assisi: l’indulgenza plenaria cioè accordata da Onorio III a san Francesco nel luglio del 1216.

 

LA STORIA

(dal Diploma di Teobaldo, Minore e Vescovo di Assisi, dato in Assisinella festa di San Lorenzo dell’anno del Signore 1310)

Il beato Francesco risiedeva presso Santa Maria della Porziuncola, ed una notte gli fu rivelato dal Signore che si recasse dal Sommo Pontefice Onorio, che in quel tempo dimorava a Perugia, per impetrare una Indulgenza a favore della medesima chiesa di Santa Maria della Porziuncola, riparata allora da lui stesso. Egli, alzatosi di mattina, chiamò frate Masseo da Marignano, suo compagno, col quale si trovava, e si presentò al cospetto di Papa Onorio, e disse: “Santo Padre, di recente, ad onore della Vergine Madre di Cristo, riparai per voi una chiesa. Prego umilmente Vostra Santità che vi poniate un’Indulgenza senza oboli”. Il Papa rispose: “Questo, stando alla consuetudine, non si può fare, poiché è opportuno che colui che chiede un’Indulgenza la meriti stendendo la mano ad aiutare, ma tuttavia indicami quanti anni vuoi che io fissi riguardo all’Indulgenza”. San Francesco gli rispose: “Santo Padre, piaccia alla vostra santità concedermi, non anni, ma anime”. Ed il papa riprese: “In che modo vuoi delle anime?”. Il beato Francesco rispose: “Santo Padre, voglio, se ciò piace alla vostra santità, che quanti verranno a questa chiesa confessati, pentiti e, come conviene, assolti dal sacerdote, siano liberati dalla colpa e dalla pena in cielo e in terra, dal giorno del battesimo al giorno ed all’ora dell’entrata in questa chiesa”. Il papa rispose: “Molto è ciò che chiedi, o Francesco; non è infatti consuetudine della Curia Romana concedere una simile indulgenza”. Il beato Francesco rispose: “Signore, ciò che chiedo non viene da me, ma lo chiedo da parte di colui che mi ha mandato, il Signore Gesù Cristo”. Allora il signor papa, senza indugio proruppe dicendo tre volte: “Ordino che tu l’abbia”. I cardinali presenti obiettarono: “Badate, signore che se concedete a costui una tale Indulgenza, farete scomparire l’Indulgenza della Terra Santa e ridurrete a nulla quella degli apostoli Pietro e Paolo, che sarà tenuta in nessun conto”. Rispose il papa: “Gliela abbiamo data e concessa, non possiamo né è conveniente annullare ciò che è stato fatto, ma regoliamola in modo tale che la sua validità si estenda solo per una giornata”. Allora chiamò san Francesco e gli disse: “Ecco, da ora concediamo che chiunque verrà ed entrerà nella predetta chiesa, opportunamente confessato e pentito, sia assolto dalla pena e dalla colpa; e vogliamo che questo valga ogni anno in perpetuo ma solo per una giornata, dai primi vespri compresa la notte, sino ai vespri del giorno seguente”. Mentre il beato Francesco, fatto l’inchino, usciva dal palazzo, il papa, vedendolo allontanarsi, chiamandolo disse: “O semplicione dove vai? Quale prova porti tu di tale Indulgenza?”. E il beato Francesco rispose: “Per me è sufficiente la vostra parola. Se è opera di Dio, tocca a Lui renderla manifesta. Di tale Indulgenza non voglio altro istrumento, ma solo che la Vergine Maria sia la carta, Cristo sia il notaio e gli Angeli siano i testimoni”.

QUANDO, DOVE E COME LUCRARE L’INDULGENZA

L’Indulgenza della Porzincuola si può lucrare:

  1. ogni giorno dell’anno per sé o per un anima del Purgatorio presso la medesima Chiesa della Porziuncola;
  2. presso tutte le chiese francescane e parrocchiali del mondo dalle ore 12 del 1° agosto alle ore 24 del 2 agosto, festa di santa Maria degli Angeli e memoria della dedicazione della omonima Patriarcale Basilica di Assisi.

Per lucrarla il fedele dovrà:

  1. nell’arco degli otto giorni precedenti o successivi al giorno della visita alla chiesa, confessarsi e ricevere l’assoluzione per essere in stato di grazia;
  2. ascoltare la Messa e accostarsi alla Santa Comunione;
  3. fare la visita alla chiesa;
  4. recitare un Padre nostro e un Credo;
  5. pregare secondo le intenzioni del Sommo Pontefice (l’esaltazione della Chiesa, la propagazione della Fede, l’estirpazione delle eresie e degli scismi, la conversione dei peccatori, la pace e la concordia tra i Principi cristiani e gli altri bisogni della Società Cristiana).

 

 

2 Commenti a "“Non anni ma anime!”: il Perdono di Assisi"

  1. #Stefano   1 Ago 2018 at 8:38 pm

    “l’estirpazione delle eresie e degli scismi” Chiunque preghi con il cuore presumo sarà ascoltato, ma, in ogni caso, c’è da capire chi siano gli scismatici…

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  2. #giuseppe serra   2 Ago 2018 at 4:06 am

    So che non c’entra molto con l’argomento, ma voglio portare all’attenzione di tutti:
    https://www.corrispondenzaromana.it/notizie-brevi/basilica-di-san-paolo-violata-e-trasformata-in-discoteca/

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