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di Miguel

Viganò è stato Nunzio Apostolico negli USA fino al 2016 e pare ragionevole credere che negli USA neotrumpiani più di qualcuno si stia facendo abbondantissime risate. L’ex Nunzio, ex Segretario del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, ex Delegato per le Rappresentanze Pontificie, ex Osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa, parla da persona informata e competente. Dal 1992 è arcivescovo, nominato da Giovanni Paolo II.

Ce n’è per tutti. Si sconfina nella commedia trash quando tocca a Bergoglio che in udienza privata afferma: “Sì, i Vescovi negli Stati Uniti non devono essere ideologizzati, non devono essere di destra come l’arcivescovo di Filadelfia, devono essere dei pastori; e non devono essere di sinistra – ed aggiunse, alzando tutte e due le braccia – e quando dico di sinistra intendo dire omosessuali”. Su Bertone si sottolinea in due punti come il cardinale non avesse difficoltà a presentare insistentemente per l’episcopato e per posti di responsabilità candidati notoriamente omosessuali. Sul “predatore” Card. Mc Carrick si afferma che – pur formalmente invitato alla penitenza –  andasse con molta frequenza a Roma e si fosse fatto amici dappertutto, a tutti i livelli della Curia. Ma non è qui la sede per entrare troppo nel merito del testo, che in ogni caso è pubblico.

Si badi, e questo nessuno ancora lo ha sottolineato come si deve: Viganò rade moralmente al suolo – citando nomi, cognomi, luoghi e date – non solo la “chiesa bergogliana” ma l’intera “chiesa (post)conciliare”. Molto indulgente con i Papi polacco e bavarese ma molto poco con gli uomini che li circondavano. Ciò che emerge in maniera nettissima è il degrado completo in cui versa l’istituzione ecclesiastica dal Concilio in poi. Viganò – anche per ragioni anagrafiche – non parla di Paolo VI ma chiunque abbia un abc di storia sa da dove bisogna partire per cogliere l’origine del disastro.

Troppo comodo però – e già più di un commentatore pare avviato su questa strada –  cavarsela buttando la croce sull’argentino, vescovo di Roma che si chiede “chi sono io per giudicare?”. Si tratterebbe di un’operazione facilotta e incompleta.

Basta leggere – a vario titolo – i nomi degli “accusati”, “coinvolti” (“non potevano non sapere”), manchevoli – per diverse ragioni – di “credibilità”, orchestratori di cariche episcopali filogay, ecc. per capire che i problemi stanno al vertice e non da ieri. Invitando a sfogliare il testo originale con tutte le precauzioni del caso, ci limitiamo ai principali – aggiungendo tra parentesi a nostra cura chi li ha nominati e a che ruolo:

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Angelo Sodano (nominato arcivescovo da Paolo VI, creato cardinale da Giovanni Paolo II)

Theodore Edgar McCarrick (nominato vescovo da Paolo VI, arcivescovo e creato cardinale da Giovanni Paolo II)

Tarcisio Bertone (nominato arcivescovo e creato cardinale da Giovanni Paolo II)

Marc Ouellet (nominato vescovo, arcivescovo e creato cardinale da Giovanni Paolo II)

Lorenzo Baldisseri (nominato arcivescovo da Giovanni Paolo II, creato cardinale da Francesco)

Pietro Parolin (nominato arcivescovo da Benedetto XVI, creato cardinale da Francesco)

William Joseph Levada (nominato vescovo e arcivescovo da Giovanni Paolo II, creato cardinale da Benedetto XVI)

Leonardo Sandri (nominato arcivescovo da Giovanni Paolo II, creato cardinale da Benedetto XVI)

Fernando Filoni (nominato arcivescovo da Giovanni Paolo II, creato cardinale da Benedetto XVI)

Angelo Becciu (nominato arcivescovo da Giovanni Paolo II, creato cardinale da Francesco)

Giovanni Lajolo (nominato arcivescovo da Giovanni Paolo II, creato cardinale da Benedetto XVI)

Dominique Mamberti (nominato arcivescovo da Giovanni Paolo II, creato cardinale da Francesco)

Donald Wuerl (nominato vescovo da Giovanni Paolo II, arcivescovo e creato cardinale da Benedetto XVI)

Kevin Joseph Farrell (nominato vescovo da Giovanni Paolo II, creato cardinale da Francesco)

Sean O’Malley (nominato vescovo e arcivescovo da Giovanni Paolo II, creato cardinale da Benedetto XVI)

Óscar Rodríguez Maradiaga (nominato vescovo, arcivescovo e creato cardinale da Giovanni Paolo II)

Per non parlare degli accusati di appartenenza alla corrente “filo omosessuale”:

Francesco Coccopalmerio (nominato vescovo da Giovanni Paolo II, arcivescovo e creato cardinale da Benedetto XVI)

Vincenzo Paglia (nominato vescovo da Giovanni Paolo II, arcivescovo da Benedetto XVI)

Edwin Frederick O’Brien (nominato vescovo e arcivescovo da Giovanni Paolo II, creato cardinale da Benedetto XVI)

Renato Raffaele Martino (nominato vescovo, arcivescovo e creato cardinale da Giovanni Paolo II)

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Ora, pare evidente come cavarsela col “tiro al Bergoglio” risulti veramente poco credibile. Se quanto affermato da Viganò fosse vero – e non si ha motivo di credere il contrario – con questa testimonianza, va ribadito, si raderebbe totalmente al suolo ogni credibilità morale dei conciliar-boy, credibilità di cui non resterebbe in piedi che qualche provvisoria e isolata maceria.