“The Europe and the Faith”: cronache di uno splendido convegno cattolico internazionale

di Luca Fumagalli

Il Chavagnes International College in Vandea

Radio Spada è un progetto che, pur tra limiti e difficoltà, oltre a proseguire nel suo cammino con ostinata fierezza, sta lentamente prendendo piede anche a livello internazionale. Piccoli segni, come l’aumento progressivo di articoli e post FB che, opportunamente tradotti, vengono ripresi da siti stranieri, testimoniano un interesse per la nostra iniziativa editoriale che supera i confini nazionali. Non a caso, proprio in questi giorni, si sta discutendo in redazione a proposito della possibilità di presentare in inglese almeno una parte dei contenuti del blog.

Comunque, al di là dei particolari organizzativi, recente esempio della nuova dimensione che Radio Spada sta assumendo è stato l’invito rivolto al sottoscritto da Ferdi McDermott, preside del Chavagnes International College, in Vandea, a tenere un breve intervento in occasione del convegno di studi “The Europe and the Faith”, una kermesse di cinque giorni, dal 30 luglio al 5 agosto, caratterizzata, tra l’altro, dalla presenza di ospiti del calibro di Joseph Pearce, biografo britannico di grandissima fama (quasi un guru per i cultori di Chesterton e Tolkien). Al gentile McDermott, responsabile di un’istituzione scolastica cattolica molto promettente, mi lega una passione per la letteratura  “papista” britannica, in particolare per quella decadente e fin de siècle, periodo in cui visse e operò un nostro comune amore, la poetessa Olive Custance, moglie di Lord Alfred Douglas, quello che fu, in gioventù, l’amante di Oscar Wilde. È stato proprio grazie a un articolo sulla Custance, pubblicato questo inverno sul nostro blog, che io e McDermott ci siamo conosciuti.

Un momento della conferenza “From decadence to dystopia: the priestly prophecies of R. H. Benson and John Gray”

La mia conferenza, intitolata “From decadence to dystopia: the priestly prophecies of R. H. Benson and John Gray”, ha avuto per oggetto l’analisi dei romanzi di due sacerdoti del primo Novecento, protagonisti del revival letterario cattolico in Inghilterra, di cui i lettori delle pagine culturali di RS hanno più volte sentito parlare: Il Padrone del mondo di mons. Robert Hugh Benson e Park, del canonico John Gray (quest’ultimo, meno noto rispetto al bestseller bensoniano, è un breve e curioso romanzo, a metà tra distopia e utopia). Nonostante il mio inglese, tutt’altro che eccellente, l’auditorio è rimasto favorevolmente colpito sopratutto dalla forza profetica del libro di Benson che, a oltre 110 anni dalla pubblicazione, è ancora di grandissima attualità.

A proposito degli altri interventi – uno più bello dell’altro – quelli che mi hanno più colpito sono stati quelli di Pearce, sempre a tema letterario, quello del professor Battye, dedicato a Enrico VIII, quello di padre Lawler, un affascinante excursus sull’identità europea secondo Chesterton e Belloc, e quello di padre Henry sul pericolo del relativismo.

La cappella del collegio

Questi giorni, da cui sono recente e stanchissimo reduce, sono stati emozionanti per diversi motivi. Della crescente notorietà internazionale di Radio Spada – sito di cui McDermott ha tessuto ampi elogi durante la mia presentazione – ho già ampiamente parlato. Commovente è stato soprattutto sedersi a tavola e discute con inglesi, francesi, irlandesi e scozzesi di letteratura, fede e attualità ecclesiastica. Gli ospiti, tutti molto cortesi, mi hanno fatto sentire come a casa, e le amene serate passate davanti a una birra a chiacchierare dell’opera di Evelyn Waugh o di papato materiale (sì, abbiamo davvero parlato di tutto!) me le ricorderò ancora per tanto tempo. Avere a che fare con così tante persone provenienti da paesi diversi è stata una bella lezione di cattolicesimo – e di autentico europeismo –, la sensazione di essere parte di una famiglia “multicolore”, ma che al fondo ha in comune l’unica cosa che conta davvero e che rende l’uomo tale: la Fede.

Dalla Vandea sono dunque tornato con un rinnovato ardore non solo per la lingua inglese e per la letteratura; soprattutto rientro a casa con un rinfrescato spirito di militanza, conscio del bene che Radio Spada ha fatto in tutti questi anni e che ancora sta facendo. Ognuno di noi è uno strumento imperfettissimo, con qualche pregio e molti limiti, ma in questi tristi tempi, privi di eroi e infestati da santi un tanto al chilo, chiunque può e deve fare la sua parte.

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