Tre bufale, agilmente sgonfiabili, su pedofilia e Chiesa

***

Ormai è prossimo alla stampa:

COSA VOSTRA

– Dalla Pro Deo alla ‘mafia di San Gallo’

– Gli ‘affari riservati’ della ‘chiesa della misericordia’

***

di Miguel

1) “Oggi si parla di pedofilia ma gli uomini di Chiesa anche in passato peccavano alla grande, vuoi dirci che la situazione nel “secolo oscuro” o ai tempi di Alessandro VI fosse migliore di oggi?

Sì, era sicuramente migliore. In ogni caso essere cattolici non garantisce l’impeccabilità: persino un membro del Collegio Apostolico tradì Cristo al punto di condurLo alla morte di croce.

Questa bufala si compone di diverse sotto-bufale.

a. Fatte salve certe esagerazioni mediatiche, mai nella storia della Chiesa, come dopo il Concilio Vaticano II, si è parlato di “reti omosessuali nel clero” che predavano estensivamente e continuativamente ragazzini, giovani adulti o semplicemente andavano alla ricerca di adulti veri e propri: reti coperte o appoggiate da alcuni superiori, fino alle stanze del colle Vaticano. I fatti emersi negli USA – per gravità e diffusione – rappresentano un fatto unico nella storia ecclesiastica. Nel secolo oscuro imperversava Marozia, che teneva in mano pontefici, amanti e intrallazzi di ogni genere, si videro violenze e prevaricazioni ma nulla che fosse vagamente paragonabile a quanto emerso dagli anni ’60 ad oggi: una rete omo-pedofila – o meglio omo-efebofila – come l’attuale non si rinviene in venti secoli. I partecipanti al Sinodo del Cadavere hanno meno colpe di molti ecclesiastici contemporanei.

b. La situazione della Chiesa, in ogni caso e a prescindere da quanto appena detto, non era confrontabile con l’attuale sul piano dei frutti. Sì, è vero: ci sono stati Papi gravemente peccatori che pubblicamente infangarono la Chiesa, cardinali indegni e così via, ma mentre era ancora in corso il “secolo oscuro” la Chiesa faceva fiorire dal suo seno (nati o morti dall’888 al 1046) personaggi del calibro di San Pier Damiani, San Bruno di Colonia, San Bernone di Cluny (fondatore dell’Abbazia), Sant’Oddone di Cluny, Santo Stefano d’Ungheria, San Gregorio VII, San Leone IX, solo per citarne alcuni. Mentre il futuro Alessandro VI, Papa vizioso, era appana nato, si compiva il martirio di Santa Giovanna d’Arco. Dieci anni dopo sarebbe nato San Pietro d’Arbués. Quando Rodrigo era ancora il cardinale Borgia, lasciavano questa terra Santa Rita da Cascia e San Lorenzo Giustiniani. In giro per l’Europa predicava San Giacomo della Marca che fu allievo presso i Frati minori con San Giovanni da Capestrano e San Bernardino da Siena. Qualcuno ha l’ardire di paragonare questi frutti della Chiesa con quelli del Concilio? Esiste qualcuno disponibile a stendere un parallelo tra la santità emersa in questi secoli e quella di oggi?

c. Nessuno in queste epoche si è mai sognato di promuovere sul piano dottrinale le proprie devianze. Il testo su Giovanni XII (e non solo) che riportiamo è esaustivo:

La provvidenza divina, che veglia sulla Chiesa, ha miracolosamente preservato il deposito della fede, di cui questo giovane voluttuario era il guardiano. La vita di questo Papa è stata uno scandalo mostruoso, ma nel suo ufficio è stata impeccabile. Non possiamo sufficientemente ammirare questo prodigio. Non vi è un eretico o scismatico che non ha cercato di legittimare la propria condotta dogmaticamente: Fozio ha cercato di giustificare il suo orgoglio, Lutero sue passioni sensuali, Calvino la sua crudeltà fredda. Né Sergio III, né Giovanni XII, né Benedetto IX, né Alessandro VI, sommi pontefici, definitori della fede, certi di essere ascoltati e obbediti da tutta la Chiesa, hanno pronunciato, dall’alto del loro pulpito apostolico, una sola parola che potrebbe essere un’approvazione dei loro disturbi.

A volte Giovanni XII è diventato anche il difensore dell’ordine sociale minacciato e della vita religiosa esposta al pericolo.”

(Ap Fernand Mourret, una storia della Chiesa Cattolica, Vol 2 [St. Louis, MO: Herder Book Co., 1946]…, Pp 510-511)

 

2) “Sì, ma perché prendersela proprio col Concilio Vaticano II. Credete davvero che ci sia questa correlazione?

Sì, senza dubbio. Lo abbiamo recentemente ribadito: America, la rivista dei gesuiti americani, pur dando luogo ad improbabili arrampicate sugli specchi in cui si cerca di evitare la correlazione tra il tracollo morale del clero e le riforme conciliari, deve riconoscere che “the number of alleged abuses increased in the 1960’s, peaked in the 70’s” (crescita negli anni gloriosi del Concilio e del Novus Ordo e picco in quelli del post-Concilio montiniano). Erano gli anni “trionfali” in cui lo stesso Montini metteva a capo della popolosissima diocesi di Brooklyn quel tal “vescovo Mugavero” (Francis John Mugavero) noto per aver diffuso nel 1976 la lettera pastorale Sexuality – God’s Gift” con le sue “posizioni sensibili” verso l’omosessualità. Ovviamente la causa di questo andamento (precedente alla necessaria repressione) era dovuto al clima meteorologico, non al clima ecclesiale del “vietato vietare”.

Del resto basterebbe far l’elenco delle nomine episcopali e di certi altri atti specifici di Paolo VI e vedere il numero di “casi allarmanti” che hanno sollevato, negli USA e altrove (ad esempio il 6 febbraio 1965 la disastrosa congregazione messicana di Marcial Maciel Degollado, dopo essere stata attenzionata e sospettata sotto Pio XII, ottenne il decreto di lode e, quindi, il riconoscimento di istituzione di diritto pontificio, raggiungendo l’apice della sua potenza sotto Giovanni Paolo II il quale dimostrò il suo sostegno a questo gruppo per larga parte del suo regno).

 

3) “Sì ma converrai che almeno oggi il problema pedofilia riguarda solo i cattolici. No?

Questa bufala l’abbiamo voluta riportare per completezza ma la sua falsità è talmente lampante che pare inutile argomentare. Il peccato originale ha investito tutta l’umanità, basta leggere le cronache. Per quanto rimanga grave il fatto che una società come la Chiesa sia stata investita da questi scandali e per quanto siano inediti in queste proporzioni, va ribadito che – come spesso accade – i media hanno colto l’occasione per fare propaganda genericamente anticattolica, senza distinzioni di tempo, di luogo o di circostanza. Ad esempio senza chiarire che – in ogni caso – una repressione interna a questo degrado morale, in una qualche misura, c’è stata (pur limitandosi a curare più i sintomi che le vere cause, quelle dottrinali).

Qualche tempo fa si riportavano su “Il Foglio” le riflessioni dello studioso statunitense George Weigel che riassumono abbastanza bene la vicenda:

“Negli soli Stati Uniti, le statistiche indicano che ci sono circa trentanove milioni di giovani che hanno subito abusi sessuali. Tra il 40 e il 60% di essi hanno subito abusi a opera di familiari, compresi patrigni e fidanzati di ragazze-madri – il che dimostra che i bambini sono le principali vittime della rivoluzione sessuale, del divorzio e della cultura di Internet. La professoressa Charol Shakeshaft, della Hofstra University, sostiene che tra il 6 e il 10 per cento degli studenti di scuole pubbliche ha subito molestie nel corso degli ultimi anni – ossia, tra il 1991 e il 2000, circa 290 mila ragazzi. Secondo altri studi recenti, il 2 per cento dei molestatori sessuali erano preti cattolici – un fenomeno che è esploso tra la metà degli anni Sessanta e la metà degli anni Ottanta, ma che ora sembra praticamente scomparso”.

“Ciononostante sui media di tutto il mondo i casi di abusi sessuali sono quasi esclusivamente una vicenda cattolica, nella quale la chiesa cattolica è raffigurata come l’epicentro delle violenze sessuali sui giovani”.

*

Articoli sul tema:

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.