[CINESPADA] “Midnight in Paris”: quella nostalgia che insegna ad amare il presente

di Luca Fumagalli

Gil (interpretato da Owen Wilson) è uno sceneggiatore hollywoodiano che desidera diventare un romanziere di successo. È in vacanza a Parigi con Ines (Rachel McAdams), la sua futura sposa. Con loro ci sono anche i genitori di lei, gentili ma piuttosto opprimenti, e una coppia d’amici, incontrati per caso. Nell’euforia di visitare la capitale francese, nessuno si accorge che Gil sta vivendo una profonda crisi: al blocco dello scrittore si accompagna l’incertezza dei sentimenti che prova verso la compagna. Una sera, a mezzanotte, mentre l’uomo si aggira solo e sconsolato per i vicoli, come per magia si ritrova improvvisamente catapultato nella Parigi degli Anni Venti con tutto il suo fervore culturale. Gil si imbatte così in Hemingway, Scott Fitzgerald, Picasso e in molti altri artisti del tempo, per lui delle vere e proprie leggende. Il “miracolo”, che si ripete ogni giorno, sempre a mezzanotte, restituisce a Gil quell’entusiasmo che lo aveva abbandonato da tempo. Il futuro suocero, però, inizia a sospettare che qualcosa non quadri.

Midnight in Paris (2011) è l’ennesimo atto d’amore tributato da Woody Allen a Parigi, una città misteriosa e seducente. Il regista americano emoziona lo spettatore confezionando una commedia sentimentale imprevedibile, di rara delicatezza, che ricorda La rosa purpurea del Cairo. Ancora una volta, del resto, arte e passione amorosa accompagnano il protagonista in un viaggio a cavallo tra due mondi. Il buon Gil, che combatte contro il cinismo degli amici e della fidanzata, che cercano in ogni modo di convincerlo che quella dello sceneggiatore è una carriera più sicura e remunerativa di quella dello scrittore, trova nell’età dell’oro parigina un correlativo oggettivo delle sue aspirazioni più alte, dove ogni cosa è genio ed euforia.

La nostalgia di un passato mitico, sembra suggerire Allen, è cosa ragionevole. È, in altri termini, la concretizzazione di quell’ideale che accompagna naturalmente l’esistenza di tutti gli esseri umani.  Ma è comunque indispensabile uno sforzo costante per cercare nel presente le ragioni del vivere e del creare. A Gil è concessa infine questa speranza; e anche la sua vita, di conseguenza, non tarderà a subire una brusca quanto benevola sferzata.

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