Il bergoglismo è finito, andate in pace.

di Miguel

Ci siamo arrivati, del resto oggi si guarda più al tempo che all’eternità. E il tempo di questo super spot è arrivato alla conclusione. Non importa se Jorge Mario regnerà ancora un anno, due o dieci. Il bergoglismo è finito per ciò che è stato: un fenomeno mediatico, uno story telling, chiamatelo come volete. Finisce qui a prescindere da Bergoglio, che ha rappresentato qualcosa che va oltre la sua stessa persona, insomma: un atteggiamento, un messaggio, “buonsera”, “vescovo di roma”, “buon pranso”, “chiesa della misercordia”, “chiesa in uscita”, “povera per i poveri”, e via discorrendo.

E badate non è finito per gli inconcludenti dubia, per la repressione dei Francescani dell’Immacolata, per gli erroracci dottrinali (che lo precedono e lo superano). No: è finito perché ha avuto un problema col suo stesso pubblico, quello delle sale d’attesa delle parrucchiere, i teledipendenti, i qualunquisti del bar che “ahò, sto Francè a li potenti nun je piace”, “je fanno beve er caffé de Papa Luciani”, “manco un anno de pontificato je fanno fà”. L’equivalente pseudocattolico del popolo de sinistra. Cui si sommano le perpetue moraliste, ecclesialmente pronte a tutto, a condizione che non ci sia polvere sulle balaustre.

Il popolo non ha gradito, e in tempi di sondaggi demoscopici e collegialità episcopale non è cosa da poco. Hai voglia a inseguire, zoppicando, la gggente dicendo che i divorziati risposati in fin dei conti devono essere oggetto di discernimento. Il mondo corre più veloce, e il bergoglismo ormai sembra vecchio senza essere antico, anche ai suoi sostenitori emeriti.

Ma come? Dovevi fare la mani pulite della curia? E a questo punto stiamo?

Sì, il bergoglismo è finito. Ma non i problemi: perché il bergoglismo è più un effetto che una causa. Abbiamo già visto su queste pagine come il caso Viganò sia una mina posta sotto alla “chiesa del concilio” prima che sotto alla “chiesa della misericordia”.

Bergoglio è un frutto ben coltivato in oltre cinquant’anni. Un frutto coerente, un frutto maturo. Sì, è caduto. Ma l’albero è lì. Si tratta dell’albero che ha le sue radici in Paolo VI, i suoi rami in Giovanni Paolo II e i suoi frutti più mediaticamente sensibili nel dossier Viganò.

Andate dunque in pace.

Però andate in pace davvero, lontano dal Concilio.

2 Commenti a "Il bergoglismo è finito, andate in pace."

  1. #bbruno   15 settembre 2018 at 9:10 pm

    in Sicilia il nostro eroe ha intimato ai mafiosi di convertirsi, pena finire “persi”….
    A lui, capo di una cupola che niente ha da invidiare a quella mafiosa, un confratello in episcopato ( si dice così?) ha intimato di convertirsi, e lui che fa? Lo chiama “cane selvaggio”, come osa minacciare di perdizione la sua Santità?
    Ma come il mafioso non smetterà di esistere con queste minacce, nemmeno il bergoglismo, frutto ultimo del modernismo, finirà di morte naturale: solo un grande sconquasso ce ne libererà. Fino ad allora speriamo di non perderci del tutto.

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    • #AlDa   16 settembre 2018 at 12:00 am

      Ho disgraziatamente sentito anch’io i suoi ennesimi imbarazzanti sproloqui: ha proprio la faccia come quel noto posto dove si usa dire non batta il sole!

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