Intervista esclusiva di RS a Kyriakos Enòsas, autore di COSA VOSTRA – Dalla Pro Deo alla ‘mafia di San Gallo’ – Gli ‘affari riservati’ della ‘chiesa della misericordia’

Radio Spada ha pubblicato ieri la sua intervista esclusiva a Marco Tosatti, una delle persone più direttamente coinvolte nel “caso Viganò”, oggi pubblica questa nuova intervista. Il nostro ospite è Kyriakos Enòsas, informatissimo autore di COSA VOSTRA – Dalla Pro Deo alla ‘mafia di San Gallo’ – Gli ‘affari riservati’ della ‘chiesa della misericordia’, libro che uscirà a breve per i tipi delle Edizioni Radio Spada. Buona lettura. [RS]

RS: Come le è venuta l’idea di questo libro?
KE: Dal fatto che chi apra oggi un giornale può avere l’impressione che in Vaticano vi sia un Papa buono e “teneroso”, venuto dalla “fine del mondo”, contro il quale congiurerebbe un’oscura, agguerrita congrega di tradizionalisti, cupi quanto le loro talari nere e la loro Messa in latino.
RS: E invece?
KE: E invece è l’esatto contrario. E i tradizionalisti, che tra l’altro non vanno assolutamente confusi con i conservatori, non c’entrano nulla!
RS: Si spieghi.
KE: Come sta emergendo col caso Viganò i protagonisti degli scandali hanno quasi “licenza di peccare” dall’ “alto” e fanno parte di un’unica “appartenenza”, che include dialetticamente “progressisti e conservatori”. E come si vede guardando agli ultimi 50 anni di storia della Chiesa la “licenza di peccare” sembra distribuita con magnanimità.
RS: Non è che prima nella Chiesa ci siano stati solo dei Santi…
KE: Vero, i peccati degli uomini di Chiesa sono antichi quanto la lettera ai Galati e nella Chiesa i “fratelli” sono “coltelli” da sempre, ma la trasgressione dei comandamenti, a partire dalla carità, si chiamava peccato e il ribaltamento della verità aveva un nome preciso: eresia.
RS: Adesso invece?
KE: Le si è cambiato nome: aggiornamento pastorale.
RS: La chiesa dice che la dottrina non è cambiata, è la stessa dottrina espressa con un linguaggio attuale.
KE: Falso! …ed è pure peggio: la vecchia teologia non è stata confutata, ma riverniciata con la teologia della prassi. Non ci si è neanche dati più la briga di impancarsi in discussioni teologiche. La Chiesa dei primi 19 secoli è stata inglobata nelle stanze museali, per chi vuole farci una “visita guidata”, magari con l’audioguida delle Edizioni Paoline. Al suo posto è stata aperto un nuovo padiglione, mettendoci la vecchia insegna: “Chiesa cattolica”, con collegamento diretto all’Aula “Martin Lutero”.
RS: E il Papa…
KE: Il Papa dopo Ratzinger smette anche di essere Petrus, è divenuto una “funzione di presidenza”. Abbiamo anche il Papa Emerito, preludio di una funzione collegiale. E’ l’ultimo capitolo di un “colpo di Stato”, che dura dal Vaticano II…
RS: Lei è sedevacantista…?
KE: No, io sono una cum Petro. Ma, se oggi si preferisce porre enfasi sul fatto di essere semplicemente Vescovo di Roma, è il titolare della Cattedra che si rende vacante!
RS: Torniamo al libro…
KE: Non è un libro di storia. E’ una narrazione che intende evidenziare “colature” del Mondo nella Chiesa, specie negli anni precedenti e successivi al Vaticano II, attraverso fatti, suggestioni, frequentazioni, fascinazioni. Insomma un clima.
RS: Ma che inizia ben prima…
KE: Certo che sì! Historia non facit saltus.
RS: Lei sembra smarcarsi dagli schemi ordinari: a un certo punto si dice che forse la battaglia anticomunista fu un errore…
KE: Sì, don Camillo e Peppone sono stati mandati a morire in battaglia, mentre i rispettivi stati maggiori si sarebbero preparati a firmare un accordo che prevedeva l’eliminazione di entrambi tramite “fuoco amico”.
RS: Ipotesi di complotto…
KE: Certezze di influenze estere, globaliste e massoniche: la Pro Deo era guidata da un domenicano, agente dell’OSS, che diverrà la CIA e che ci porta dritti dritti al secondo golpe italiano, dopo “Mani pulite”, cioè a quello dei governi tecnici di Monti. C’entra anche un po’ la suggestione di un “Europa vaticana”… Cose che la gente per lo più ignora. Bisogna narrare per tutti. Inoltre occorre cercare di far capire, attraverso le ricadute nella cronaca quotidiana, i disegni sottili che ci stanno dietro.

RS: Lei impasta un po’ tutto…

KE: E’ la realtà. La realtà è tutta un po’ impastata. Se scopriamo oggi che l’asettico ambiente tecnocratico, da cui provengono sia uomini di riferimento del primo governo Berlusconi che del governo Monti, è filiazione della CIA e se scopriamo che questi uomini stavano al governo con Andrea Riccardi, icona catto-progressista, capo della Comunità Sant’Egidio e – guarda caso – Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione nel governo Monti, l’impasto è bell’e fatto. Strano no? Anche “Mondo Migliore” a Rocca di Papa, dove sono finiti i migranti della nave “Diciotti”, lo troverete nel libro.

RS: Sono le “colature” di cui diceva?
KE: Esatto sono “colature” che evidenziano il disegno che sta sotto l’uniforme mano di vernice, cioè la narrazione ufficiale. Così il fatto che i piduisti-golpisti di “destra” erano legati alla sinistra ecclesiale: Ortolani esordì con Lercaro! Così gli opposti estremismi degli anni di piombo, con molti personaggi – Toni Negri su tutti – che vengono allevati in quel clima di “rivoluzione globale”, che il Concillio contribuì ad innescare. Per tacere delle ultime risultanze del caso Moro.
RS: Molte cose che lei narra si sapevano…
KE: Vero, ma per lo più la gente comune le ignora, quindi… repetita iuvant. Inoltre – come nei film – è una questione di montaggio: ne esce un altro film.
RS: Ammetta: metodologia e stile non sono accademici.
KE: E non vogliono esserlo. Detesto le monografie accademiche. Ho voluto scrivere le cose con lo stile dei tabloid popolari, anzi popolani, forse populisti…
RS:E infatti i titoli dei capitoli sono tutti presi da film famosi.
KE: … ripeto: voglio rappresentare facilmente cose che altrimenti la gente non legge, non sa, non ha tempo di andare a carcare.
RS: Scarsa fiducia nei lettori….
KE: Quanti caratteri ha un messaggio Twitter?
RS: Lei dice che Vatileaks è una “mani pulite ecclesiale”.
KE: …”cessione di sovranità” (quella di Cristo), l’ultimo capitolo della Rivoluzione dall’Alto. Lì le tangenti, qui il sesto comandamento. La “mafia di San Gallo”, cioè il Card. Martini e i suoi, ci lavoravano da lustri!
RS: Si spieghi…
KE: Pensi al ’68: una rivoluzione abortita, riuscita solo come Rivoluzione sessuale. I “diritti sociali” hanno lasciato il posto ai “diritti civili” e il kalashnikov al profilattico. Lo stesso il Vaticano II: un Concilio abortito, che ha come esito ultimo dell’agenda pastorale l’Amoris laetitia… Altro che nuova Pentecoste!
RS: Torna il vecchio moralismo.
KE: Affatto! Mica è colpa mia se gli scandali che travolgono la “chiesa” seguono la legge delle tre “esse”: soldi, sangue e sesso. Se la carne è debole, mettici una “messa” debole, una preghiera debole, una dottrina debole, un pensiero debole e addio fortezza e temperanza. Dall’approccio pastorale si arriva a quello pecoreccio. Sequitur, come si dice!
RS: Quindi nessun moralismo?
KE: Essenzialmente non è una questione etica, semmai prima ancora estetica!. L’estetica di questa chiesa è la cifra della sua fede…
RS: Discorso complesso…
KE: Questa “chiesa” è brutta, perché la Luce di Cristo è stata sostituita da quella dei “Lumi”, anzi dei “paralumi”. La chiesa di oggi ha la stessa fascinazione dei neon industriali in metallo e bachelite.
RS: E la Messa…
KE: … lo stesso desolante apparire di una mensa aziendale di qualche periferia metropolitana degli anni ’60, quelli del Concilio. La Messa è finita, come dicono loro.
RS: Infatti lei chiude parlando della Messa.
KE: L’unica vera Rivoluzione che occorre fare! Tutto è cominciato da lì: i golpisti del Novus Ordo hanno occupato militarmente l’altare e solo dopo radio, giornali e televisioni.
RS: Lei ha intenzione di guidare la Resistenza?
KE: Non ci penso nemmeno. Come dimostra Giovanna d’Arco i migliori comandanti sono donne…
RS: Non vale: qui lei indulge al politicamente corretto!
KE: No, è lei che ignora Chi guidava davvero la flotta di Don Giovanni d’Austria a Naúpaktos!
RS: Naúpaktos? Non so nemmeno cosa sia. E’ lei il greco qui…
KE: Lepanto, come dite voi latini! Le dice qualcosa?

Un commento a "Intervista esclusiva di RS a Kyriakos Enòsas, autore di COSA VOSTRA – Dalla Pro Deo alla ‘mafia di San Gallo’ – Gli ‘affari riservati’ della ‘chiesa della misericordia’"

  1. #PAOLO   5 settembre 2018 at 5:14 pm

    Straordinari i passaggi dell’intervista in cui si pone l’accento sull’estetica che precede l’etica. L’intervistato è sicuramente debitore di vecchi articoli di Blondet e altri autori d’area tradizionalista. E’ la bellezza dell’antica liturgia che ha insegnato ai santi l’integrità morale, la castità, la virilità eroica, non il contrario. “Nessuno compie un buon atto perché ha sentito una conferenza!…una atto cattivo, prima di essere tale, è un gesto brutto”. Stupenda la chiosa su Colei che ha dato la vittoria a Lepanto. Ricordiamocelo sempre, non saranno gli sforzi dei sin troppo litigiosi cattolici integrali, tradizionalisti et similia a restaurare la Santa Chiesa. Il crollo di questi tempi bergogliani può essere un nuovo inizio. Ora è palesata la bruttezza non si questo o quel vescovo, ma di una falsa chiesa che si è vergognata di Cristo, della Tradizione, dell’antica liturgia, dei missionari. Sono rimaste le rovine di cemento, le squallide luci al neon, tutto “il nuovo”, quel nuovo che, datato “anni ’60 del XX secolo” è ora vecchissimo ed insignificante. Ma sotto le macerie, forse in qualche sotterraneo, la Chiesa dei martiri e dei santi è ancora li. Ci chiama, anche se non lo notiamo. Quando la vera Chiesa- non quella delle lobby gay!- chiama, possiamo ascoltare se recuperiamo un senso estetico obnubilato da troppi anni di chitarrate, canti laidi, adesione supina a stereotipi scolastici o ad una formazione affidata alla lettura di “Famiglia cristiana”.
    P.s. a proposito di sotterranei, spero che gli amici di Radio Spada conoscano e facciano conoscere l’edificante storia delle città abitate dai Cristiani di Cappadocia.

    Rispondi

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.