Dal Risorgimento al dissolvimento odierno: la Rivoluzione italiana in un libro di Massimo Viglione

di Luca Fumagalli

Massimo Viglione non ha certo bisogno di presentazioni. Ricercatore e docente universitario legato al mondo cattolico “tradizionalista”, ha scritto numerosi libri a carattere storiografico a cui ha sempre accompagnato una costante attività di conferenziere e polemista. I suoi testi, ben confezionati e accattivanti, contraddistinti da una prosa che mai annoia, hanno il pregio di riuscire a tradurre in termini facili concetti tutt’altro che immediati. Soprattutto sono dedicati a temi non convenzionali, “scomodi”, di cui pochi hanno il coraggio di parlare.

Il destino dell’Italia (Edizioni Radio Spada, 2016) si situa nel medesimo solco. Soggetto del libro è quella Rivoluzione che ha distrutto la vera Italia per costruirne una radicalmente nuova, massonica e anticattolica. Dal Risorgimento fino alla Seconda Repubblica si è infatti assistito a un processo di pervertimento dell’identità nazionale, un «fare gli italiani» che non ha portato altro se non a scontri e a miserie, con migliaia e migliaia di morti immolati per quel feticcio insulso che è chiamato Patria. Il vero problema è che il movimento unitario italiano, al contrario di qualsiasi altro movimento analogo, si è voluto attuare contro la religione del popolo, quindi contro la sua stessa millenaria identità (il cattolicesimo, infatti, era l’unico vero collante di una Penisola da sempre divisa in una miriade di stati e staterelli). Ad esso è stato surrettiziamente sostituito un culto della Nazione di chiara derivazione giacobina, che, col passare dei decenni, ha condotto uno Stato che si proclamava sovrano e indipendente a non esistere più, se non in apparenza, schiacciato dai “Moloch” dell’europeismo burocratico e del mondialismo globalizzante.

Tutto questo è ancora più inquietante se si pensa che gli italiani sono stati per moltissimo tempo i protagonisti della civiltà umana. Eppure negli ultimi due secoli – e in particolare dal 1861 in poi – la storia d’Italia è una grande collettiva tragedia: tutto è cominciato nel 1796 con l’invasione napoleonica che portò di colpo, dopo anni di pace, furti, stragi e profanazioni; quindi, passato Napoleone, fu il turno del settarismo sanguinario massonico-mazziniano; dopo venne l’unificazione, ma a prezzo del conflitto con la Chiesa e del dramma del Meridione; poi la dittatura, le due guerre mondiali, la Repubblica del 2 giugno, la rivoluzione conciliare, il ’68, gli anni di piombo e Tangentopoli.

Il saggio Il destino dell’Italia si presenta, di conseguenza, come un’accattivante e originale storia delle idee. Viglione amplia l’orizzonte d’indagine – in libri simili solitamente ridotto al solo Ottocento – per rintracciare i germi della Rivoluzione italiana anche nel XX e nel XXI secolo. Nulla si tace, ad esempio, di quel «secondo Risorgimento» che fu il Fascismo, o della galoppante laicizzazione della Penisola a cui la Democrazia Cristiana, satura di modernismo, diede paradossalmente un contributo determinante. Mai come in quest’opera emerge così chiaramente quella sottile linea che unisce logicamente tanti punti dell’epopea nazionale e che svela una “controstoria” d’Italia a dir poco inquietante.

Il libro: MASSIMO VIGLIONE, Il destino dell’Italia. Dalla Rivoluzione unitarista al dissolvimento odierno, Edizioni Radio Spada, Cermenate (CO), 2016, pagine 268, Euro 15, 90.

Link all’acquisto:

http://www.edizioniradiospada.com/component/virtuemart/ecommerce/il-destino-dell-italia-dalla-rivoluzione-unitarista-al-dissolvimento-odierno-per-capire-e-reagire-detail.html?Itemid=0

Un commento a "Dal Risorgimento al dissolvimento odierno: la Rivoluzione italiana in un libro di Massimo Viglione"

  1. #bbruno   24 ottobre 2018 at 3:12 pm

    Davvero una triste storia, tragica e miserabile: neppure più un barlume dell’antica gloria: un’Italia ‘vomitevole’! E senza nemmeno una reazione di popolo, dico del popolo cristiano cattolico, contro il sopruso, nemmeno un tentativo che fosse anche disperato, analogo, che so, a quello del popolo cattolico inglese contro la prepotenza dei nuovi poteri anglicani! Niente. Sopraffazione e ignavia! Con i cattolici anzi, protagonisti del massacro d’una nazione (che nazione italiana era, nonostante la frammentazione in stati).Tutto finito a tarallucci e vino con due Concordati! E A Roma addirittura il Vicario dell’ Anticristo, a suggello!

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