Qualche parola di chiarezza su Halloween, oltre il puritanesimo e il conformismo

È vero: la “festa di Halloween” è diventata in diversi casi una pagliacciata blasfema, condita con fantasmini e racconti demenziali, ma attenzione a generalizzare e a semplificare troppo, soprattutto sul piano storico. Offriamo ai nostri lettori un estratto di un articolo di Tempi originariamente intitolato, con spirito provocatorio, “Fate festeggiare ai vostri bambini Halloween, grande festa cattolica“. Si tratta di un testo che mette un po’ in ordine le idee e i fatti. Ribadiamo: nessuno “sdoganamento di pericolose americanate” ma un minimo di chiarezza e di informazione. Del resto le contraddizioni sulla lotta a questa “festa” le abbiamo denunciate più volte sulla nostra pagina Facebook parlando dei modernisti pronti a stracciarsi le vesti per un bambino che mangia una caramella a forma di zucca ma rilassatissimi di fronte alle aberrazioni ecumeniche e alla devastazione liturgica.
“Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?” (Lc 6, 41) [RS]

di Giovanna Jacob (qui fonte e titolo originale)

Alcuni decenni fa la festa americana di Halloween è sbarcata in Europa, seducendo i più giovani. Alcuni anni fa, la propaganda anti-Halloween è sbarcata in Europa, seducendo i cattolici. Questi ultimi non sanno che gli autori della propaganda cui loro credono ciecamente sono tutti nemici giurati della Chiesa di Roma. Come ho spiegato in precedenza, la festa di Halloween è una festa cattolica inventata da immigrati cattolici (irlandesi e francesi) in una nazione puritana. Non potendo sopportare che la festa più popolare degli Usa abbia origini “papiste”, i discendenti dei puritani ne hanno sempre parlato malissimo. Nel XIX secolo misero in giro la voce che la festa cattolica di Halloween discendesse da una festa celtica legata al culto dei morti, nel XX misero in giro la voce che durante quella festa celtica si facessero sacrifici umani al dio della morte. In realtà, come abbiamo visto, la festa di Halloween non ha nessun legame, né diretto né indiretto, col paganesimo antico. La festa da cui discende l’attuale festa di Halloween nacque in Irlanda fra VIII e IX secolo dopo Cristo, quando il paganesimo celtico era del tutto estinto. Halloween significa letteralmente “festa della vigilia di Ognissanti”. Tuttora sopravvivono in varie parti d’Europa feste di origine medievale in onore dei santi e dei morti che somigliano in maniera sorprendente alla celebre festa americana. Dunque Halloween non oscura in nessun modo le nostre tradizioni ma piuttosto le illumina.

Nel Medioevo, che è stato l’evo più cristiano della storia, non solo c’erano più feste legate al calendario liturgico ma ciascuna di esse era preceduta da una festa della vigilia. Di queste feste, oggi sopravvivono solo la festa della vigilia di Natale, il martedì grasso (festa della vigilia del mercoledì delle ceneri) e pure, a pensarci bene, la festa, tipicamente romana, della Befana. Non sfugga infatti che, secondo quanto i genitori raccontano ai bambini prima di metterli a dormire, la Befana passerebbe in ogni casa a portare calze piene di regalini e dolciumi nella notte della vigilia dell’Epifania: “La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte”. A pensarci bene, l’iconografia della Befana ha molte analogie con l’iconografia classica della strega delle favole, che è penetrata a fondo nella festa di Halloween. Ha pure la scopa, classico accessorio da strega. Considerato l’aspetto stregonesco, rischiamo davvero che fra poco i cattolici anti-Halloween comincino a lanciare anatemi e scomuniche contro la simpatica vecchina. Probabilmente già cominciano a sospettare che nell’alto Medioevo ogni anno il 6 gennaio le genti pagane della campagna romana avrebbero fatto sacrifici umani ad una sanguinaria divinità femminile… Vedremo forse volonterosi preti gettare l’acqua santa sui genitori e sui bambini che comprano le bambolette della Befana a piazza Navona durante le feste?

Ma andiamo avanti. Poiché tutte le cruente leggende pseudo-storiche contro Halloween che erano state messe in giro fino a quel momento non erano bastate a convincere il popolo americano a mettere al bando l’odiosa festa “papista”, una trentina di anni fa gli anti-papisti americani alzarono il tiro: misero in giro la voce che nella notte di Halloween tutti gli occultisti, le streghe e i satanisti del mondo facessero cose orribili. In realtà, prima di una trentina anni fa solo alcuni occultisti, fra cui il celebre Alistair Crowley, avevano dato una qualche importanza alla data del 31 ottobre. La notizia, storicamente infondata, secondo cui i celti avrebbero avuto l’abitudine di fare sacrifici umani nella notte che segnava il passaggio dall’estate all’inverno non poteva non colpire la loro fantasia, alquanto malata. Ma appunto, solo a partire dagli anni Ottanta streghe e satanisti si sono appropriati di Halloween. Poiché correva voce che Halloween fosse “la notte delle streghe”, le sedicenti streghe dell’associazione Wicca si sentirono chiamate in causa: “Ma allora è la nostra festa: festeggiamola!” E poiché correva voce che ad Halloween loro stessi facessero cose raccapriccianti, i satanisti pensarono che fosse una buona idea farle veramente. E così una trentina d’anni fa hanno cominciato a festeggiare il capodanno satanico ogni 31 ottobre. Se un giorno questa gente decidesse di celebrare i suoi riti durante la notte del 24 dicembre (e non è detto che qualcuno di loro già non lo faccia), il Natale non smetterebbe di essere la più importante festa cristiana. Perché invece se i satanisti decidono di compiere i loro riti durante la festa cattolica di Halloween i cattolici gliela regalano con tante grazie?

Dunque, la festa americana di Halloween discende direttamente dalla omonima festa irlandese nata nell’alto Medioevo. Se la festa di Ognissanti era dedicata ai santi del paradiso e la festa del 2 novembre era dedicata ai semplici fedeli defunti, invece la festa della vigilia di Ognissanti era dedicata alle anime dannate e alle anime del Purgatorio. Nella notte del 31 ottobre i contadini irlandesi onoravano le anime del Purgatorio esponendo rape illuminate e tenevano simbolicamente alla larga le anime dannate e i demoni sbattendo rumorosamente pentole e padelle. Quando giunse in America, questa tipica festa irlandese si fuse con la festa francese dei fedeli defunti, in cui veniva inscenata la celebre “danza macabra”: un figurante mascherato da morte conduceva alla tomba figuranti mascherati da contadini, cavalieri, re, mendicanti, preti, artigiani, dame e tutti gli altri tipi umani della società di quei tempi. All’usanza irlandese di esporre zucche illuminate e all’usanza francese di sfilare in costume sul tema della danza macabra si aggiunse più tardi anche l’usanza inglese (legata in origine alla festa del Guy Fawkes Day, che tuttora si celebra in Gran Bretagna ogni 5 novembre) di andare di casa in casa a chiedere dolci in cambio di benevolenza: “Dolcetto o scherzetto?”.

Dunque, la festa di Halloween era una festa in cui si ballava, si rideva, si scherzava e si mangiavano dolcetti pensando alla morte, alle anime purganti, alle anime dannate e perfino ai demoni. Infatti, il cristiano può ridere e scherzare, almeno una volta all’anno, anche della morte e del male perché sa che Cristo li ha sconfitti entrambi. Viene in mente un brano da Kristin figlia di Lavrans di Sigrid Undset. Contemplando un dipinto che raffigura una santa alle prese con un drago, Kristin dice: «Mi pare che il drago sia molto piccolo (…) non sembra in grado di potere ingoiare la Vergine». E il frate che l’ha dipinto risponde: «E infatti non c’è riuscito. Eppure non era più grande di così. I draghi e tutti gli strumenti del diavolo ci sembrano grandi finché la paura ci possiede, ma se una creatura aspira a Dio con tutta l’anima sua fino a potersi avvicinare alla sua potenza, la forza del diavolo di colpo viene abbattuta, tanto che i suoi strumenti diventano piccoli e impotenti. I draghi e gli spiriti malvagi sprofondano e non sono più grandi di rane, di gatti e di cornacchie».

Nel corso del XX secolo Halloween si è profondamente “secolarizzata”, perdendo ogni riferimento alle anime dei morti, agli angeli, ai demoni e a tutte le altre realtà soprannaturali e preternaturali. Durante i festeggiamenti i bambini e i ragazzi si travestono da personaggi della letteratura e del cinema horror: streghe, vampiri, zombi, fantasmi eccetera.

3 Commenti a "Qualche parola di chiarezza su Halloween, oltre il puritanesimo e il conformismo"

  1. #Silvia   30 Ottobre 2018 at 1:46 pm

    ALLORA? Decidiamoci, o bene o male. Secondo me molto meglio insegnare a festeggiare i santi. Tuttavia anche se se ne sono appropriati dagli anni ’80/’90 , non toglie che i satanisti facciano ciò che fanno così come nelle vigilie di tutte le altre feste cristiane importanti…O no?

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  2. #AlDa   30 Ottobre 2018 at 6:19 pm

    In un modo di decerebrati, immorali e pervertiti, cercare di “riabilitare” Halloween, tirando in ballo le sue origini cristiane, è quantomeno imprudente. Forse è il caso di fuggire la tentazione di comportarsi come il re Mida della situazione, dato che, oltretutto, la maggior parte delle persone è incapace di distinguere l’oro dalla…

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  3. #Giuliano Grossi   13 Novembre 2018 at 6:57 pm

    Come sempre, oltre che alla realtà (ed alla storia, in questo caso, stando alla dotta ricostruzione della signora Jacob), è necessario essere estremamente attenti anche a ciò che appare, per non svilire o, addirittura renderla sgradevole.
    E allora chiedo:
    quanto di bello (anche esteticamente), costruttivo, educativo, morale e buono c’è nelle celebrazioni di Halloween?
    Quanto esse, di contro, ispirano di spaventoso, diabolico, tenebroso e maligno?
    Allora, forse, io 73enne posso essere (marginalmente) incuriosito da un’interessante ricostruzione storiografica.
    Ma mio nipote decenne, cosa riceve da quegli assordanti atteggiamenti tenebrosi?
    Ed in essi, cosa c’è che gli riporti alla mente il ricordo cristiano di persone care che non ci sono più?
    No, grazie signora Jacob.
    Preferisco cercare, con l’esempio, di far scoprire a mio nipote, in mezzo a tanto frastuono, la dolcezza del silenzio di una lapide e di un fiore e di ricordo.

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