Prima parte: https://www.radiospada.org/2018/10/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-prima-parte/

di Charlie Banyangumuka

Cap I “Il viaggio”

Primavera del 304 d.C., 1057 a.U.c

 

L’alba sorse sulla piana come sempre. Defendente guardò fuori e sbuffò: era giunto il momento di dire addio alla vita comoda fin qui vissuta. Non che fosse stata eccessivamente rilassante ma non doveva fare i conti con incursioni notturne e battaglie. La sera precedente suo padre aveva tenuto un banchetto nel quale aveva anche provato a rassicurarlo, invano : “Il Limes Africanum è il più sicuro dei quattro Limites: pensa se tu fossi finito ad Oriente o peggio” aveva detto tra un sorso di vino e l’altro Mauro per tentare di quietare il figlio. Defendente sapeva che quel <peggio> sottintendeva gli avamposti sui fiumi Reno e Danubio ma anche la frontiera della Numidia, fatta di pietraie,erba e deserti, celava non poche insidie. Il ragazzo uscì e si diresse verso l’ingresso della villa dove lo attendevano sua madre, il padre e una parte della servitù. Guardò il cielo e pensò al suo Dio che di lassù tutto governava: doveva coprirsi di gloria, bagnando nel sangue la sua spatha nel sangue? O forse  avrebbe dovuto renderGli testimonianza, se necessario, con l’effusione del proprio? Defendente accantonò presto questo ultimo pensiero scuotendo la testa. Giunse al comitato di addio: “Figlio mio” Violentilla lo strinse “ubbidisci sempre a tuo padre”. Gulussas, uno degli schiavi che lo aveva accompagnato a Cartenna, si inchinò impercettibilmente e gli pose una mano sulla spalla, il ragazzo annuì. Mauro lo gaurdò e fece cenno di montare a cavallo : “ Aspettate! Aspettate!” una voce si udì provenire dalla strada sterrata “Stai a vedere che…” il cavaliere che aveva urlato fece frenare bruscamente il destriero “Per tutti i gladi di Lamabesis, Oreste!” Mauro lo squadrò sorridendo “ alla fine ce l’hai fatta a venire” i due si strinsero il gomito “ devo parlare con Defendente”.

I due si allontanarono : “Sei pronto figliolo?” “Non troppo…anzi per nulla” “Lo so cosa ti turba, la persecuzione” “Già…” commentò con apprensione Defendente “Ho qualcosa per te” Oreste estrasse da sotto la tunica una pergamena “Leggilo, è un quadrato magico” “Sator…arepo…tenet opera rotas?” “Leggilo in qualsiasi direzione e troverai la medesima frase” “va bene e questo cosa c’entra con noi?” “Chi è il Seminatore?” “Cristo…?” rispose il ragazzo in maniera interrogativa “Bene, la parte centrale è composta dalla parola tenet che forma una croce; ricorda ciò che ci diciamo sempre” “La croce regge il mondo” rispose ancora Defendente “Benissimo nipote: ci sono le lettere necessarie per scrivere la frase <Pater Noster> e le vocali più ricorrenti sono la a e la o” “Alfa ed Omega!” “Ego Sum Alpha et Omega, principium et finis.” Il ragazzo guardò il parente con fare interrogativo: “ E come mi aiuterà a trovare i miei fratelli nella Fede?” “Molto semplice: tu pronuncerai la parola Sator e inizierà un botta e risposta fra voi due, se lui è cristiano. Proviamo?” Defendente annuì “Sator” “Arepo” replicò Oreste “Tenet” “Opera!” “Rotas” “Alfa et Omega” replicò lo zio “Ego Sum Principium et Finis” “Perfetto ragazzo! Sei pronto a partire” Defendente fece cenno di sì col capo; finalmente era stato rincuorato prima del viaggio.

 

Campagne di Iol Caesarea, poche ore dopo

 

Erano passate all’incirca tre ore e presto sarebbe sopraggiunta l’hora nona. Defendente non ne poteva più: stare a cavallo gli aveva quasi stirato l’inguine e sentiva che, se avesse avuto le gambe per scendere, sarebbe stato alquanto doloroso. C’erano stati sprazzi di conversazione fra lui e suo padre ma nulla di più, fino a che il ragazzo si decise a rompere il silenzio per la quinta volta “Padre, non mi avete detto dove ci stiamo recando” “In Numidia, figlio mio. Laggiù diverrai uomo” “Stiamo andando a Lambaesis vero?” “Proprio così”. Defendente arrestò, a fatica, il cavallo e rimase a fissare Mauro che, in tutta tranquillità, proseguiva come se avesse detto qualcosa di tremendamente ovvio “ma è il posto più pericoloso dell’intero Limes!” “Te lo ricordo figliolo, vuoi il Limes Rhenanum?”. Defendente spronò il cavallo per ricongiungersi a suo padre e per poco non finì per terra “Quanto ci metteremo all’incirca?” “Sette giorni, dieci se siamo lenti” Mauro indicò una piccola locanda sulla strada “Questa è la prima ed ultima volta in cui ci fermeremo in una stabula, per le prossime notti dormiremo all’aperto. Inizierai ad abituarti all’idea che la vita comoda è finita”. Detto questo si avviò, seguito dal figlio, alla piccola locanda e, giuntovi in prossimità,smontò da cavallo lasciandolo ai servi. Entrati che furono, un odore acre di vino frammisto a carne bruciata investì i due viaggiatori. Mauro si recò dall’oste: “Salve viatore, cosa posso fare per voi?” “Solo mangiare: portaci della carne e un po’ di vino.” L’oste annuì e indicò loro un tavolo dove si sedettero. Defendente si guardò intorno con sguardo circospetto: “Non è la prima volta che transiti in una locanda, vero?” “No padre, quando sono andato a Cartenna con lo zio ci siamo passati” una giovane ragazza giunse al tavolo portando un’anfora e due bicchieri di legno. Tornò subito dopo con un piatto pieno di carne e altre piccole scodelle. Mauro fece segno di servirsi a Defendente che prese un pezzo e iniziò a divorarlo avidamente, dopotutto non aveva ancora mangiato dalla sera prima: “ Questo è l’ultimo pasto abbondante, goditelo” pensò fra sé e sé. La ragazza tornò e Defendente potè osservarla meglio: i lunghi capelli neri ricci , un po’ sporchi, le ricadevano sulle spalle incorniciando un volto  che non faceva trasparire la fatica. La tunica, un po’ logora, pareva essere stata vestita da Cesare in persona per la quantità di toppe. Il ragazzo restò estasiato da quel bellissimo viso; lei se ne accorse, gli si fece vicino e,dopo avergli arruffato i capelli, gli stampò un bacio sulla guancia che fece arrossire Defendente. Mauro rise di gusto all’imbarazzo del figlio: “Normale alla tua età” commentò tra un morso e l’altro “o devo pensare che ti piaccia la compagnia di Elagabalo?”. Il ragazzo  non capì ma guardò la ragazza scomparire nelle cucine “Succede, sei maschio. Non voglio sapere quali strane idee ti abbia messo in testa mio fratello ma se vuoi” gli fece cenno con la testa. Defendente inorridì visibilmente e seguì suo padre, che nel frattempo, si era alzato.

 

: “Hai parlato con Oreste?” la domanda ruppe il silenzio intervallato dai nitriti dei cavalli e dai suoni della campagna “Si padre” “E cosa ti ha detto?” Defendente era pensieroso circa cosa inventarsi per non essere scoperto “So tutto figlio mio: so del battesimo a Cartenna, delle Fede che coltivi  e del quadrato di stamattina”. Un brivido percorse la schiena del futuro legionario: come aveva fatto a saperlo? Mauro sorrise al figlio “Tranquillo, sono cristiano anch’io”. Defendente guardò suo padre con la faccia di un bimbo stupefatto “ma… ma non ti vedo mai alla funzione alla domenica!” “Hai detto bene, non mi vedi” Mauro parve divertirsi e non poco “E Cartenna?” “Ti ho seguito in incognito” fu la secca risposta: vedere suo figlio così disorientato un po’ lo metteva di buonumore “Ho aderito al Cristianesimo quasi vent’anni fa e dieci anni fa assistetti al martirio di un soldato, Massimiliano. Che Dio lo abbia in gloria” si voltò verso Defendente “Galoppa e seguimi, cerca di non cadere”. In capo a mezz’ora giunsero ad una piccola altura dalla quale si scorgevano le terre della Numidia “In mezzo alle montagne” puntò col dito “C’è la nostra destinazione”.