Domani, 7 ottobre 2018, conosceremo i risultati del voto che coinvolge i cittadini romeni chiedendo loro di esprimersi sull’opportunità di modificare la definizione di famiglia prevista dall’articolo 48 della carta costituzionale, per rendere illegali i cosiddetti “matrimoni” tra persone dello stesso sesso. Che ovviamente matrimoni non sono.

Una curiosità: come in Italia ha destato scandalo il voto favorevole della capogruppo PD a Verona rispetto alla mozione antiabortista promossa dalla Lega, così in Romania il partito di centro-sinistra al governo appoggerà le istanze conservatrici nell’ambito referendario.

Annota Il Post: “La proposta è stata criticata anche dall’Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici (S&D), il gruppo politico di centrosinistra del Parlamento europeo a cui appartiene il Partito socialdemocratico rumeno: in un incontro tenuto il mese scorso con con il primo ministro rumeno Viorica Dăncilă, esponenti dell’S&D hanno sostenuto che il referendum è contrario ai valori europei della loro famiglia politica”.