Prometeo e il Nemico

di Charlie Banyangumuka

Spesso, da circa tre secoli, si guarda alla figura del titano Prometeo come ad un eroe: col suo gesto sprezzante consegna agli uomini il fuoco, metafora della conoscenza, e li eleva ad uno stadio superiore. Una sorta di benefattore dell’umanità tutta che non ha paura di sfidare gli dei.
Ma è davvero così?

Il fuoco gli uomini già lo avevano; nel tempo mitologico in cui viene descritta la storia, gli uomini erano soliti avere contatti diretti col divino (dove abbiamo già sentito queste parole) al punto che tenevano banchetti con Zeus. In uno di questi, Prometeo ingannò il re degli dei che, furioso, maledisse gli uomini togliendo loro immortalità e fuoco.
Fu allora che Prometeo, dopo aver drogato Efesto, rubò dalla fucina del dio fabbro le scintille del fuoco e le riportò agli uomini, attirando su di sè l’ira giusta dei numi.
Perciò venne condannato ad una pena eterna (!) nella quale un infinito dolore avrebbe roso il fegato mediante un’aqulia (metafora del rimorso) senza fine.
Ma qual è la colpa di Prometeo? E cosa dice a noi cattolici, figli adottivi dell’Unico Vero Dio?

Prometeo fu castigato perchè si ritenne più furbo degli dei.
Il suo nome in greco significa “colui che pensa prima” “intelligente” pertanto un essere che fa della sua intelligenza la sua arma.
Il suo piano risulta una sfida personale a Zeus e pur di vincere è disposto ad infrangere le regole del mondo e,come punto di arrivo,pone di essere venerato dagli uomini come loro vero benefattore: un atteggiamento molto simile a quello del serpente di Veterotestamentaria memoria.
E perciò viene punito; non per il furto in sè ma per la sua smania di imbrigliare dei e uomini per ergersi a solo essere supremo in tutto l’universo facendo della sua mente, dono degli dei, l’arma dell’inganno.
In sostanza, mai fidarsi dei benefattori che scavalcano le leggi di Dio, giacchè mireranno a sostituirsi a Lui.
E il secolo appena passato ce lo illustra bene.

Ci piace immaginare che, una volta recato il fuoco agli uomini, abbia detto loro.

“Diverrete come il dio!”
A buon intenditor, poche parole

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