di Massimo Viglione

Consigli di Natale su come rispondere.

Allora, chiariamo una volta per tutte:

1) Giuseppe e Maria dovettero fuggire dalla loro patria per salvare Gesù appena nato, in quanto era già ricercato per essere ucciso: infatti, avvenne la strage degli innocenti;


2) Giuseppe partì solo perché così gli fu ordinato da un angelo;


3) Partirono loro tre, nel perfetto silenzio, da soli, perché realmente necessitati da motivazione suprema;


4) non chiesero aiuto a nessuno: non vi furono organizzazioni internazionali a portarli, non vi erano leggi o Stati dalla loro parte;


5) pertanto, non invasero nessuno, essendo in tre, nel silenzio, in umiltà, non rivendicando nulla, ma solo obbedendo;


6) Nessuno si arricchì per la loro fuga: né ong, né ONU, né parrocchie, né sindaci, né pariti, né movimenti, né mafia o criminalità organizzata;


7) Per Giuseppe e Maria questa fu una durissima prova, che vissero con perfetta abnegazione e obbedienza, ma in certissima sofferenza personale e familiare; se fosse dipeso da loro, mai e poi mai avrebbero lasciato casa e patria;


8) Infatti, non appena un angelo comunicò a Giuseppe la morte di Erode, e quindi la possibilità di tornare in patria, immediatamente tornarono in patria, nel silenzio così come erano venuti: per loro era la più grande gioia, poter tornare a casa;


9) Nel periodo che vissero in Egitto, lo fecero nel silenzio e nell’umiltà,vivendo del loro lavoro, non imponendo nulla a nessuno ma facendosi amare dalle persone straniere;


10) tornati a casa, vissero in preghiera, lavoro, silenzio e umiltà. E, ovviamente, nella carità. Se oggi sappiamo questa storia, è solo perché così ha voluto Colui che ha ispirato i Vangeli, al fine dell’insegnamento della pazienza, della sopportazione umile e silenziosa delle sofferenze personali, della valorizzazione del significato della croce. E per conforto a tutti coloro che realmente, senza colpa, sono costretti all’esilio.


Vi fu la “fuga in Egitto”, non i “profughi in Egitto”. Vi è differenza tra “fuga” ed essere profughi; ancor più tra “fuga” e “immigrati”.
Se veramente si vuole aiutare chi è in difficoltà, basta fare come la Chiesa ha sempre fatto nei 19 secoli precedenti: donare aiuto e soccorso, portando sia Cristo e la Chiesa sia i beni materiali, senza pretendere, senza vantare, senza rivendicare, senza essere schiavi del mondo e delle sue ideologie sovversive, senza provocare invasioni delle nostre terre, senza arricchirsi, senza odiare gli europei.
Chiunque strumentalizza il Vangelo per i suoi scopi, è indegno mentitore e servo delle forze nemiche della Cristianità e degli europei, italiani, in primis.

***

Oltre a questo testo di Massimo Viglione, in tema più dottrinale, si può leggere: Uno sguardo cattolico su globalizzazione e migrazioni: Tradizione Cattolica e accoglienza