In questa Santa notte, in cui Cristo nasce, Radio Spada entra in punta di piedi e quasi di soppiatto nelle vostre case per farvi gli auguri, cari amici e lettori. Lo fa senza retorica e senza suggestioni oleografiche del buon tempo che fu ma guardando alla cruda e amara realtà dell’oggi. Lontana mille miliardi di miglia da una visione sentimentalistica e dalle luci colorare del natale laico e scristianizzato, dalla visione neomodernistica di un Natale-festa di condivisione e di gioia (che profuma un po’ troppo di arrosto e panettone con canditi), Radio Spada veglia, in piedi, nell’oscurità e in solitudine nella grande notte della crisi della Chiesa. Scorgiamo nelle tenebre altre fioche e lontane luci di chi, come noi, si fa carico integralmente, assolutamente e irrevocabilmente di questa passione, di questo infinito dolore, di questo strazio incommensurabile. Questo forse un poco ci consola ma al contempo rende vivo e cocente il senso di esiguità e di centralissima marginalità della nostra battaglia. Amiamo molto ricordare certe deliziose statue di Gesù bambino che dorme appoggiato al teschio e ai segni della sua futura passione del Golgota: è molto nello spirito radiospadista fare questo tipo di accostamenti che possono sembrare contraddittori ma che sono invece riconducibili alla grande e armoniosa unità del cattolicesimo romano. Anche questa sera la viviamo nel medesimo spirito: consolazione e solitudine, debolezza e forza, spirito guerriero che ruggisce cercando strage, sangue e combattimento e ansia di pace che solo nel calore e nell’intimità di pochi rapporti personali trova la solida ma aurorale anticipazione della pace futura. Non dimenticatevi di noi, questa sera, cari amici e (oso scriverlo) fratelli, non dimenticatevi di chi ha rinunziato a tanto se non a tutto per combattere la più santa delle battaglie, di combattere in molti casi anche al posto vostro. Quando siete nella tranquillità e nella gioia (anche umana) dei vostri focolari, non dimenticatevi di chi veglia in armi e al freddo, aspettando l’Alba. Ancora auguri!

Piergiorgio Seveso – Presidente di Radio Spada