Perché diffido – parecchio – dei gilet gialli

di Miguel

Viva, abbasso, morte. Il popolo è così.

Vota Macron in massa (senza nemmeno accorgersi di quanto fosse l’espressione della continuità col detestato governo Hollande) e poco dopo scende in strada per farlo dimettere. Vota Renzi al 41% per poi lasciarlo – sedotto e abbandonato – al minimo storico di gradimento. Tutti fascisti il 24 aprile, tutti partigiani – rigorosamente di vecchia data – il 25. Masse antidemocristiane la sera prima delle elezioni e masse di schede barrate DC il giorno dopo. Del resto siamo il Paese in cui nessuno ha mai votato Berlusconi. Storie già viste.

Diffido dello spontaneismo politico popolare perché la storia è fatta dalle minoranze organizzate e perché il popolo europeo (e non solo) le peggiori aberrazioni delle più infami minoranze le ha bevute tutte, presto e ringraziando pure. È il popolo del sì all’aborto e al divorzio, del sì alla peggiore staffetta di governati che il Continente ricordi, del sì a ogni degenerazione moderna, di cui vuole i (presunti) vantaggi immediati salvo pretendere di fuggirne gli effetti collaterali.

No, non credo al valore assoluto della volontà popolare, ai suoi sentimenti ondivaghi, ai suoi entusiasmi. Non credo neanche alla bontà intrinseca del pueblo, in particolare se facente riferimento alle periferie esistenziali. Ve li ricordate i Forconi? Su Radio Spada sommessamente facevamo notare che sarebbero finiti nel nulla, molti ci criticarono ma i fatti, oggi, sono lì a parlare. Queste operazioni difficilmente si risolvono genuinamente in favore della gente che le promuove. Il gentismo del resto è stato il motore del grillismo: una gravosa marmellata di tutto e il suo contrario che, nella migliore delle ipotesi, è una zavorra che macchia e frena le (poche) cose buone portate avanti dalla Lega nell’azione di governo.

Ma c’è una riflessione ulteriore: Macron è un problema anche per i suoi sponsor internazionali. È debole, inconcludente, supponente, impopolare, detestato tra i militari. Gira con una che sembra sua madre e ormai è poco spendibile. Non manca, tra le pessime minoranze organizzate citate poco fa, chi inizia a pensare a una sorta di patriottismo costituzional-inclusivo da usare come antidoto contro il sovranismo. Una versione soft e meno irruenta. Un passo indietro per farne due avanti. Forse l’attuale generazione di politici europei, tra sciatiche fuori controllo, cancelliere (elettoralmente) zoppe e ragazzini che si mettono con le loro professoresse, inizia ad essere difficile da proporre per nuovi traguardi e progetti ambiziosi.

Può essere che – accidentalmente – venga qualcosa di buono dai gilet gialli ma no, non chiedetemi di confidare in loro. Come dice Geremia: maledetto l’uomo che confida nell’uomo.

4 Commenti a "Perché diffido – parecchio – dei gilet gialli"

  1. #bbruno   6 Dic 2018 at 4:05 pm

    Bellissimo omaggio al dio popolo sovrano! “La sovranità risiede nel Popolo”, infatti. Vuoi mettere quella di Dio con questa qui??? Oscurantista e medievale. Appunto, non siamo mica più nel Medioevo! Allora avevano Dante Alighieri e Giotto, oggi Baricco e Vauro…Ieri avevano Piazza Navona a Roma, oggi, a Roma, abbiamo Tor della Monaca ( la Raggi? )….

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  2. #pietro pezzini   7 Dic 2018 at 10:05 am

    perfetto

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  3. #Francesco Retolatto   7 Dic 2018 at 12:02 pm

    Le masse sono volubili, è cosa nota.
    Diffidare dello spontaneismo bene. Ma quella nelle strada è rabbia vera. Gente che si è vista marginalizzare nel suo stesso paese. Potranno finire per essere strunentalizzati come molte altre volte successo nella storia .
    Cosa giusta è la constatazione che il grillismo sta frenando il poco di buono che un governo della Lega poteva fare. Alla prova dei fatti, dopo aver votato per questo governo , deludenti. Molto al di sotto della sufficienza.

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  4. #Riccardo   9 Dic 2018 at 6:48 pm

    Per adesso io tifo per i gilet gialli e poi si vedrà.

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