[RACCONTO DEVOTO] La palma di Lambaesis (nona parte)

di Charlie Banyangumuka

 

 

Prima parte: https://www.radiospada.org/2018/10/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-prima-parte/

Seconda parte: https://www.radiospada.org/2018/10/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-seconda-parte/

Terza parte: https://www.radiospada.org/2018/10/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-terza-parte/

Quarta parte: https://www.radiospada.org/2018/10/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-quarta-parte/

Quinta parte: https://www.radiospada.org/2018/11/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-quinta-parte/

Sesta parte: https://www.radiospada.org/2018/11/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-sesta-parte/

Settima parte: https://www.radiospada.org/2018/11/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-settima-parte/

Ottava parte: https://www.radiospada.org/2018/11/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-ottava-parte/

Cap VIII

“Uno sarà preso e l’altro lasciato”

 

Testa ronzante e vuoti di memoria. Vomito annesso e connesso. Pessima idea seguire Flavio, sopratutto il giorno prima della partenza. Le tempie pulsavano e l’odore di rigetto riempiva ancora la sua bocca. Si alzò e uscì dalla tenda barcollando :”ben svegliato Defendente” il tono beffardo di Gaio rese ancor più penosa la situazione “Cos’è successo?” “Stando a Flavio, hai bevuto come una spugna e ti sei giocato ai dadi la paga e poi sei finito tra le prostitute”.Un velo di tristezza e terrore avvolse il ragazzo “Tranquillo, prima che tu potessi fare qualcosa Antonio ti ha preso di peso e portato via tra le risate”. Defendente benedisse il suo contubernale e si mise a riflettere sul proprio peccato: aveva pesantemente offeso Dio. Lo stesso Dio che era morto per lui tra atroci sofferenze, lo stesso che due giorni prima gli era apparso salvandogli la vita. Lui lo aveva tradito. Copiose lacrime di rimorso scorsero lungo le sue guance e pensò al giusto castigo che l’attendeva se fosse morto in quel momento “Dopo che sarai fuggito” Antonio gli mise una mano sulla spalla ” fatti rimettere i peccati da un vescovo”. Defendente, ancora in lacrime, guardò il cielo “Oggi è dunque il giorno dell’empietà?” “Sì, il sacrificio è oggi”.

Strade di Lambaesis,poche ore dopo

 

“Corri Defendente!Corri!” urlò Flavio, già ormai a cavallo. Il ragazzo era rimasto indietro ma stava giungendo ai cavalli. Il piano era riuscito perfettamente: come da programma Ambusto,Gaio e gli altri si erano denunciati come cristiani e nella baraonda che ne era seguita, mentre tornavano al contubernio, Defendente e Flavio erano fuggiti al punto dove Vittorino e i suoi uomini li attendevano. Defendente montò a cavallo e provò a spronare il destriero che non partì. Gli inseguitori si fecero più vicini “Ti prego Dio del Cielo” implorò il ragazzo “non farmi perire prima che io abbia espiato il peccato”. Il cavallo partì all’improvviso e il giovane ebbe difficoltà a stare in sella. Si girò e vide Vittorino sparire in una moltitudine di legionari. Raggiunse Flavio e i due fuggirono verso le porte secondarie “Ichtus!” urlò Flavio per farsi riconoscere dagli uomini di Vittorino che gli aprirono la porta.Una turba di cavalieri, però, li attendeva a pochi passi. Uno di questi attaccò Flavio che, parato il colpo, lo restituì al mittente uccidendolo. Gli altri cercarono di fermarli ma i due fuggitivi spronarono i cavalli e, con un’ampia curva, evitarono gli aggressori imboccando il viale delle croci:” Ci daranno la caccia per miglia e miglia ficnhè non ci avranno uccisi” esclamò Defendente, attaccato disperatamente al cavallo per non cadere. Gli inseguitori si fecero sempre più vicini; uno di questi era ormai alle spalle di Defendente e,ancora poco, avrebbe potuto uccidere il destriero. Flavio, ormai distante da Defendente, se ne accorse: facendo sterzare il cavallo a destra e, cambiando ancora improvvisamente direzione, andò ad incrociare perpendicolarmente la strada dell’inseguitore e,estratto un plumbatum dalla cinta, lo scagliò contro il cavaliere che cadde dalla sella morto. Fatto ciò,cercò di raggiungere  Defendente, a non molti passi da lui, spronando ulteriormente l’animale che rispose nitrendo. I due legionari si voltarono e videro che i loro inseguitori, sicuri di non poterli più raggiungere, si erano arresi e stavano raccogliendo il compagno caduto. Anche i due fuggitivi decisero di rallentare, anche se Defendente ebbe qualche seria difficoltà a calmare il destriero lanciato nella corsa folle. Si fermarono, si voltarono e osservarono la fortezza di Lambaesis “Laggiù” Flavio indicò “Stanno conducendo qualcuno fuori”. Defendente scoppiò a piangere: in tutta quella cavalcata si era dimenticato di Ambusto,Giuba,Afro e degli altri. Probabilmente erano loro quelli che venivano condotti fuori le mura. Stava per dirigersi verso Lambaesis quando Flavio lo fermò interponendosi fra lui e la strada:” Non sei ancora pronto al martirio” “Cosa ne sai tu?Cosa ne sapete voi?” Defendente esplose “Guardati! Come puoi pensare di essere pronto?Ambusto ti conosce ed è per questo che ti ha fatto partire” “E tu allora?” il ragazzo lo indicò con rabbia “Tu invece?” “Neanche io lo sono e forse non c’è un momento in cui si è pronti, semplicemente un momento in cui si è chiamati. Ricorda le parole del Maestro :< ben altre battaglie ti attendono>”. Defendente abbassò lo sguardo e Flavio gli pose una mano sulla spalla “Andiamo ora, o ci prenderanno”. Il ragazzo annuì ed entrambi ripartirono.

 

Strada per Cirta, pochi giorni dopo

 

:”Mi sono sempre domandato la tua età” disse Defendente. In quelle giornate avevano molto discusso e molto parlato: vi erano stati chiarimenti sui vari aspetti della Fede e Flavio, conscio dei suoi molteplici errori, si era riproposto di non ubriacarsi mai più:” Non voglio essere eternamente torturato perchè ho bevuto troppo vino” aveva detto. Ora si era giunti alla fatidica domanda “La mia età?” Flavio sorrise amabilmente “Di anni ne ho trenta, tu? Quasi diciannove giusto?” “Esattamente” “Bah, trenta o diciannove io ho una fame robusta” “Su questa strada c’è una stabula che conosco bene” la indicò “Andiamo”: In capo a pochi minuti vi entrarono dopo aver lasciatio fuori i cavalli: “Che puzza di bruciato” commentò secco Flavio “Normale” si avvicinò l’oste ” qui il fuoco va costantemente e brucia tutto” un brivido percorse la schiena di Defendente che ripensò ai vari discorsi fatti sull’Oltretomba. “In cosa posso esservi utile, milites?” i due si ricordarono di avere ancora lorica ed elmo “Carne, pane e vino” disse secco Flavio. Sedettero ad un tavolaccio “Per prima cosa” osservò Defendente “lorica e galera devono sparire o daremo nell’occhio”. Defendente guardò  Flavio annuire “In più” continuò “Dove ci dirigeremo?” “In Numidia o in Mauretania Caesariensis: servono persone che abbiano il coraggio di trasportare le Sacre Scritture e le lettere dei martiri ai vescovi e viceversa” rispose Flavio “Se ti beccano però o consegni le scritture o sono guai”. In quel momento arrivò il cibo. Defendente guardò lo persona che lo stava servendo: tunica logora, quei capelli neri, quel viso. Inizialmente le non lo riconobbe ma poi “Tu…” il ragazzo annuì “Sei bellissima” disse Defendente estasiato “I-io…cio…mi dispiace per come…per quel bacio…”. Il ragazzo si guardò intorno poi,senza ulteriore indugio, la prese per un polso e la trascinò fuori. I due così si ritrovarono soli,nella stalla. Solo in quel momento il ragazzo si rese conto che lei lo stava fissando con un misto di terrore ed apprensione “Non vorrai mica…” disse lei “Cosa?” rispose il giovane; gli ci vollero diversi istanti per capire a cosa alludesse la ragazza ma poi capì “No non è per questo che ti ho portato qui” si guardò intorno “Vuoi scappare con me? Si lo so sono un disertore e non te lo dovrei dire ma sono anche un cristiano” le sorrise “vuoi venire via con me?”. Al sentire della su fede ruppe gli indugi “Sono una catecumena ma se il mio padrone lo scoprisse mi darebbe in pasto ai cani” “Dove stai compiendo il tuo percorso?” “Lo stavo compiendo a Sitifis. Vengo dall’Hispania.” Defendente le sorrise ancora rendendosi conto di avere davanti una fuggitiva come lui “Defendente!” Flaviò uscì “Ho pagato l’oste” “Ma non abbiamo ancora mangiato!” protestò il ragazzo, causando una risatina della catecumena “Ci sono degli stramaledetti drappelli di cavalleria sulla strada. Se li incrociamo, siamo morti”

 

 

Si svegliò di soprassalto,come da un incubo. Un incubo fatto di teste che venivano spiccate e uomini crocifissi. E quel rimpianto per essere scampato alla Gloria dei Martiri. Apostasia. Defendente si asciugò il sudore che gli imperlava la fronte. Solo un terribile, diabolico incubo. Era certo che il Decaduto lo volesse disperato, per poi incatenarlo per l’eternità nel fuoco. Mormorò una preghiera e si voltò: Telica, questo il nome della ragazza, dormiva profondamente. A Defendente bastò sentire Flavio russare per capire quanto fosse profondo il suo sonno. Andò a svegliare Telica con molta delicatezza e poi rivolse la sua attenzione al commilitone “In piedi legionario” “Lasciami dormire, rompiscatole”. Defendente sospirò sconsolato e si mise ad osservare la campagna circostante. In quella mattinata. Notò i campi che si risvegliavano d’incanto dopo la lunga notte oscura. Il suo sguardò cadde poi ad est, sulla strada: c’erano viaggiatori mattinieri, messi e corrieri. E poi un gruppo di cavalieri, un’insegna troppo chiara e nota :”Flavio sveglia!” corse verso l’amico “ragazzo, lasciami dormire!”. Per tutta risposta Defendente afferrò la borraccia dell’acqua e la rovesciò in testa a Flavio “Sei impazzito per caso?” “Che succede?” Telica si svegliò con loro due che urlavano “Laggiù, legionari all’orizzonte”. Flavio si ricordò delle loriche che avevano addosso e fece cenno al ragazzo di montare a cavallo “Senza farti notare” aggiunse.

 

 

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