All’ombra dell’ultimo sole
S’era assopito un cantautore
E aveva i Ray ban sopra il viso
Ed una villa paradiso

Venne alla villa un clandestino
Due occhi grandi e un accendino
Disse “È finita l’avventura
Questo è un riccone da paura”

E chiese al divo “Dammi il pane
Sono sbarcato e mo’ c’ho fame”
E chiese al divo “Dammi il vino
Ho sete e sono un clandestino”

Gli occhi dischiuse il divo al giorno
La filippina era lì intorno
E gli rispose “Non ho pane
M’è finito anche il caviale”

Aggiunse “Aspetta qui un momento
Chiamo gli amici in parlamento”
Ma quelli lì in poche parole
Dissero “Chiedi allo scrittore”

S’è liberato il cantautore
E quello va dallo scrittore
E dopo va dal giornalista
Son tutti scritti nella lista

“Oh caro mio devi scusarmi
Devo un secondo allontanarmi”
Corse al telefono il pennino
“Chi m’ha mandato un clandestino?”

Ma all’ombra dell’ultimo sole
S’era assopito il cantautore
E aveva un ghigno sopra il viso
Come una specie di sorriso
E aveva i Ray ban sopra il viso
Ed una villa paradiso