[ANGOLO POETICO] Venne alla villa un clandestino

All’ombra dell’ultimo sole
S’era assopito un cantautore
E aveva i Ray ban sopra il viso
Ed una villa paradiso

Venne alla villa un clandestino
Due occhi grandi e un accendino
Disse “È finita l’avventura
Questo è un riccone da paura”

E chiese al divo “Dammi il pane
Sono sbarcato e mo’ c’ho fame”
E chiese al divo “Dammi il vino
Ho sete e sono un clandestino”

Gli occhi dischiuse il divo al giorno
La filippina era lì intorno
E gli rispose “Non ho pane
M’è finito anche il caviale”

Aggiunse “Aspetta qui un momento
Chiamo gli amici in parlamento”
Ma quelli lì in poche parole
Dissero “Chiedi allo scrittore”

S’è liberato il cantautore
E quello va dallo scrittore
E dopo va dal giornalista
Son tutti scritti nella lista

“Oh caro mio devi scusarmi
Devo un secondo allontanarmi”
Corse al telefono il pennino
“Chi m’ha mandato un clandestino?”

Ma all’ombra dell’ultimo sole
S’era assopito il cantautore
E aveva un ghigno sopra il viso
Come una specie di sorriso
E aveva i Ray ban sopra il viso
Ed una villa paradiso

4 Commenti a "[ANGOLO POETICO] Venne alla villa un clandestino"

  1. #Paola Datodi   13 Gennaio 2019 at 9:03 pm

    risale al 2011, e con un giro di Google vedo che ha fatto assai discutere. Tuttavia il testo degli articoli non sono riuscita a trovarlo, solo qualche citazione nelle successive polemiche. L’apprezzamento puramente musicale è soggettivo, quanto all’uomo… che avesse un caratteraccio è notorio: di molti veri grandi si può dire lo stesso e quindi di per sé questo non pregiudicherebbe il livello artistico; idem per la vita privata non proprio esemplare, e sinceramente spero che l’articolo in questione non vi abbia insistito troppo, “Rolling Stone” non è magari la sede più adatta per fare della morale; e siamo a ciò che veramente ne ha fatto un’icona ed è stato sfruttato, il cosiddetto “messaggio”. La parodia di cui sopra riflette efficacemente la contraddittorietà certo non solo di lui ma dell’intellighentzia di sinistra, che del resto conosciamo bene! Non so, ripeto, se “Rolling Stone” gli rimproveri lusso e ville intanto che cantava di emarginazione, ma nella nostra sede vorrei domandare questo: oltre a razzolar male, come predicava? i suoi testi come vanno giudicati moralmente, prescindendo da tutto il resto? hanno in realtà un influsso negativo? intendo giudicandoli per sé stessi, come se non sapessimo di chi sono, che certe volte può essere il modo più giusto per valutare un testo. , Per esempio, sul testo “vero” del Pescatore qual è il parere ? Grazie!

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  2. #Massimo Micaletti   13 Gennaio 2019 at 10:38 pm

    Forse la copertina è del 2011… La parodia l’ho scritta ieri! 😀

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    • #Paola Datodi   14 Gennaio 2019 at 1:25 am

      sì, mi riferivo alla copertina e alla discussione che seguì sugli articoli di cui purtroppo come ho detto non trovo il testo in rete. Ma ripeto mi interesserebbe un giudizio sui testi, prescindendo dall’uomo, vedendo solo i testi per sé stessi, come quello autentico del Pescatore: come valutarli moralmente?

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  3. #Vanni   15 Gennaio 2019 at 7:31 am

    Salve, secondo me il pescatore si è comportato da cristiano, ovvero ha dato da mangiare e da bere a chi l’ha chiesto, non ha giudicato. Non si sa se alla fine indichi ai gendarmi dove sia andato l’assassino, presubilmente no. Comunque i testi, in linea o no con i valori cristiani fanno sempre riflettere, sono molto profondi. Io molti non li condivido ma bene venga chi fa riflettere cosi profondamente.

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