BERGOGLIO HA SOPPRESSO LA COMMISSIONE ECCLESIA DEI

Dal sito del Vaticano, Vatican.va [RS]:

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LETTERA APOSTOLICA IN FORMA DI «MOTU PROPRIO»

DEL SOMMO PONTEFICE
FRANCESCO

CIRCA LA PONTIFICIA COMMISSIONE
ECCLESIA DEI

Da oltre trent’anni la Pontificia Commissione Ecclesia Dei, istituita con il Motu proprio Ecclesia Dei adflicta, del 2 luglio 1988, ha assolto con sincera sollecitudine e lodevole premura al compito di collaborare coi Vescovi e coi Dicasteri della Curia Romana, nel facilitare la piena comunione ecclesiale dei sacerdoti, seminaristi, comunità o singoli religiosi e religiose, legati alla Fraternità fondata da Mons. Marcel Lefebvre, che desideravano rimanere uniti al Successore di Pietro nella Chiesa Cattolica, conservando le proprie tradizioni spirituali e liturgiche.[1]

In tal modo, essa ha potuto esercitare la propria autorità e competenza a nome della Santa Sede su dette società e associazioni, fino a quando non si fosse diversamente provveduto.[2]

Successivamente, in forza del Motu proprio Summorum Pontificum, del 7 luglio 2007, la Pontificia Commissione ha esteso l’autorità della Santa Sede su quegli Istituti e Comunità religiose, che avevano aderito alla forma straordinaria del Rito romano e avevano assunto le precedenti tradizioni della vita religiosa, vigilando sull’osservanza e sull’applicazione delle disposizioni stabilite.[3]

Due anni dopo, il mio Venerato Predecessore Benedetto XVI, col Motu proprio Ecclesiae unitatem, del 2 luglio 2009, ha riorganizzato la struttura della Pontificia Commissione, al fine di renderla più adatta alla nuova situazione venutasi a creare con la remissione della scomunica dei quattro Vescovi consacrati senza mandato pontificio. E, inoltre, ritenendo, che, dopo tale atto di grazia, le questioni trattate dalla medesima Pontificia Commissione fossero di natura primariamente dottrinale, Egli l’ha più organicamente legata alla Congregazione per la Dottrina della Fede, conservandone comunque le iniziali finalità, ma modificandone la struttura.[4]

Ora, poiché la Feria IV della Congregazione per la Dottrina della Fede del 15 novembre 2017 ha formulato la richiesta che il dialogo tra la Santa Sede e la Fraternità Sacerdotale San Pio X venga condotto direttamente dalla menzionata Congregazione, essendo le questioni trattate di carattere dottrinale, alla quale richiesta ho dato la mia approvazione in Audientia al Prefetto il 24 successivo, e tale proposta ha avuto l’accoglienza della Sessione Plenaria della medesima Congregazione celebratasi dal 23 al 26 gennaio 2018, sono giunto, dopo ampia riflessione, alla seguente Decisione.

Considerando mutate oggi le condizioni che avevano portato il santo Pontefice Giovanni Paolo II alla istituzione della Pontificia Commissione Ecclesia Dei;

constatando che gli Istituti e le Comunità religiose che celebrano abitualmente nella forma straordinaria, hanno trovato oggi una propria stabilità di numero e di vita;

prendendo atto che le finalità e le questioni trattate dalla Pontificia Commissione Ecclesia Dei, sono di ordine prevalentemente dottrinale;

desiderando che tali finalità si rendano sempre più evidenti alla coscienza delle comunità ecclesiali,

colla presente Lettera Apostolica ‘Motu proprio data’

Delibero

1. È soppressa la Pontificia Commissione Ecclesia Dei, istituita il 2 luglio 1988 col Motu Proprio Ecclesia Dei adflicta.

2. I compiti della Commissione in parola sono assegnati integralmente alla Congregazione per la Dottrina della Fede, in seno alla quale verrà istituita una apposita Sezione impegnata a continuare l’opera di vigilanza, di promozione e di tutela fin qui condotta dalla soppressa Pontificia Commissione Ecclesia Dei.

3. Il bilancio della Pontificia Commissione rientra nella contabilità ordinaria della menzionata Congregazione.

Stabilisco, inoltre, che il presente Motu proprio, da osservarsi nonostante qualsiasi cosa contraria, anche se degna di particolare menzione, venga promulgato mediante pubblicazione sul quotidiano L’Osservatore Romano uscente il 19 gennaio 2019, entrando in immediato vigore, e che successivamente sia inserito nel Commentario ufficiale della Santa Sede, Acta Apostolicae Sedis.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 17 Gennaio 2019, VI del Nostro Pontificato.
 

Francesco


[1] Cf. Joannes Paulus PP. II, Litterae Apostolicae ‘Motu proprio datae’, Ecclesia Dei adflicta, 2 Iulii 1988, AAS, LXXX (1988), 12 (15 Nov. 1988), 1495-1498, 6a.

[2] Cf. Rescriptum ex Audientia Sanctissimi, 18 Oct. 1988, AAS, LXXXII (1990), 5 (3 Maii 1990), 533-534, 6.

[3] Cf. Benedictus PP. XVI, Litterae Apostolicae ‘Motu proprio datae’, Summorum Pontificum, 7 Iulii 2007, AAS, XCIX (2007), 9 (7 Sept. 2007), 777-781, 12.

[4] Cf. Benedictus PP. XVI, Litterae Apostolicae ‘Motu proprio datae’, Ecclesiae unitatem, 2 Iulii 2009, AAS, CI (2009),  8 (7 Aug. 2009), 710-711, 5.

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4 Commenti a "BERGOGLIO HA SOPPRESSO LA COMMISSIONE ECCLESIA DEI"

  1. #bbruno   19 Gennaio 2019 at 2:19 pm

    ma di quale ‘Ecclesia Dei’ si occupava questa Commissione?

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  2. #bbruno   20 Gennaio 2019 at 10:06 am

    e ora, sfascia anche il Coro della Cappella Sistina? Niente paura (per come poi questo si era ridotto…), è pronto il coro dell ‘ANPI, ad accompagnare i riti suoi bergoglioni al canto di Bella Ciao… Le prove le ha già fatte a Bologna, tramite il suo clone Zuppi… (poi magari venderà a pezzi ogni particolare degli affreschi sistini, e oltre, a mantenimento dei suoi poveri (che siano però rigorosamente della categoria negroslamica…)

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  3. #Oswald Cobblepot (the Penguin)   20 Gennaio 2019 at 2:01 pm

    Il problema è capire che cosa accadrà, poiché è facile intuire che la soppressione della Commissione lasci intendere un progetto più ampio (diversamente le cose sarebbero rimaste così). Un’aggressione al V.O., come prodromo della soppressione, e quindi l’annichilimento del cattolicesimo tradizionalista? Partendo da questo presupposto se ne può dedurre l’ipotetica progressione. 1. Senza più un riferimento effettivo, i cattolici tradizionalisti percepiscono sempre maggiori difficoltà nella celebrazione della S. Messa V.O. 2. Cercando di risolvere il problema, si rivolgono ai Vescovi, i quali – cogliendo la palla al balzo – decretano con rammarico (e malcelata soddisfazione) la necessità di sospendere le celebrazioni V.O., rinviandone la ripresa a “tempi migliori”, “maggiore disponibilità di sacerdoti”, etc. 3. A quel punto, i tradizionalisti hanno tre strade di fronte a sé: (a) tornare rassegnati al N.O. (che temporaneamente rimarrebbe immutato), oppure (b) perdere la pazienza e rifugiarsi in massa nell’IMBC, ovvero (c) rifugiarsi nella FSSPX e nelle istituzioni riconosciute dalla S. Sede (ad es: Fraternità sacerdotale S. Pietro), comunità tradizionaliste ancora in essere. 4. A quel punto, il processo di eliminazione dell’opposizione tradizionalista sarebbe fatto, sia perché essa perderebbe ogni individualità nell’oceano della Messa N.O., sia perché rinchiusa in “riserve indiane” facilmente controllabili, sia perché diverrebbe una sparuta minoranza pressoché ignota di sedevacantisti. Vedremo. LJC da Gotham, il Pinguino.

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  4. #angela   21 Gennaio 2019 at 10:59 am

    il NO è diventato incommestibile, urge andarci e contestare a voce alta l’omeliante quando le spara, è l’unica che darà fastidio e parecchio. Provare x credere.Andarsene alle sviolinate se non si ha il coraggio.Quanto al VO era nella programmazione col NO: concederlo dopo averlo reso invalido:urge chiarire la cosa. Comunque chi può ha un cibo migliore. Inoltre la resistenza, parole del francesco, scomparirà con l’estinzione naturale (il che può avvenire anche x cause di forza maggiore, fisicamente parlando), quindi il tutto va in tal direzione,tutti sotto le ali della chioccia bicefala, l’ecumenismo è per tutti: il clero sa solo dire accogliete-abbracciate-ballate-divertitevi-fate comunione col sorriso e mai dite una parola che non piaccia (unica cosa che non si può) anche se è giusta, anzi a maggior ragione perché offende maggiormente.Ieri ci è stato detto che Gesù e Maria sono andati a Cana a ballare x 7 gg come le abitudini del tempo imponevano!Discoteche terapeutiche x guarir le depressioni? Questa mossa è solo una delle finali x ricondurre tutto sotto il grande architetto, ognun coi suoi credo ma sotto l’ala benedicente del bicefalo.Non a caso si rimosse una scomunica senza cambio di nulla (ma la materia grave allora c’era o non c’era: questa è contraddizione di logica sia accettare che revocare),non a caso si concesse giurisdizione: tutto viene dal cornuto.Ma Dio permette x far cadere altre maschere e siano svelati i pensieri di molti cuori.

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