La buona battaglia 2019

“Diventa sempre più evidente che la lotta cattolica si svolge su due livelli. 1) Dobbiamo innanzi tutto batterci per conservare le ultime posizioni che ci restano. Occorre evidentemente e necessariamente conservare le nostre cappelle, i nostri monasteri, le nostre scuole, le nostre pubblicazioni, le nostre associazioni, e più generale le nostre speranze di salvezza e l’ortodossia della nostra dottrina. Siamo impegnati in una serie di combattimenti conservatori di piccola ampiezza ai quali non possiamo sottrarci. Il cielo si aspetta da noi questa salvaguardia dei resti. Tale salvaguardia formula la nostra missione. Essa costituisce il nostro combattimento quotidiano. Questa è la battaglia inferiore. È una battaglia difensiva, una battaglia di mantenimento. 2) Ma al di sopra di questi innumerevoli impegni di conservazione, è iniziata una battaglia ancora più importante, il cui l’obiettivo è la mutazione del potere. “Io regnerò malgrado i miei nemici”. Chi di noi può dimenticare questa promessa laconica, ma formale, che Nostro Signore Gesù Cristo ha fatto nel 1689 a Santa Margherita Alacoque? Oggi, dunque, possiamo stare tranquilli. Il Signore opera misteriosamente secondo il Suo modo abituale, in vista di estirpare il potere della Bestia e di instaurare il Suo regno. Questo misterioso combattimento, di cui Egli è l’agente essenziale, costituisce la battaglia superiore, quella dell’obiettivo principale. Queste due battaglie rispondono entrambe alla volontà divina. É chiaro che non possiamo eludere né l’una né l’altra”.

Jean Vaquié

(a cura di Piergiorgio Seveso e Marco Massignan)

Un commento a "La buona battaglia 2019"

  1. #PAOLO   2 Gennaio 2019 at 9:26 pm

    Grazie RS per avermi fatto conoscere Jean Vaquiè! Sono andato ad ascoltare alcuni video sulla sua instancabile opera di cattolico e controrivoluzionario.
    Invito i lettori di Radio Spada, specie quelli in grado di leggere o comprendere la lingua francese, a nutrirsi sempre di più di quei testi tonificanti che vengono dalla terra un tempo “figlia primogenita della Chiesa”. Radio Spada, in un vecchio articolo, aveva inserito vari nomi francesi all’interno delle “ “99 personalità sedevacantiste”. La terra gallica è stata, sotto alcuni aspetti, la prima e più sciagurata vittima dell’opera massonica. Non a caso da essa proviene la reazione di varie personalità i cui contributi possono arricchirci ancora oggi. Andiamo un po’ oltre il nostro “italo-centrismo”! Superiamo gli spazi angusti nei quali ci permettiamo di litigare sulla politichetta italiana, anzi italiota.
    Alcuni bravi autori francesi-che sto per citare, col permesso di Radio Spada-possono insegnarvi che da secoli è in atto un esperimento sociale, anzi, una lotta metafisica che va ben oltre le piccole diatribe del nostro cortile (“destra”/“sinistra!, “fascismo”/“antifascismo” Salvini/Forza nuova ecc.), e supera in profondità i complottismi da salotto, i facili complottismi dell’italiota che si crede furbo senza aver letto nulla su ciò di cui si mostra saccente.
    Alcuni autori di terra gallica il mostro massonico l’hanno visto in faccia, ne hanno subito la calunnia, l’esilio o il carcere. Oppure, in tempi più recenti, l’emarginazione e la solitudine anche da parte dei fratelli di fede. Ecco alcuni autori: Augustin Barruel (1741-1820), gesuita che ha scritto molto sulla rivoluzione francese; i fratelli Andrè e Henri Charlier, grandi difensori della liturgia; Augustin Cochin (1876-1916), elogiato da Francois Furet per la sua (poco conosciuta) opera storiografica sulla rivoluzione francese quale frutto delle società di pensiero; Jacques Cretinaeu Joly (1803-1875), giornalista e grande studioso del genocidio vandeano; Leon de Poncins (morto nel 1976), autori di testi fondamentali sulla guerra occulta e sull’infiltrazione massonica, al pari di Jacques Ploncard d’Assac e di Bernard Fay. Quest’ ultimo durante il regime Vichy ebbe la possibilità di esaminare gli archivi segreti della massoneria.
    Naturalmente, le diffusione dei segreti dei grembiulini fu pagata con la fuga e l’esilio, un volta ritornata la democrazia.
    Sulla rivoluzione e sull’evangelizzazione delle Americhe ha scritto molto Jean Dumont (1923-2001), i cui testi sono in parte editi da effedieffe.
    Mi piace ricordare anche i video del bretone Jean Claude Lozac’hemu e di vari ex massoni, concordi nel descrivere, con competenza, la natura gnostica e luciferina dell’infame setta.
    Ascolto volentieri le conferenze di Madame Sigaut contro Voltaire e varie mistificazioni della storia ufficiale.
    Naturalmente, non possiamo non ricordare autori cari a Piergiorgio Seveso e alla C.A.P. di Milano, come Mons. Jouin, Mons. de Lassus e coloro che in tempi molto lontani denunciavano l’opera di infiltrazione attraverso la “Rivista internazionale sulle società segrete-RISS”.

    Rispondi

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.