Noticina sulla Santità di Maria Vergine.

In tempi tormentati come i presenti, tocca ribadire l’ovvio: il modernismo fa bene il suo lavoro, generando dubbio ed incertezza là ove da millenni stanno pacifiche la certezza della ragione e la saldezza della Fede. S’è sentito dire in questi giorni che “Maria non è nata Santa: Maria è diventata Santa”: nulla di più falso. Riportiamo le parole di Padre Garrigou Lagrange, chiara e perfetta sintesi di duemila anni di meditazione ed ispirazione sulla Theotokòs:

“In Maria c’è stata un’assistenza speciale della Provvidenza, la quale, meglio ancora che nello stato d’innocenza, preservava tutte le sue facoltà da deviazioni e, anche nelle circostanze più dolorose, manteneva la sua anima nella più perfetta generosità. Questa assistenza preservatrice era un effetto della predestinazione di Maria, come la confermazione in grazia è un effetto della predestinazione dei santi. Questa preservazione dal peccato, lungi dal diminuire la libertà o il libero arbitrio di Maria, faceva sì che essa avesse la piena libertà nell’ordine del bene senza alcuna deviazione verso il male, come la sua intelligenza non deviava mai verso l’errore. Così la sua libertà, ad esempio di quella della santa anima di Gesù, era un’immagine purissima della libertà di Dio, che è insieme sovrana e impeccabile” (Garrigou-Lagrange, La Mère du Sauveur, pp. 58-59).

Maria, dunque, non era Santa (solo) perché concepita senza peccato: anche Adamo ed Eva non avevano il peccato originale eppure sappiamo com’è andata… Oltre ad essere concepita senza peccato, Maria è stata sin dal principio confermata nella Grazia, che l’ha sostenuta da sempre, fino al “Sì” che ha spalancato le porte alla Salvezza nella storia, ed anche dopo quel “Sì”. Il concepimento immacolato di Maria, quindi, era condizione necessaria ma non sufficiente per la santità di Maria, che è stata sorretta ab initio dall’altra condizione, la Grazia. 

A questo punto, si potrebbe obiettare: “Ma nessuno dei Santi è stato concepito senza peccato, eppure è Santo: allora perché a Maria non è bastata la Grazia per essere Santa ed è stato necessario anche il concepimento immacolato?”. Dobbiamo aver presente che la santità di Maria Vergine è del tutto “speciale”, di molto più grande e potente rispetto a quella di tutti i Santi. “Come la natura umana in Gesù Cristo è stata elevata ad un’altezza infinità, così il Maria SS. ma, Madre di Dio, la persona umana è elevata fino ai confini della divinità, “ad fines divinitatis propria operatione attigit” (Gaetano, in 2.2 q. 103, a. 4. ad. 2) … La dignità di Madre di Dio (…) è di un ordine superiore a qualsiasi altra creata dignità, o che possa crearsi, appartenendo questa dignità in certo modo all’ordine dell’unione ipostatica con una divina Persona, al quale ordine essa è necessariamente congiunta (…) Da questa maternità Maria acquista una certa affinità colle tre Persone della Santissima Trinità, “propinquitatem“, come dice S. Tommaso. Dopo la unione ipostatica questa è la più stretta che si possibile, di modo che nessuna altra creatura più si avvicina a Dio”. Così insegna il Gesuita cattolico Gennaro Bucceroni ne La Beata Vergine Maria. Considerazioni sopra i misteri della sua vita, Roma, 1913 (pp. 139-140). Prima di lui, tra i moltissimi, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori:

“È assioma comune fra’ Teologi, non essere stato mai conceduto alcun dono ad alcuna creatura, di cui non sia stata anche arricchita la B. Vergine. Ecco come parla S. Bernardo: Quod vel paucis mortalium constat esse collatum, fas certe non est suspicari tantae Virgini fuisse negatum (Epist. 174). E S. Tommaso da Villanova: Nihil umquam alicui sanctorum concessum est, quod a principio vitae cumulatius non praefulgeat in Maria (Serm. 2, de Ass.). Ed essendo vero che tra la Madre di Dio ed i servi di Dio vi è una distanza infinita, secondo il celebre detto di S. Giovanni Damasceno: Matris Dei et servorum Dei infinitum est discrimen (Or. 1 de Ass.); certamente dee supporsi, come insegna San Tommaso, che Dio abbia conferiti privilegi di grazia in ogni genere maggiori alla Madre che a’ servi: Maiora in quovis genere privilegia gratiae deferenda sunt Matri Dei, quam servis (3 p., q. 27, art. 2). Or ciò supposto, ripiglia S. Anselmo, il gran difensore di Maria immacolata, e dice: Impotensne fuit sapientia Dei mundum habitaculum condere, remota omni labe conditionis humanae? (Serm. de Concept.): Forse non poté la divina Sapienza apparecchiare al suo Figlio un ospizio mondo, con preservarlo da ogni macchia del genere umano? Ha potuto già Dio – seguita a parlare S. Anselmo – conservare illesi gli angeli del cielo nella rovina di tanti, e non ha potuto poi preservar la Madre del Figlio, e la regina degli angeli dalla comune caduta degli uomini? Angelos, aliis peccantibus, a peccato reservavit; et Matrem ab aliorum peccatis exsortem servare non potuit? (Loc. cit.). Ha potuto Dio, io aggiungo, dar la grazia anche ad un’Eva di venir al mondo immacolata, e poi non ha potuto darla a Maria?”.

La Santità di Maria Vergine sussiste dal principio, da quando è stata concepita senza peccato e, nata, perché sorretta sempre dalla Grazia che, lasciandole il libero arbitrio, le ha data la perfetta libertà di seguire la volontà di Dio. Si tratta del massimo grado di santità possibile per una creatura, prossima alla Trinità, diversa per natura e Potenza rispetto a quella di tutti gli altri Santi, che tali sono per la sola Grazia, e che ben le giustifica la condizione di Corredentrice del genere umano.

La Redazione

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