Educazione sessuale, sì o no?

Con piacere riprendiamo l’interessante approfondimento di Isidoro d’Anna (lucechesorge.org) in seguito all’endorsement bergogliano alla c.d. educazione sessuale. [RS]


Purity by Darlene Kwiatkowski

di Isidoro d’Anna

Di ritorno dalla Giornata Mondiale della Gioventù, Papa Francesco lo scorso 28 gennaio 2019 ha come di consueto risposto alle domande dei giornalisti e fatto dichiarazioni. E ha tra l’altro affermato che si dovrebbe insegnare nelle scuole l’“educazione sessuale”. Del resto, Papa Francesco aveva già messo questa sua idea per iscritto nell’“esortazione papale” Amoris laetitia, in un capitolo apposito intitolato Sì all’educazione sessuale.
Ora, chi abbia ancora una retta coscienza cristiana, e in particolare quei pochi genitori puri e fedeli rimasti sulla terra, davanti a una dichiarazione simile avrà provato orrore, sdegno e riprovazione.
Tutti gli altri, che sono abituati a non venerare filialmente Maria SS. Madre della purezza, a non accogliere i figli che Dio manda, a non curarsi della purezza e dell’innocenza dei propri figli, a pronunciare parole contro la decenza, a girare mezzi nudi, a guardare quello che propongono la televisione e i soliti giornali, a fare uso della contraccezione e così via, saranno invece rimasti indifferenti o soddisfatti.

È la voce del mondo di oggi, scristianizzato, che pretende di sporcare le anime e i corpi dei bambini e dei giovani, perché non si sa mai che qualcuno di loro possa ancora salvarsi dalla profanazione.
Ora, la coscienza può possedere la Verità, ma non ne è la sorgente. La Verità è un dono di Dio, perché Dio è Verità e Amore. Dio ci dona la Verità attraverso la Chiesa fedele, Madre e Maestra. E questo dono ci è venuto una volta per sempre, perché la Verità non si può contraddire, non può essere prima in un modo e poi all’opposto.
Ascoltiamo dunque la voce della Chiesa nei suoi santi Pastori. Il grande Pontefice Pio XI (1922-39), autore fra l’altro dell’importantissima Enciclica Casti connubii sulla vita matrimoniale, affrontò la questione della cosiddetta educazione sessuale che cominciava a presentarsi a quell’epoca.
Papa Pio XI trattò l’argomento nell’Enciclica Divini Illius Magistri, tradotta con il titolo Sulla educazione cristiana della gioventù e promulgata il 31 dicembre 1929. Leggiamone qui un breve ma decisivo passo:

Massimamente pericoloso è poi quel naturalismo, che ai nostri tempi invade il campo dell’educazione in argomento delicatissimo come è quello dell’onestà dei costumi. Assai diffuso è l’errore di coloro che, con pericolosa pretensione e con brutta parola, promuovono una così detta educazione sessuale, falsamente stimando di poter premunire i giovani contro i pericoli del senso con mezzi puramente naturali, quale una temeraria iniziazione ed istruzione preventiva per tutti indistintamente, e anche pubblicamente, e peggio ancora, con l’esporli per tempo alle occasioni, per assuefarli, come essi dicono, e quasi indurirne l’animo contro quei pericoli.
Costoro errano gravemente, non volendo riconoscere la nativa fragilità della natura umana e la legge, di cui parla l’Apostolo, repugnante alla legge della mente (Rom. VII, 23) (1) e misconoscendo anche l’esperienza stessa dei fatti, onde consta che, segnatamente nei giovani, le colpe contro i buoni costumi non sono tanto effetto dell’ignoranza intellettuale quanto principalmente dell’inferma volontà, esposta alle occasioni e non sostenuta dai mezzi della Grazia.

(1) Nel versetto a cui il Santo Padre fa riferimento, San Paolo accusa la legge dei sensi che «muove guerra alla legge della mia mente», cioè alla «legge di Dio» nominata nel precedente versetto 22.
Fonte:
http://w2.vatican.va/content/pius-xi/it/encyclicals/documents/hf_p-xi_enc_31121929_divini-illius-magistri.html / Cliccando qui potete scaricare l’intero documento.

All’Enciclica fece seguito, due anni dopo, un Decreto del Sant’Uffizio, la Congregazione preposta alla promozione e difesa della fede cattolica. Non avendone trovato una traduzione in italiano su internet, ne abbiamo fatta una noi stessi e la offriamo ai lettori. In fondo al presente articolo si trova l’originale in latino.
L’«angelica virtù» menzionata nel Decreto è la purezza.

DECRETO SULLA «EDUCAZIONE SESSUALE» E SULLA «EUGENICA»

Nella Congregazione generale del Sant’Uffizio tenutasi nel giorno di mercoledì 18 marzo 1931, sono stati posti i seguenti interrogativi:
I. Se si possa approvare il metodo che viene detto della «educazione sessuale» o anche della «iniziazione sessuale».
II. Come debba essere considerata la teoria cosiddetta «eugenica», se «positiva» o «negativa», e come debbano essere considerati i mezzi che essa indica per il progresso dell’umana progenie, trascurando le leggi sia naturali che divine ed ecclesiastiche riguardanti il matrimonio e i diritti dei singoli.
Gli Em.i e Rev.mi Signori Cardinali preposti alla custodia dell’integrità della fede e dei costumi, dopo aver discusso la cosa con esame diligente e dopo il voto dei Rev.mi Padri Consiglieri, hanno decretato la risposta:
Quanto al punto I., No: si deve integralmente preservare il metodo di educazione della gioventù fino ad oggi adottato dalla Chiesa e dai Santi e raccomandato dal Santo Padre nella Lettera Enciclica «Sulla educazione cristiana della gioventù» data nel giorno 31 dicembre 1929. Naturalmente si deve innanzitutto aver cura dei giovani d’entrambi i sessi con una educazione religiosa piena, solida, ininterrotta; e in loro si deve suscitare la stima, il desiderio e l’amore per l’angelica virtù; si deve poi massimamente inculcare in loro la perseveranza nella preghiera, l’assiduità al Sacramento della Penitenza e alla SS.ma Eucaristia, la costanza nella devozione filiale alla Beata Vergine, Madre della santa purezza, e l’affidamento totale alla sua protezione; ed evitino accuratamente le letture pericolose, gli spettacoli osceni, le conversazioni degli immorali ed ogni occasione di peccato.
Dunque in nessun modo può essere approvato quanto viene scritto e pubblicato anche da qualche autore cattolico, specialmente in questi ultimi tempi, al fine di promuovere tale nuovo metodo.
Quanto al punto II, essa è totalmente da riprovare e da considerare falsa e condannata, come nella Lettera Enciclica «Casti connubii» sul matrimonio cristiano, data nel giorno 31 dicembre 1930.
Il Santo Padre, Pontefice Pio XI per divina Provvidenza, il giorno seguente giovedì 19 dello stesso mese ed anno, nella consueta udienza concessa all’Assessore, si è poi degnato di approvare con chiare parole questa risoluzione degli Eminenti Padri e ha ordinato di renderla pubblica.
Dato a Roma, dalla sede del Sant’Uffizio, nel giorno 21 marzo 1931.

A. Subrizi, Notaio della Suprema S. Congr. del S. Uffizio.
L. ® S.

È questo il Magistero della Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana. Tuttavia, trascorsi appena 34 anni e venuto meno il grande Pontefice Pio XII, ultimo baluardo della Chiesa tradizionale, il modernismo che soprattutto Papa San Pio X aveva combattuto e represso stava avendo la sua rivincita.
Erano gli anni del Concilio Vaticano II, che preludeva fra l’altro alla devastazione del culto di Dio attuata con la riforma liturgica del 1969.
Ed ecco che in una Dichiarazione firmata da Papa Paolo VI, si legge l’esatto opposto di quello che la Chiesa aveva solennemente insegnato e comandato. Nella sua Dichiarazione infatti, sottoscritta da vari Cardinali, Paolo VI non condanna ma raccomanda l’“educazione sessuale”:

Pertanto, i fanciulli ed i giovani, tenuto conto del progresso della psicologia, della pedagogia e della didattica, debbono essere aiutati a sviluppare armonicamente le loro capacità fisiche, morali e intellettuali, ad acquistare gradualmente un più maturo senso di responsabilità, nello sforzo sostenuto per ben condurre la loro vita personale e la conquista della vera libertà, superando con coraggio e perseveranza tutti gli ostacoli. Debbono anche ricevere, man mano che cresce la loro età, una positiva e prudente educazione sessuale.

Paolo VI, Dichiarazione sull’educazione cristiana. Gravissimum educationis, 28 ottobre 1965, par. 1.

Ora, nella nostra coscienza noi decideremo chi seguire, se la Chiesa di sempre, Madre e Maestra, o la chiesa ufficiale degli ultimi cinquant’anni, che ha via via tolto di mezzo tutto ciò che si può dire cattolico e dunque cristiano. Poi un giorno, alla fine di questa vita, ognuno di noi avrà la giusta ed eterna retribuzione per la sua scelta.

Riportiamo sotto il testo del Decreto del Sant’Uffizio di cui avete potuto leggere la traduzione. Cliccando qui avrete invece a disposizione il relativo documento degli Acta Apostolicae Sedis, dove il Decreto si trova alle pagg. 118-119.

DECRETUM DE « EDUCATIONE SEXUALI » ET DE « EUGENICA »

In Congregatione generali Sancti Officii habita feria IV, die 18 Martii 1931, propositis dubiis quae sequuntur:
I. An probari queat methodus, quam vocant, « educationis sexualis » vel etiam « initiationis sexualis »?
II. Quid sentiendum de theoria sic dicta « eugenica », sive «positiva » sive « negativa », deque indicatis ab ea mediis ad humanam progeniem in melius provehendam, posthabitis legibus seu naturalibus, seu divinis, seu ecclesiasticis ad matrimonium singulorumque iura spectantibus?
Emi ac Revmi DD . Cardinales fidei morumque integritati tuendae praepositi, re diligenti examine discussa praehabitoque Revmorum Patrum Consultorum suffragio, respondendum decreverunt:
Ad I. Negative: et servandam omnino in educatione iuventutis methodum ab Ecclesia sanctisque viris hactenus adhibitam et a Ssmo Domino Nostro in Encyclicis Litteris « De christiana iuventae educatione » datis sub die 31 Decembris 1929 commendatam. Curandam scilicet imprimis plenam, firmam, nunquam intermissam iuventae utriusque sexus religiosam institutionem; excitanda in ea angelicae virtutis aestimationem, desiderium, amorem; eique summopere inculcandum ut instet orationi, Sacramentis Poenitentiae et Ssmae Eucharistiae sit assidua, Beatam Virginem sanctae puritatis Matrem filiali devotione prosequatur eiusque protectioni totam se committat; periculosas lectiones, obscoena spectacula, improborum conversationem et quaslibet peccandi occasiones sedulo devitet.
Proinde nullo modo probari possunt quae ad novae methodi propugnationem, postremis hisce praesertim temporibus, etiam a nonnullis catholicis auctoribus, scripta sunt et in lucem edita.
Ad II. Eam esse omnino improbandam et habendam pro falsa et damnata, ut in Encyclicis Litteris de matrimonio christiano « Casti connubii » datis sub die 31 Decembris 1930.
Hanc autem Emorum Patrum resolutionem Ssmus Dominus Noster Pius divina Providentia Pp. XI sequenti feria V die 19 eiusdem mensis et anni, in solita audientia B. P. D. Adsessori impertita, plane approbare et confirmare dignatus est eamque publici iuris faciendam mandavit.
Datum Romae, ex aedibus Sancti Officii, die 21. Martii 1931.

A. Subrizi, Supremae S. Congr. S. Officii Notarius.
L. ® S.

Fonte

5 Commenti a "Educazione sessuale, sì o no?"

  1. #Oswald Cobblepot (the Penguin)   6 Febbraio 2019 at 2:01 pm

    “Nelle scuole bisogna dare un’educazione sessuale oggettiva, senza colonizzazione ideologica”. Ma perché “bisogna”? Da dove nascerebbe l’impellente e non più procrastinabile necessità di impartire l’educazione sessuale agli alunni? E poi: quali alunni? E’ necessario che i bambini (magari 6/7 anni) debbano essere istruiti in una materia così delicata? Ed a che scopo? Inoltre: che cosa sarebbe l’educazione sessuale “oggettiva”? Ne esiste una soggettiva? Se sì, quali sono le differenze tra le due? Quali sarebbero i colonizzatori ideologici, la cui presenza deve essere evitata? Il Papa teme la loro nefasta influenza sulla prole (soprattutto quella più giovane)? Quali sarebbero allora i buoni maestri, chiamati a così gravissimo impegno didattico? Il mio sospetto consiste nell’osservare che non solo è stata pronunciata una frase improvvida, ma che si sia voluto correggere lo scivolone con una precisazione, i cui danni sono peggiori della frase che avrebbe dovuto emendare. Se – per dirsela in soldoni spiccioli – si vuole controbilanciare la presenza pessima dell’ideologia gender nelle scuole, e quindi se si vuole evitare che i nostri piccoli debbano essere indottrinati a pensare che “Uomo è bello”, “L’uxxxo è mio e me lo gestisco io” etc. etc. allora sarebbe molto più proficuo e salutare evitare del tutto che le menti dei nostri bambini debbano essere turbate da elucubrazioni improprie, che ne turberebbero l’innocenza, e senza pretendere che ci sia un’educazione sessuale “buona” ed una “cattiva”. Questo è solo uno specchietto per allodole.

    Rispondi
  2. #Paola Datodi   7 Febbraio 2019 at 2:47 pm

    ma un tempo come facevano? vero, c’erano famiglie più numerose e a un certo momento i più grandicelli lo vedevano che la mamma aveva il pancione e che i fratellini non li portava la cicogna… anche gli animali domestici potevano essere occasione di osservazione.

    Rispondi
  3. #Paola Datodi   7 Febbraio 2019 at 2:57 pm

    magari c’è ancora chi crede che educazione sessuale significhi chiarire che la storia della cicogna non è vera (ammesso che ci credessero sul serio…) e magari come si fa a capire se un neonato è maschietto o femminuccia, cominciando dai cuccioli e gattini. Personalmente mi ricordo che quando appresi per la prima volta che era questione di uova anche per la nostra gestazione mi rifiutai di mangiare uova per qualche tempo (della serie “così impari a leggere i giornali per grandi”, infatti sfogliando una rivista avevo trovato delle notizie scientifiche in merito appunto alla gestazione)

    Rispondi
  4. #lister   9 Febbraio 2019 at 11:59 am

    Ma era così intrigante, per me, essere depositario di un “segreto” appreso da un amico appena più grandicello.
    Era così importante, per me, poter confidare in tutta complicità quel “segreto” all’amico più caro e compiacermi della sua espressione di sorpresa e, nello stesso tempo, di soddisfazione nell’apprendere “una cosa da grandi”. E fingere di non esserne al corrente.
    Tutto perso…

    Rispondi
  5. #bbruno   12 Febbraio 2019 at 9:44 pm

    Gli orchi “in sottana”, sentili…Non se la potevano dare loro prima un po’ di “educazione sessuale”, e hanno ora l’ardire di farne oggetto di una loro esortazione, loro ….Forse perchè sanno troppo bene che cosa si cambina non avendo una minima idea del senso che Dio ha dato alla sessualità dell’uomo… E pensano poi che a provvedere a una giusta educazione in materia siano i destinatari della loro esortazione, proprio i componenti di quelle strutture che per principio hanno tolto Dio dai loro schemi mentali ( e che almeno non hanno la sfacciataggine di richiamarvisi facendone insieme strame)? E che in base ai lori criteri hanno già sentenziato che nessuno può giudicare nessuno, ma che a ciascuno deve essere data libertà di essere se stessi secondo tutto lo spettro dei desideri umani ? In una parola, per educare non occorrerebbe avere criteri di giudizio, punti di riferimento? Ma se perfino da chi esorta viene affermato il principio che nessuno “può giudicare”, nemmeno un ‘papa’, che senso ha esortare a qualcosa? Pagliacciate a non finire…
    Non sarà che anche questa “libertà della diversità” non sia anch’essa effetto della “Volontà sapiente di Dio”, che ha stabilito come buona e santa, a principio, la “diversità dei popoli, delle culture, delle razze e delle RELIGIONI”, e quindi dei comportamenti ???

    Rispondi

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.