Il martirio della Tradizione. La storia delle sorelle Monzitta.

a cura di Giuliano Zoroddu

Scrive Mons. Tissier de Mallerais a p. 636 del suo Mons. Marcel Lefebvre. Una vita «… appena giunto in Italia, [Mons. Lefebvre, ndr] parla al suo autista di una lettera che ha ricevuto “da quell’isola laggiù” da tre benefattrice, le sorelle Monzitta; gli sarebbe gradito ringraziarle. Ed eccolo salire sulla nave che da Civitavecchia lo porta in Sardegna per andare a far visita alle tre anziane signorine, che non credono ai loro occhi e alle loro orecchie. Fino alla fine la sua carità vuol far piacere». Vediamo chi siano state costoro. [RS]

[…] La loro storia è simile a tante altre, nelle umiliazioni come nelle sofferenze causate dalla selvaggia e feroce applicazione delle riforme liturgiche. Il repentino passaggio da un rito immemorabile, e anche per questo amato, ad un rito nuovo fin da subito sentito come freddo, estraneo, e rivoluzionario e presentato ed imposto in contrapposizione all’altro scandalizzò e sconvolse l’esistenza anche di queste tre pie donne. Le quali si ritrovarono anch’esse, nella nuova liturgia, come un pesce fuor d’acqua. E se fino al giorno prima levarsi presto per andare a messa era una gioia, divenne subito una tragedia. Esse provavano nella messa nuova una sofferenza mai provata prima, neppure per la morte dei genitori. Riuscirono a “sopravvivere” in queste condizioni per qualche tempo, ma alla fine una scelta si imponeva: andare a messa e tornarne ogni volta sempre più depresse e distrutte, spiritualmente spossate, oppure restarsene a casa. Non avendo la vocazione al martirio queste tre sorelle decisero, con profondo dolore, di non metter più piede in quella chiesa dove erano state battezzate. Continuarono a levarsi presto lo stesso, e a “supplire” la partecipazione alla messa, con il desiderio di esservi e altre pratiche di pietà. Pensavano che una tale pazzia dei preti non poteva durare a lungo. Passarono così mesi ed anni.
Un giorno sentirono al telegiornale che il Papa aveva concesso un indulto per celebrare la messa antica (si tratta della Lettera Quattuor abhinc annos del 1984). Non capirono molto del servizio trasmesso al telegiornale e per cercare di comprendere qualcosa in più acquistarono qualche quotidiano. E capirono che la messa tanto amata poteva essere celebrata nuovamente. Si rivolsero subito al parroco , il quale rispose di non saperne nulla (e quando mai un parroco deve occuparsi di simili notizie!) consigliandole di rivolgersi alla curia diocesana. Queste tre arzille signorine non se lo lasciarono dire due volte e il giorno dopo chiusero la loro piccola bottega, presero l’autobus e si diressero ad Ozieri; andarono in curia e parlarono con un sacerdote che, sulle prime, le ricevette con gentilezza; quando però le sorelle comunicarono il motivo della loro presenza l’atteggiamento di quel sacerdote mutò repentinamente fino a sconfinare nella maleducazione e nell’offesa e tramutandosi in sprezzante arroganza. Non concesse loro neppure di finire di parlare; le rimproverò aspramente per la loro richiesta, dicendo loro che dovevano vergognarsi di aver chiesto una cosa simile!! E dopo averle invitate a confessarsi e a pentirsi, le mandò via in malo modo.
Queste tre sorelle, umiliate e ammutolite, uscirono dagli uffici della curia ed avendo ancora del tempo prima di prendere l’autobus si concessero una mesta passeggiata fermandosi di tanto in tanto davanti a qualche vetrina casa. Fu proprio davanti ad una di queste vetrine che vide il sacerdote che poco prima le aveva letteralmente cacciate dagli uffici della curia, ed evidentemente poco contento di ritrovarsi tra i piedi quelle povere donne le fece oggetto di scherno dicendo loro “ma tornatevene a casa vostra, ché fate meglio”! Le tre sorelle questa volta gli risposero per le rime ricordandogli che erano sulla pubblica via dalla quale lui non aveva né diritto né potere di cacciarle via come invece aveva fatto pocanzi dai locali della curia.
Il viaggio di ritorno a casa fu triste e silenzioso, scandito solo dai Paternostri e dalle Avemarie del rosario sussurrato su un’autobus semivuoto .
Con una tristezza maggiore, dovuta all’improvviso entusiasmo suscitato dalla notizia dell’indulto e all’altrettanto improvvisa negazione di esso da parte della curia diocesana, le tre sorelle continuarono la vita quasi claustrale che conducevano dal 1970, pregando in casa. Passò ancora qualche anno e nel 1988 un’altra notizia appresa al telegiornale le fece sussultare: in quell’anno infatti molto si parlò di Mons. Lefebvre, soprattutto a motivo delle illecite ancorchè valide consacrazioni episcopali. Si attivarono immediatamente per cercare di contattare tale vescovo e dopo un po di tempo riuscirono a comunicare con il priorato italiano della FSSPX, ad Albano, diventando subito benefattrici dell’opera di mons. Lefebvre, felici di aver scoperto un vescovo, fino ad allora sconosciuto, che lottava per la messa di sempre: la loro stessa messa e la loro stessa lotta!  Fu in quella occasione che Mons. Lefebvre decise di andare in Sardegna [a Pattada, ndr] per ringraziare di persona e più ancora per consolare, quelle tre coraggiose e intrepide sorelle. Ecco quindi che una mattina [20 febbraio 1991, ndr] le tre sorelle sentirono bussare alla porta: era Mons. Lefebvre. Lo ospitarono per qualche giorno nella loro casa e allestirono una cappella in una delle stanze dove il vescovo francese celebrò il divin sacrificio in una atmosfera catacombale. La gioia delle tre sorelle per aver nuovamente partecipato alla messa antica fu tale che piansero molto: Dio aveva ascoltato le loro suppliche di non morire senza aver nuovamente partecipato alla Messa di Sempre.
Se l’ostilità diocesana verso queste tre sorelle era notevole prima, si può immaginare quanto aumentò dopo che si diffuse la notizia della visita di mons. Lefebvre.
Per oltre dieci anni, ogni tanto, un sacerdote della FSSPX andava a visitarle, si tratteneva da esse qualche giorno, celebrando il rito antico nella cappellina allestita per mons. Lefebvre e mai disfatta. Poi, con l’età che avanzava si acuirono i problemi di salute che in poco tempo portarono due sorelle a lasciare questa terra. I sacerdoti della FSSPX non furono avvertiti in tempo e i funerali vennero quindi officiati da sacerdoti diocesani ma col rito nuovo, perché la curia, impietosa anche verso i defunti, non volle concedere il rito antico.

[FONTE]


14 Commenti a "Il martirio della Tradizione. La storia delle sorelle Monzitta."

  1. #Giuan   20 Febbraio 2019 at 10:17 pm

    Che bellissima storia!

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  2. #PAOLO   21 Febbraio 2019 at 8:38 pm

    grazie per questa testimonianza…catacombale

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  3. #bbruno   22 Febbraio 2019 at 3:47 pm

    Una vicenda simile toccò anche a me quando andai a chiedere al parroco la messa secondo quella concessione di Ratzinger (allora anche a me pareva una gran cosa). Mi fu risposto che non aveva in parrocchia un messale adatto al bisogno (parlo di una parrocchia antica con tanto di biblioteca, e non aveva disponibile un messale di qualche decennio prima…). Bene, dissi al parroco, glielo provvedo io. Quando il giorno dopo andai col messale che faceva alla bisogna, mi disse chiaramente che non c’era niente da fare: che in Curia ( parlo di una diocesi molto importante, sede cardinalizia,il empo che fu ) Il vescovo aveva detto ai preti che piuttosto che concedere quella messa, sarebbero dovuti passare sul suo cadavere (sic). Da quel momento (anch’io mi ero rassegnato ad andare alla messa nova alle 7 della mattina), l’ho piantata lì: dissi al prete che se loro così obbedivano al papa, e il papa lasciava fare (quello che loro chiamavano papa, a cui obbedire e blàblàblà…), che andassero a ramengo, i preti, i vescovi e il papa loro. Mai più andato alle sue messe, anzi, a nessuna messa – che nel frattempo mi sono schiarito bene le idee, e lo ringrazio, quel prete, che con la sua presa in giro, mi aveva stimolato a farlo : che dove la trovi un prete sacerdote vero che celebri secondo san Pio V e non una-cum?!?! per fortuna posso pregare lo stesso. E poi che vogliono questi impostori e falsari: non sono loro col loro papa ( da strapazzo, baciatore di Imam) a dire che la diversità delle religioni è voluta da Dio? Io sto con la mia, antica, e loro, questi preti, stiano con la loro, e Dio con tutti.. E che provino a fare battutine. che già al vederli mi girano….

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    • #jeannedarc   23 Febbraio 2019 at 1:58 am

      Non vi sono Messe non una cum nella Sua zona?

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  4. #bbruno   23 Febbraio 2019 at 11:55 am

    Messe secondo il rito di San Pio V, rigorosamente non una-cum ( non posso condividere la mia preghiera con chi non ha la mia stessa fede cattolica : che Dio pregherei?…), messe celebrate da un prete che non alterni queste celebrazioni con le presidenze alle altre messe, quelle paolo-bugnine…, e soprattutto ordinato validamente tale ( e non sono tali quelli fatti secondo il Pontificalis Romani del 1968), in una parola messe semplicemente cattoliche, dette da preti cattolici, che nulla hanno da spartire, nemmeno ‘materialiter’, con l’Impostore che pretende di rappresentare il vertice visibile della Chiesa cattolica… non si trovano facilmente, purtroppo…

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    • #Oswald Cobblepot (the Penguin)   23 Febbraio 2019 at 1:30 pm

      Mi perdoni Bbruno, se forse le faccio una domanda sciocca: ha già provato a visitare il sito https://www.sodalitium.biz/sante-messe/? Si tratta del sito (italiano) dell’Istituto Mater Boni Consilii. LJC da Gotham, il Pinguino.

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    • #angela   23 Febbraio 2019 at 4:52 pm

      non si trovano per niente…. ma se ne conosce qualcuno me lo faccia sapere…

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  5. #Sursum Corda   26 Marzo 2019 at 8:57 am

    Siano lodati Gesù e Maria!
    http://www.unavox.it/messa.htm

    Ave Maria

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  6. #antonio diano   30 Luglio 2019 at 12:42 pm

    bbruno, angela, ma che dite, bestemmiate? SS. Messe valide, lecitissime, buone e non una cum ce ne sono molte in Italia. Perché non controllate il calendario delle SS. Messe e le loro localizzazioni nel sito che vi ha indicato – anche se lo conoscete benissimo – Oswald? Perché ben sapendo che ci sono molte SS. Messe non una cum celebrate dall’IMBC, da don Floriano e anche da qualche altro sacerdote fate finta di non saperlo e dite che i sacerdoti ‘buoni” non si trovano per niente” (“PER NIENTE”!!!! Ma che dici, Angela???), mentre li conoscete benissimo? Perché fate così? Siete influenzati dai fratelli “[omissis]”? Volete rovinarvi l’anima? Se la S. Messa buona e non una cum non è disponibile, non ci si va, purtroppo; ma se c’è (e c’è!), ci si va eccome! E anche con qualche (minimo) sforzo! Dio non lascia la Chiesa e i cattolici residuali del tutto senza Sacramenti. Svegliatevi e smettetela di dire cose iper-apocalittiche senza senso! La situazione è certo tragica e l’apostasia è ai massimi livelli, su questo ahinoi non ci piove, ma la possibilità di fare una vita cattolica, pur con qualche sforzo (per Dio ne vale la pena; o no?), Nostro Signore la assicura, per lo meno in Italia. Non fate i disfattisti totali come se il male avesse trionfato anche sui giusti! Come se voleste fare i predicatori dentro il fuoco! E’ peccato! Non si deve e non si può voltare le spalle alle Grazie che Dio accorda a chi Gli è fedele! Non esagerate con questo savonarolismo non cattolico! NON perché la situazione non sia tragicissima, come ho già detto, ma perché Dio non abbandona i suoi fedeli, dentro la Sua (vera) Chiesa.

    Quanto alle care (Dio le abbia in gloria) sorelle Monzitta io ebbi la fortuna e l’onore di conoscerle e di frequentarle ad Albano (altri tempi…): la devozione che ispiravano era la stessa che emana dai santi.

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    • #Iulianus   30 Luglio 2019 at 1:17 pm

      Sarebbe interessante una testimonianza su di loro da parte di chi le ha conosciute personalmente.

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      • #antonio diano   30 Luglio 2019 at 2:02 pm

        Julius, la testimonianza l’ho recata.
        Ma se vuole le racconto un aneddoto.
        Più di 20 anni fa con l’amico caro e grande tradizionalista della prim’ora Agostino Toselli (r.i.p.) stavamo facendo un giro in Sardegna a caccia di chiese romaniche. Passammo vicino al paese delle sorelle e iniziammo a cercarle, ma la ricerca si scontrava con una sorta di fumus che ci sembrava di scorgere nelle persone (paese piccolissimo…). Non avevo il coraggio di chiedere esplicitamente di loro, per viltà lo ammetto. ma alla fine ci provai: fermammo un’anziana e le chiedemmo dove avremmo potuto trovare tre sorelle signorine e di età avanzata. Mah, non saprei, rispose quella. Insistetti: ma sì,quelle che un giorno accolsero in casa un vescovo. ??? Ma sì, insomma, signora, quel vescovo, dissi contrariato: “Signora, quel vescovo era Mons. Lefebvre!!”. Aaahhh, non l’avessi mai detto, fu come se avessi squarciato quel velo plumbeo di sospetto cui accennavo prima: quasi scappò, la signora, biascicando: “…Ah, quelle!!!”… Rinunziai e ripartimmo.

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        • #Iulianus   30 Luglio 2019 at 3:54 pm

          Pattada paese natale loro (a proposito come si chinavamo?) e – proh dolor – anche del cardinale Becciu.

  7. #antonio diano   30 Luglio 2019 at 12:44 pm

    Naturalmente non faccio riferimento al link di unavox ove convivono segnalazioni di SS. Messe non una cum e di celebrazioni sacrileghe!

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