[RACCONTO DEVOTO] La palma di Lambaesis (quattordicesima parte)


Prima parte: https://www.radiospada.org/2018/10/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-prima-parte/

Seconda parte: https://www.radiospada.org/2018/10/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-seconda-parte/

Terza parte: https://www.radiospada.org/2018/10/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-terza-parte/

Quarta parte: https://www.radiospada.org/2018/10/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-quarta-parte/

Quinta parte: https://www.radiospada.org/2018/11/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-quinta-parte/

Sesta parte: https://www.radiospada.org/2018/11/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-sesta-parte/

Settima parte: https://www.radiospada.org/2018/11/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-settima-parte/

Ottava parte: https://www.radiospada.org/2018/11/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-ottava-parte

Nona parte: https://www.radiospada.org/2018/12/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-nona-parte/

Decima parte: https://www.radiospada.org/2018/12/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-decima-parte/

Undicesima parte: https://www.radiospada.org/2018/12/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-undicesima-parte/

Dodicesima parte: https://www.radiospada.org/2019/01/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-dodicesima-parte/

Tredicesima parte: https://www.radiospada.org/2019/01/racconto-devoto-la-palma-di-lambaesis-tredicesima-parte/

di Charlie Banyangumuka

Cap XIII “Matrimonio”

Sudore,freddo e tensione. Defendente non provava simili sensazioni dai giorni di Lambaesis. Nemmeno durante i suoi viaggi per portare le Sacre Scritture. Forse perchè si sentiva indifeso, quasi nudo. La sua spatha non gli sarebbe servita :”Coraggio, ragazzo! Questa è la sfida più dura della vita” Gaumata lo afferrò per le spalle “Ma non sei solo. Dio è con te. Era con te alle rupi di Lambaesis, era ed è con te durante i tuoi viaggi e sarà sempre con te.” Defendente si grattò il braccio sotto la manica della tunica. Quel prudere era un evidente segno di nervosismo. . Si fece forza ed uscì. L’intera comunità di Cirta si era radunata nella vila di Arcadio, un affarista cristiano che, pur essendo originario di Iol, si era rifugiato in Numidia aiutando la comunità locale. Ghirlande ovunque per la villa ed addobbi; Defendente si avvicinò al vescovo Paolo al fianco del quale si trovava Telica: i suoi capelli avvolti dal flammeum fecero perdere al ragazzo gli ultimi barlumi di lucidità. Il Successore degli Apostoli pronunciò le parole di consacrazione mentre i due giovani sposi si guardavano pieni d’amore: Defendente si perse nel fiero e devoto sguardo di Telica. La ragazza osservò il suo uomo: nonostante il portamento maestoso, in lui si intravedeva una dolcezza frammista ad un’insicurezza per il momento che si stava consumando. L’episcopus terminò le parole e si rivolse al ragazzo che, comprendendo, esclamò :”Ubi tu gaius” “Ego Gaia” rispose Telica sorridendo. In quel momento centinaia di petali investirono i novelli sposi tanto che per alcuni istanti faticarono ad intravedersi.

:”In sintesi, che Dio vi benedica” urlò Gaumata “E che vi riempia di figli!” gli fece eco Flavio. Defendente scosse la testa sorridendo: ormai il persiano e l’ex legionario erano divenuti inseparabili. Inseparabili nelle dispute teologiche, inseparabili nelle bevute; Flavio era stato attento a non ubriacarsi mai più e spesso era lui ad evitare che Gaumata varcasse la peccaminosa soglia dell’ebrezza. Il banchetto fu abbondante e non si badò a spese. Arcadio, che aveva preso in simpatia i due sposi sin dai tempi del battesimo di Telica, aveva speso un quarto della sua fortuna per finanziare la cerimonia approfittandone anche per sommergere i due di derrate alimentari per una settimana. Sul tavolo pagnotte, zuppe e carni di ogni sorta vennero divorate col vino a fiumi. Anche l’Episcopus, ben noto per le sue astinenze e i suoi digiuni, divorò focacce all’olio e una cospicua quantità di selvaggina. Tutto procedetto a meraviglia finchè entrò un messo di corsa che andò a bisbigliare qualcosa all’orecchio di Arcadio. L’affarista divenne scuro in volto.

:”Ti accompagneremo noi!” protestò ancora Defendente “Non se ne parla. Assolutamente no. Tassativo” esclamò Arcadio con un tono che non ammetteva repliche “andrò da solo, troppo pericoloso” “Quando parti?” “Domani” “Come domani?” “Defendente” Arcadio lo guardò profondamente negli occhi “Tu hai una famiglia a cui pensare” si voltò verso Telica “una bellissima sposa da amare e se Dio vorrà tra nove mesi un figlio cui pensare”. Il ragazzo abbassò la testa “Devo andare a salvare i miei parenti. Mal che vada ci vediamo in Paradiso” “Già…” “Ehi! Sarai mica triste per un mio eventuale martirio?” Arcadio fece finta di offendersi e i tre sorrisero, poi il mercante poggiò la mano sulla spalla di Defendente :”Abbi cura della tua Fede, di tua moglie e di te”.

:”Secondo te lo rivedremo vivo?” “Non lo so, Defendente” ammise pensierosa Telica. Sebbene fossero pasate diverse ore e fossero in procinto di diventare una sola carne, Telica e Defendente avevano rimuginato a lungo, anche prima di coricarsi:” Tornerà, vedrai” concluse lei, volendo rassicurare lo sposo. Defendente si levò la tunica a maniche lunghe vestendo quella corta e si infilò nel talamo. Telica si avvicinò a lui poggiando la sua testa sul suo petto, lui iniziò ad accarezzarle i capelli :”Cosa dice la Genesi a proposito dell’uomo e della donna nel racconto della Creazione?” domandò fintamente ingenuo il ragazzo “Per questo l’uomo lascerà il padre e si unirà a sua moglie” Telica lo guardò negli occhi “e i due saranno una carne sola”. Defendente spense con un soffio la lucerna.

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