Di Massimo Micaletti

Cambiare sesso non si può, con buona pace di quanto si può scrivere all’anagrafe. Il sesso biologico è scritto in ognuna delle nostre cellule e, per quanto possiamo lavorare sul nostro corpo, è un dato oggettivo che non potremo mai cambiare.

Esistono dei processi patologici della crescita in cui il bambino, per ragioni che non si possono qui approfondire, non ha la piena percezione del proprio genere, ossia non riesce da identificare se stesso col proprio sesso biologico: si tratta della “disforia di genere”. Trattandosi di un processo patologico andrebbe curato con appropriate terapie piscologiche ma ecco che anche qui interviene l’ideologia arcobaleno sicché, se il bambino ha dubbi sul suo genere, fa in modo che possa… sceglierlo lui. E siccome per scegliere ci vuole maturità, è pronto il rimedio: blocchiamo la pubertà del bambino, affinché la realtà di quel che è, l’evidenza biologica che è scritta in ogni sua cellula, non venga ai suoi occhi e si possa maggiormente crogiolare nell’idea che “maschio” e “femmina” sono opinioni, concetti, ruoli, costrutti, situazioni transitorie o precarie. Ovviamente, in tutto ciò il bambino (o la bambina, ovviamente) sono accompagnati da persone che, per prime, ritengono che maschio” e “femmina” siano opinioni, concetti, ruoli, costrutti, situazioni transitorie o precarie. E quelle stesse persone – o chi la pensa come loro – magari accompagneranno pure il “paziente” nelle varie redditizie pratiche chirurgiche e farmacologiche che gli imporranno una vita diversa da quella secondo natura.

Nulla di nuovo, in sé. L’ideologia gender ha quale caposaldo l’appropriazione dei bambini: coll’utero in affitto, colle adozioni gay, col blocco della crescita. Sono soggetti deboli e manipolabili e presentano l’indubbio vantaggio di non avere l’esatta percezione del danno che subiscono.

Il farmaco che impedisce ai bambini di maturare ed avere la fisiologica pubertà si chiama triptorelina e con determina 21756/2019 il Ministero della Sanità ne ha autorizzata la somministrazione ai minori con costi a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Quindi da oggi coi nostri soldi non saranno solo soppressi i concepiti coll’aborto e manipolati gli embrioni colla fecondazione artificiale ma sarà pure fatta violenza alla crescita dei bambini con la triptorelina blocca-pubertà.

Il Governo Lega-Cinque Stelle rompe quindi la tanto sbandierata “pax bioethica” sui temi sensibili: se c’era qualche cattolico che pensava che ”Beh, almeno, messi come sono messi, non possono far danno e si sono impegnati a non farlo”, ecco, ora è servito.

Con questa determina ministeriale, Conte e compagni aggiungono nuova barbarie a quella già accumulata dai Governi precedenti, in assoluta continuità. Ma non era il Governo del cambiamento?

Sì, del cambiamento di sesso.