La guerra d’Europa?

di Geranius

Venti di guerra soffiano sull’Europa… almeno secondo alcuni autori e giornalisti.

Ma di quale guerra stiamo parlando? Di un conflitto che in società, ormai estremamente divise e segmentate dal punto di vista religioso, economico e sociale potrebbe scoppiare in un prossimo futuro, coinvolgendo diverse fasce di popolazione. Scontri armati vedrebbe in prima fila immigrati, soprattutto musulmani ma non solo, scontrarsi contro autoctoni e specialmente nazionalisti e “identitari”. Sinistroidi et similia oltre a delinquenti comuni e mafie etniche interverrebbero anch’esse in una situazione di caos progressivo al quale le forze di sicurezza governative non riuscirebbero più a fare fronte.

Sembrerebbe uno scenario distopico ma se ne parla ormai da tempo e soprattutto in quei paesi in cui le scellerate politiche migratorie hanno ormai mutato irrimediabilmente la composizione della società come Francia, Belgio, Germania, paesi scandinavi e Gran Bretagna.

Il fatto che aumenti il numero dei romanzi e degli articoli che ipotizzano uno scenario fatto di scontri violenti tra fazioni ed etnie in società ormai sempre più impoverite e in preda al caos sembra confermare l’urgenza di una situazione che anche l’ex ministro degli interni francese Gerard Collomb non ha esitato a definire “très degradée”, molto degradata. [1] L’ex ministro ha esplicitamente dichiarato di temere che se oggi francesi e popolazione di origine alloctona vivono fianco a fianco, in un futuro potrebbero ritrovarsi gli uni contro gli altri.

Tra i testi di fiction che ipotizzano uno scontro sanguinoso tra gruppi e bande di vario genere che si contendono il controllo del territorio con terribili conseguenze per la popolazione quali devastazioni, freddo e fame spicca “Guerriglia” di Laurent Obertone[2]. La morte di un giovane immigrato, dopo un controllo di sicurezza da parte della polizia francese in una banlieue, scatenerebbe il conflitto come del resto è già accaduto varie volte con intere aree metropolitane messe a ferro e fuoco da bande di delinquenti.

E’ ormai un fatto che intere zone di città francesi sfuggano ormai al controllo delle forze di sicurezza, non ultimo il villaggio di Trappes in cui il 70% della popolazione è di religione islamica e dove ormai vige la sharia. Sono le zone di “non Francia”, secondo un termine caro a chi è contrario a questa scomoda presenza sul territorio.

Anche sul fronte “identitario” la situazione si è scaldata negli ultimi anni, come confermano i frequenti arresti di “gruppuscoli” accusati di progettare attacchi contro musulmani e luoghi di culto islamici. Nel giugno 2018 le forze di sicurezza smantellarono una fantomatica struttura denominata AFO (Action des Forces Operationnelles), apparentemente guidata da un ex militare e pronta ad entrare in azione contro i focolai e gli esponenti del fanatismo musulmano sul suolo francese.

Se questa è la situazione in Francia, non è certo più rosea in Germania dove le violenze di immigrati di varia provenienza ma nella maggior parte dei casi musulmani hanno raggiunto livelli insostenibili. [3]

Possiamo poi menzionare l’Inghilterra degli stupri di ragazzine da parte di gangs di musulmani oltre che delle preghiere islamiche in consiglio comunale, la Svezia dove la polizia dichiara di non avere più il controllo sui quartieri abitati da immigrati, la Danimarca in cui i negozi chiudono a causa di un sistema di racket orchestrato da gangs allogene.

Del resto era lo stesso ISIS ad aver teorizzato la lotta militare attraverso gangs che in Europa dovranno togliere agli stati il controllo di intere aree con ogni mezzo possibile. Ne avevamo parlato già quasi due anni fa. [4]

Tutto ciò avviene in società in completa putrefazione, in cui satanismo, perversioni di ogni genere, follia, ateismo, aborto e ingiustizie sono all’ordine del giorno.

Parlando di casa nostra, nonostante Salvini, interi quartieri sono in balìa di gangs e mafie allogene, che infestano e rendono invivibili molte aree di grandi città quali Milano, Roma e Napoli. Anche realtà provinciali non sono immuni, basti pensare alla guerriglia scatenata da un’orda di delinquenti nigeriani contro le  forze dell’ordine a Ferrara o a Castelvolturno in Campania, località controllata militarmente dalla mafia nigeriana.

Prima o poi e lo ripetiamo, nonostante Salvini e i suoi fans che pensano che “il capitano” potrà salvare la situazione, il putrido bubbone potrebbe scoppiare anche da noi in un caos di mafie allogene, di gangs di sudamericani adepti del culto demoniaco della “santa muerte”, di islamisti armati fino ai denti, di centri sociali e ogni genere di ceffi al servizio delle forze mondialiste.

E questa non sarebbe una guerra civile italiana, come non ci sarebbero guerre civili europee. Sarebbe uno vero e proprio scontro per la sopravvivenza che nessun “identitario”, “fascista”, “liberalconservatore”, “fallaciano” potrebbe sperare di vincere in nome di putridi e falsi ideali figli di quella stessa rivoluzione che ha generato la realtà mostruosa in cui viviamo, sbandierando fasci, soli neri e altre schifezze.

E’ solo affidandosi a Nostro Signore Gesù Cristo e militando sotto le sue bandiere, che si può sopravvivere alla disfatta e pensare di poter ricreare l’embrione di una società cristiana.

Perché questa guerra, questo caos infernale, già in essere, mira a distruggere quei minuscoli scampoli di Cristianesimo, di Verità e di bellezza che resistono nella società europea e a condurci alla disperazione e dunque all’inferno.

Ma i cristiani non disperano perché si affidano all’unico Salvatore e si gloriano di militare sotto i Suoi vessilli, consapevoli che Lui solo vince, regna e impera.

Ciò detto è ovvio che anche i cristiani non potranno stare a guardare quando il succitato bubbone un giorno o l’altro scoppierà. Come abbiamo già menzionato, l’obiettivo delle forze diaboliche  che hanno in odio tutta l’umanità è il Cristianesimo e, anche in Europa, gli attacchi contro chiese, edicole e immagini cristiane vanno moltiplicandosi a ritmo vertiginoso. [5]Che siano musulmani, fanatici dei centri sociali, streghe femministe, la loro battaglia è la stessa.

Pertanto è importante pregare, affidarsi a Nostro Signore e alla sua misericordia e giustizia oltre a vigilare e a prepararsi spiritualmente e fisicamente temprando il proprio animo e il proprio corpo per la guerra che verrà.


[1] https://www.cnews.fr/videos/france/2018-10-03/gerard-collomb-aujourdhui-vit-cote-cote-je-crains-que-demain-vive-face-face
[2] https://www.youtube.com/watch?v=gv0XmKE5Lkg
[3] https://www.corrispondenzaromana.it/limmigrazione-incontrollata-e-il-rischio-di-una-guerra-civile-in-europa/
[4] https://www.radiospada.org/2017/09/l-avanzata-islamica-in-europa/
[5] http://www.occhidellaguerra.it/francia-attacchi-chie[

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