Nostra Signora della Fortuna, la polena che salvò una bimba genovese

grazie a I segreti dei vicoli di Genova

L’altare maggiore [della Chiesa dei SS. Vittore e Carlo in via Balbi], opera dello scultore G.B. Casella, proviene dalla diruta cappella della famiglia Sauli nella Chiesa di San Domenico. Dopo la distruzione di questo Convento, l’altare, smontato, venne dapprima destinato ad una Chiesa in Africa e in seguito invece venne portato qui dove lo vediamo oggi. Entro la nicchia era conservata una statua di San Domenico e alla base scolpite storie della vita del Santo.

Entro la nicchia, ove un tempo vi era San Domenico, è oggi conservata la statua di N.S. della Fortuna: essa ha una storia molto particolare che la lega al mare e ad un miracolo, la conoscete?

La storia narra di un freddo giorno di inverno, il 17 gennaio 1636, nel quale una furiosa tempesta si abbatté sul porto di Genova distruggendo le navi in esso ancorate.

Il giorno seguente i genovesi, ancora increduli per la spaventosa bufera che aveva flagellato il porto della Superba, tra i rottami delle navi ritrovarono quasi intatta la polena di una nave irlandese, alta due metri e trentacinque, raffigurante una signora con in braccio un bimbo, che, messa all’asta, fu acquistata da due marinai e portata nei fondi di un palazzo di porprietà Lomellini nei pressi di Via Balbi e lì lasciata a prendere polvere, abbandonata al suo destino fino a che un giorno accadde qualcosa di miracoloso: una bimba cadde dalla finestra di uno dei piani alti di quel palazzo “atterrando” a terra illesa. La bimba raccontò che una signora in abiti azzurri, uscita dal magazzino del piano terreno, l’aveva presa in braccio appena prima che toccasse il suolo. 

La gente si precipitò in magazzino e si trovò di fronte la “nostra” polena che subito fu ritenuta miracolosa e tutti in essa riconobbero la Madonna con in braccio Gesù Bambino. Spolverata, ripulita e vestita di ricchi abiti di raso la statua fu trasportata con una solenne processione nella vicina Chiesa di San Vittore (la quale si trovava tra Via Pré e l’odierna Via Gramsci). A seguito della sconsacrazione di questa antica Chiesa la statua venne trasportata in San Carlo e collocata in una cappella laterale e successivamente sull’altare maggiore dove tuttora si trova. […]

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