Qualche riflessione al margine del Congresso Mondiale delle Famiglie

di Geranius

Mentre mi accingo a scrivere queste righe un corteo infernale percorre le strade di Verona vomitando bestemmie, follia e demenza. Siamo di fronte ad un orribile insulto a Dio e alla città oltre che a quel che resta della sua memoria e tradizioni cattoliche.

Colpevoli di questo atto sono anche le autorità cittadine, il Comune e la prefettura di Verona che hanno concesso a streghe femministe e uranisti di scendere in piazza.

Sono le stesse autorità che con esecrabile ipocrisia, pretendono di tenere il piede in due staffe proclamando a gran voce il loro sostegno alla famiglia “tradizionale” (come se ne esistessero di altri tipi) e affermando nel contempo che la legge 194 è una grande conquista sociale e non si mette in discussione.[1] Così, come del resto ha fatto lo stesso Salvini, ha dichiarato il sindaco Sboarina facendo anche sue le parole del governatore del Veneto Zaia per il quale “l’omofobia è una malattia mentale”.

Sboarina ha anche dichiarato che “uomini e donne devono essere liberi di scegliere la propria vita e di esprimere le proprie opinioni. Ma proprio tutti devono poterlo fare, anche i convegnisti del WCF che sono stati coperti da fake news gratuite, intimidazioni e strumentalizzazioni. In questi stessi giorni a Verona anche il circolo Pink ha utilizzato sale comunali per esprimere la propria idea, per loro nessuno ha avviato lo screditamento mediatico”.

Il problema è proprio qui cari Sboarina, Salvini, Zaia e simili impostori..il liberalismo è peccato, per richiamare il titolo del pregevolissimo testo di monsignor Sardà y Salvany. Il liberalismo a cui intimamente aderite vi fa gettare la maschera. Così concedete sale comunali e piazze ai buoni (definiamoli così con tante riserve) e ai cattivi perché siete parte del sistema demonocratico che ci ha regalato la legge 194 e questo sistema con le sue regole fa parte di voi. Avviene dunque che nello stesso giorno in cui partecipate al Congresso dichiarate anche il vostro sostegno ad una legge omicida che grida vendetta al cospetto dell’Altissimo.

Caro Salvini, il Santo Rosario che sventolavi come uno yo yo prima delle elezioni non è un giocattolo. Ti stai rendendo ridicolo con i tuoi compari “a Dio spiacenti ed ‘a nemici sui”.

Qualche parola sarebbe da spendere anche sul Congresso stesso, sull’”ecumenismo” tipicamente conservatore che ha riunito eretici e postconciliari oltre ad un vescovo di Verona che poco meno di un anno fa abbracciava un personaggio scandaloso, un “don” sodomita dichiarando che era un “suo prete”.

Per chiudere con l’ultima perla questo florilegio, quest’oggi in un comunicato stampa gli organizzatori del Congresso dichiaravano di dissociarsi da chi pensa che l’omosessualità conduca all’inferno.[2]

Di fronte a questo cerchiobottismo, ci permettiamo di consigliare ai cattolici, permettendoci di utilizzare le parole dell’Altissimo “Il vostro parlare sia sì, sì, no, no, il di più viene dal maligno.”.


[1] http://www.larena.it/territori/citt%C3%A0/sboarina-non-si-mette-in-discussione-la-legge-194-1.7229413

[2] https://www.facebook.com/provitaonlus/photos/a.454494691256425/2217224541650089/?type=3&theater

4 Commenti a "Qualche riflessione al margine del Congresso Mondiale delle Famiglie"

  1. #Massimo Meridio   30 Marzo 2019 at 9:50 pm

    Il peccato originale di questo congresso, come di quello di tante simili manifestazioni di pensiero, è come al solito, il non essere confessionale

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  2. #bbruno   31 Marzo 2019 at 10:16 am

    Con questi “difensori” della famiglia molto accomodanti, non si salva certo l’ Italia e l’Europa, che della famiglia in senso rigorosamente cristiano ha fatto il suo fondamento. Che ‘sovranismo’ o ‘populismo’ si va cercando se non si ha un’ idea ”sovrana, cioè esclusiva della famiglia, da tutto un ‘popolo’ condivisa? Gridano tutti, in fondo, che non siamo più nel Medioevo, che i ‘diritti’ non si toccano, e dicono bene: siamo nell’Incubo assoluto! Godiamoci la bellezza e la varietà del mercato multiculturalista, e della sua folla!

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  3. #fhrui   31 Marzo 2019 at 1:31 pm

    “Il liberalismo a cui intimamente aderite vi fa gettare la maschera. Così concedete sale comunali e piazze ai buoni (definiamoli così con tante riserve) e ai cattivi perché siete parte del sistema demonocratico che ci ha regalato la legge 194 e questo sistema con le sue regole fa parte di voi”.
    Ahimè…

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  4. #Diego   31 Marzo 2019 at 3:12 pm

    Concordo al 100% con questo splendido articolo!

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