Si ritorna in grande stile con la rubrica di moda più impopolare di sempre: suggerimenti per salvaguardare modestia, buon gusto e femminilità e per sopperire alla loro mancanza, o alla mancanza di specchi. [RS]

feat. Monnicraft

  1. Il velo non è un vezzo, ma un obbligo – specie al momento della S. Comunione – previsto dal CJC (codice di diritto canonico) del 1917, il testo normativo cui fare riferimento se si ritengono le leggi promulgate successivamente al Concilio Vaticano II quantomeno dubbie. Peraltro, il CJC del 1984 se pur non lo menziona, di certo non lo abolisce.
  2. Si porta in Chiesa (in particolare durante la S. Messa) a motivo della natura sponsale della fede cattolica: “durante la liturgia, l’uomo e la donna non rappresentano solo se stessi, ma l’uomo – ogni uomo – rappresenta Cristo, lo Sposo: la donna rappresenta il genere umano, la natura umana sposa del Verbo”. [fonte]
  3. Per la medesima ragione, è simbolo della sottomissione dell’umanità a Cristo. E’ quindi strumento della rappresentazione gerarchica ed ordinata del cosmo, che avviene durante la S. Messa. Angeli inclusi, anche se non li vedete: “Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli”, 1Cor 11,10.
  4. La ragione più ovvia per cui si indossa il velo è l’umiltà. Come l’uomo in chiesa si toglie l’eventuale cappello, che – specie i cappelli di un tempo – gli conferisce un aspetto più distinto e gli regala centimetri in altezza, così la donna copre la “gloria” (è San Paolo a chiamarla così) donatale dalla natura per mortificare l’amor proprio, non indulgere a pensieri di vanità e non indurre distrazioni inopportune in chi la circonda.
  5. Maria Santissima portava il velo (tutte le visioni mistiche lo confermano e l’iconografia è assolutamente uniforme in tal senso) e ogni donna dovrebbe cercare di assomigliare il più possibile alla nostra dolce Madre celeste.

Adesso che conoscete questi 5 aspetti fondamentali del velo muliebre, non avete più scuse per sostenere di non averne bisogno. E, grazie a Monnicraft, non avete nemmeno scuse per non comprarlo, in quanto le sue creazioni sono bellissime e accessibili.

MODELLI
Monnicraft realizza 4 modelli principali; le misure possono essere personalizzate e su richiesta sono disponibili colori e fantasie. I bordi in pizzo variano.
Triangolare: lato lungo 1m ca., lati obliqui (dietro) 75cm ca.
Rettangolare: 140x45cm ca. 
Mantilla: 140x60cm ca. perfetto per coprire anche le spalle, o solo come scialle
Infinity veil: velo tubolare 3 in 1 (velo, mantilla, coprispalle) lunghezza totale: 130x60cm . Lunghezza piegato: 65x60cm

COLORI
Norme che regolino il colore del velo non esistono. Esistono però tradizioni, a livello nazionale, che nel tempo si erano ben consolidate nell’uso comune.
In Italia si utilizza soprattutto il velo di forma triangolare, a volte rettangolare, con i seguenti colori: nero per le donne sposate, grigio o nero per le vedove, bianco per le nubili.
In altri paesi la tradizione è differente: in Spagna la mantilla andava per la maggiore, in particolare in nero.
In Europa centrale e orientale non si era stabilito l’uso esclusivo del velo di pizzo, ci si copriva con fazzoletti, scialli e sciarpe.
Negli Stati Uniti, ove l’utilizzo del velo è più presente al giorno d’oggi, spesso si seguono i tempi liturgici abbinandosi: viola per la quaresima, oro o rosso per il Natale, ecc…

Ecco una breve galleria di immagini esemplificative:

velo triangolare (nero)
velo triangolare (bianco)
velo rettangolare
velo infinity (tubolare)
mantilla

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