Anticristi, anticristiani, terroristi, cristiani, martiri.

Sin dal primo momento della diffusione della notizia degli attacchi alle chiese e agli hotel in Sri Lanka c’è stato stupore ed incredulità. I primi titoli di testate giornalistiche erano chiari e diretti: “Attacco ai cristiani”, “Pasqua di sangue” e così via. Da questa parte del mondo siamo sempre meno abituati ad articoli del genere e notizie simili ci paiono così lontane e così distanti dalle nostre vite complicate quotidiane. Questo ovviamente non vuol dire che non accadano più, semplicemente, la stampa è proiettata in modo sbilanciato verso altre religioni. Ricordiamoci l’attacco non molto tempo fa nella moschea in Nuova Zelanda e la risonanza mondiale che tale evento ebbe. Ecco, leggere appunto “Attacco ai cristiani” nel 2019 ci sembra incredibile. Invece non lo è.

Jacinda Ardern, primo ministro Neo Zelandese, con l’hijab, dopo l’attentato alla moschea a Christchurch

Secondo uno studio di Open Doors 2019 World Watch List, la persecuzione nei confronti dei cristiani aumenta in un modo a dir poco allarmante. La ricerca indica che nei primi 50 paesi elencati, ogni giorno muoiono 11 cristiani per la loro fede.

Sono dati assurdi per noi che viviamo in un periodo di emancipazione, tolleranza religiosa, condivisione, confini aperti e multiculturalismo. Ci sembra incredibile, essendo stati abituati (male) dalla stampa mondiale, che da sempre indica come unici colpevoli gli uomini bianchi (e cristiani). Com’è possibile che nel 21esimo secolo, dopo anni e anni di indottrinamento revisionistico, accadano ancora cose del genere? Possibile che i cristiani siano per una volta vittime e non carnefici? Possibile che tutto ciò accada anche in Europa, culla della civiltà e della tolleranza?

Il 2019 è stato un anno terribile da questo punto di vista, ma che si conferma una continuazione del 2018, dove solo in Francia sono stati registrati più di 800 attacchi vandalici alle chiese. Si può discutere e catalogare sotto voci diverse questi attacchi, ma tuttavia rimangono un numero allarmante e un dato tragico per una società aperta e tollerante come la nostra. Febbraio 2019 ha visto ulteriori attacchi alle chiese, il più grave è stato l’incendio doloso appiccato nella chiesa di San Sulpizio. Anche in Germania, alla cattedrale di San Paolo a Monaco, il giorno della vigilia di Pasqua, 3 uomini subsahariani sono entrati in una chiesa facendo scoppiare petardi e generando panico. Gli uomini si sono diretti verso la sacrestia, ma sono stati fermati da alcuni fedeli coraggiosi. Dal caos creato, fortunatamente ci sono stati solo pochi feriti. Ma pensiamo che le ragioni per le quali nessuno ne abbia parlato nei telegiornali, siano altre, non l’assenza di vittime. I 3 uomini hanno gridato Allahu Akbar mentre entravano in chiesa e questo è molto significativo.

La chiesa di San Sulpizio

Quando sentiamo di attacchi ai cristiani, solitamente si tratta di attacchi avvenuti in luoghi lontani dalla civile Europa e quei “pochi” attacchi che accadono qui nelle nostre terre, sono minimizzati all’inverosimile, tant’è che nessuno ci crede. Ecco perché leggendo nei titoli principali dei giornali “Pasqua di sangue” ci è sembrato incredibile. Deve esserci sicuramente stata una svista nelle direzioni giornalistiche conformi al pensiero unico. Forse perché era impossibile nascondere il crudelissimo attacco mirato alle chiese e ai cristiani. La situazione in Sri Lanka è drammatica e piano piano che si investiga si comprende che era un attacco voluto e preparato da tempo. Ma aspettiamo ancora un po’ prima di giungere a conclusioni. Anche se non è difficile capire di cosa si tratti realmente…

Andiamo a vedere piuttosto ciò che succede attualmente nel mondo che è altrettanto incredibile, ma purtroppo è tutto vero.

  • Nella Corea del Nord il Cristianesimo è il nemico numero 1 dello stato. I cristiani sono visti come un elemento ostile nella società. Se i cristiani vengono scoperti, non solo vengono deportati in campi di lavoro o peggio uccisi direttamente, ma anche le loro famiglie (fino alla quarta generazione) subiscono lo stesso destino. Tuttavia si stima ci siano quasi 300 000 cristiani che resistono nonostante il regime
  • In Afghanistan, al Cristianesimo non è concessa l’esistenza L’Afghanistan è uno stato islamico per legge. La costituzione non permette l’esistenza a nessun’altra religione. La conversione al cristianesimo viene considerato un alto tradimento alla famiglia, alla tribù e al paese. Spesso c’è solo una via d’uscita per i cristiani scoperti e catturati: la morte. I convertiti vengono considerati letteralmente pazzi, di conseguenza vengono rinchiusi in ospedali psichiatrici e le loro case vengono distrutte.
  • In Somalia, i cristiani sono un obiettivo di alto valore
    Le stime indicano che il 99% dei somali è di religione musulmana e tutte le altre minoranze religiose sono pesantemente perseguitate. In molte zone rurali, gruppi militanti islamici come al-Shabab governano de facto e che trattano i cristiani come obiettivi di altissimo valore, i quali spesso appunto vengono uccisi direttamente. Recentemente la situazione è peggiorata moltissimo in quanto la caccia ai cristiani impegnati politicamente è aumentata. Un tentativo di aprire una chiesa in Hargeisa fallì dato che il governo subì la pressione della popolazione islamica, che era contraria.
  • In Libia, i credenti subiscono violenze mortali
    Dopo la morte di Gheddafi, la Libia è caduta nel caos e nell’anarchia che hanno permesso a svariati gruppi militanti islamici di controllare parti del paese. I cristiani converti libici subiscono violenze e abusi. Il paese è pieno anche di lavoratori migranti che vengono attaccati e violentati. Queste violenze aumentano se i migranti sono anche cristiani. I credenti dalle altre parti del continente sono altresì minacciati. Nessuno potrà scordare il video dei lavorato egiziani uccisi dall’ISIS sulle coste libiche.
  • In Pakistan i cristiani sono costantemente minacciati e discriminati.
    I cristiani continuano a vivere nella paura quotidiana di essere accusati di blasfemia che potrebbe portare ad una sentenza di morte. L’esempio più famoso è il caso di Asia Bibi, la quale dopo più di 10 anni nel braccio della morte, fu scagionata dalle accuse di blasfemia, generando una serie di proteste significative in tutto il paese, contro questa decisione. Mettendo a rischio non solo la vita di Asia e della sua famiglia, ma anche dei giudici che presero la decisione. I cristiani in Pakistan sono considerati cittadini di seconda classe e le conversioni sono altamente rischiose.
  • In Sudan i convertiti sono perseguitati.
    Il Sudan viene governato da uno stato islamico autoritario dal 1989. Sotto la guida del presidente al-Bashir, il paese ha applicato diritti limitatissimi per le minoranze religiose e restrizioni pesantissime sulla libertà di parola o di stampa. Moltissimi i cristiani arrestati, tantissime chiese distrutte e tante altre in attesa di essere demolite. Nelle montagne Nuba, c’è un conflitto in corso tra le forze governative e i gruppi ribelli e i convertiti cristiani non sono liberi di crescere i loro figli cristianamente in quanto potrebbero essere scoperti.
  • In Eritrea i cristiani vengono imprigionati in container.
    Dal 1993, il presidente Afwerki è il responsabile di un regime brutale autoritario fondato sulla violazione dei diritti umani. Molte forze governative hanno condotto campagne di cattura ed imprigionamenti di centinai di cristiani. Forzandoli a condizioni disumane e rinchiudendoli in container.
  • In Yemen, i cristiani sono le prime vittime della guerra civile e della fame.
    La guerra civile attuale ha causato una delle peggiori crisi umanitarie recenti e non solo. Il caos della guerra ha permesso ai gruppi radicali islamici di controllare alcune regioni dello Yemen. Questi gruppi radicali hanno intensificato le persecuzioni sui cristiani. Questa crisi generale umanitaria viene gestita prevalentemente da organizzazioni islamiche e moschee locali le quali chiaramente aiutano prima i musulmani e discriminano tutti gli altri appartenenti alle altre religioni.
  • In Iran è illegale convertirsi e predicare.
    Ai cristiani è vietato condividere la loro fede con i non cristiani. I servizi religiosi in persiano, la lingua ufficiale, sono vietati. I convertiti dall’Islam sono perseguiti dal governo e nel caso venissero scoperti ad avere luoghi di culto nelle case, rischiano l’arresto. La società iraniana è guidata dalla Legge Islamica, che limita al massimo i diritti e le possibilità dei cristiani. Il governo vede i cristiani come un tentativo di rovesciare il regime islamico dell’Iran. I leader di gruppi cristiani convertiti sono stati arrestati e condannati a scontare anni in prigione per “crimini contro la sicurezza nazionale”.
  • In India ci sono persecuzioni senza precedenti. Nel secondo paese più popolato nel mondo i cristiani hanno subito persecuzioni senza precedenti sia dallo stato che dalla società Hindu. Dal 2014 i cristiani e le chiese vengono prese di mira, considerandoli come minacce per la cultura induista. Spesso vengono addirittura tagliati fuori dalle forniture locali di acqua o dai sussidi governativi. In India il cristianesimo viene visto come una minaccia ed essere cristiani è diventato rischiosissimo

Essere cristiani a quanto pare è diventato rischiosissimo. Questi dati riguardano un mondo forse a noi lontano, ma ciò ci serva per essere vigili e attenti. Ciò deve essere un monito per tutti noi cullati dal comodo Occidente. Il mondo è sempre più vicino ed unito e questa vicinanza risulterà pericolosissima.

Per quanto però tutte queste cose possano essere gravi, vorremmo porre l’attenzione però su un altro aspetto più importante. Poco dopo l’attacco in Sri Lanka, come di consueto sono arrivati i primi tweet di alcuni personaggi famosi, in particolare un tale Barack Obama e una certa Hillary Clinton.
Questi personaggi esprimendo solidarietà alle vittime se ne escono con una definizione che non è passata inosservata. I fedeli cristiani, vittime, sono stati accomunati tutti con “Easter worshippers”, “adoratori della Pasqua”.
Ora, qualsiasi spiegazione teologica sarebbe inutile, come anche i tentativi scarsi di giustificazione della parola utilizzando ragionamenti del tipo di “errore di traduzione”. Sulla spiegazione teologica è inutile perché lo gridano anche le pietre. Se i fedeli vanno nelle chiese ad assistere alle funzioni pasquali, è perché sono Cristiani, non di certo perché sono musulmani. Sui ragionamenti vuoti sull’ “errore di traduzione” stendiamo un piccolo velo pietoso, in quanto la polemica è partita prima da oltreoceano, più precisamente dagli Stati Uniti, solo successivamente è stata riportata anche in Italia. Tuttavia, la cosa più curiosa è che gli stessi personaggi (Obama e la Clinton) non hanno esitato minimamente a menzionare la parola “musulmano” quando dovettero esprimere solidarietà dopo l’attentato in Nuova Zelanda.

Questo è una piccola parte però. Perché più osserviamo il mondo e più vediamo che ci sono una miriade di piccoli dettagli che sommati rendono più chiara l’idea di una nuova religione creata ad hoc. Una religione, che senza paura possiamo definire come anticristiana.

Una nuova fiammante, moderna ed inclusiva religione, che ha le sue preghiere, le sue storie, i suoi profeti, nuovi simboli e nuovi stendardi. Una religione che coinvolge scrittori, artisti, attori, banchieri, atei, liberali, comunisti, ex no-global, pseudo proletari, ricchi investitori, bambine con le trecce. Presto sapremo anche il nome di questa scintillante nuova religione. Ma intanto abbiamo i messaggeri della pace che stanno preparando la strada…

Stiamo vivendo un periodo di grande confusione, di grande dispersione e di trionfo dell’egoismo. Una catena incredibile di eventi che ciclicamente si ripetono e che fanno vittime. Tantissime. Siamo soli in questa guerra continua. Lacerante e umiliante, ostinata e ripetitiva. Ora i nemici del Cristianesimo neanche si scomodano più per trovare escamotage linguistici. Semplicemente ignorano qualsiasi cosa abbia a che fare con Cristo e il Cristianesimo. E’ assurdo ed incomprensibile questa continua e noiosa solidarietà estrema nei confronti di religioni lontane dalla civiltà occidentale, da parte di rappresentanti dell’Occidente morente.
O meglio, non è assurdo, noi sappiamo i veri motivi ma non sono affrontabili su questi lidi virtuali, perché hanno a che fare con la Fede, con l’Anima, la Salvezza Eterna e la Dannazione Eterna.

Non ci stiamo lamentando del mancato sostegno di ex presidenti o quasi tali. Noi siamo Cristiani, Cattolici, soldati di Cristo e siamo abituati ad essere derisi, umiliati, massacrati, uccisi, è ciò che i potenti dell’epoca fecero anche con il Figlio dell’Uomo, figuriamoci se non lo fanno con noi. Ma noi abbiamo un solo unico stendardo, quello della Croce e tale seguiremo, fino alla fine. Ecco perché bisogna essere vigili, attenti, con gli occhi aperti, sempre aperti. Riconoscere il Male, le insidie, le nuove edulcorate parole e resistere e combattere e pregare tanto perché non sarà sempre così, sarà anche peggio.

3 Commenti a "Anticristi, anticristiani, terroristi, cristiani, martiri."

  1. #angela   26 Aprile 2019 at 8:05 pm

    Sarà anche peggio di ora, vero, ma solo perché i….”cattolici conciliari” son convinti di essere ciò che non sono e seguono gli anticristi, in bianco o locali….se si svegliassero una buona volta, allora tutto cambierebbe, ma forse non vogliono svegliarsi: meglio il pensiero collettivo tranquilizzante. La Chiesa ha avuto la missione di evangelizzare la terra, ma si è prima incartata nella propria sicurezza e peccati correlati, in primis di superbia, quindi si è fatta sostituire da usurpatori, ladri e briganti, mercenari e lupi che ne hanno modificato il dna, in “officina”. La Chiesa doveva preparare gli uomini alla parusia ma si è arresa…. né + né – di come è sempre avvenuto con il diluvio, Babilonia ed il Sinedrio: la storia si è ripetuta. L’apocalisse lo dice da due millenni, il piccolo resto sarà circondato da ogni parte dai nemici.

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  2. #Catholicus   29 Aprile 2019 at 9:42 am

    Da un settimanale diocesano: il Papa: davanti a tante sofferenze (Massacro in Sri Lanka), farsi costruttori di ponti, non di muri. Il Vescovo locale dal 23 al 29 è in “pellegrinaggio di dialogo” in Marocco, con una quarantina di persone, cristiani (?) e musulmani. Siamo al delirio, alla mistica del dialogo sterile, senza portare Cristo. Altro che mistica fascista del ventennio!
    La risposta di un altro blogger: “La “mistica fascista” (credere, obbedire, combattere) inflazionata agli italiani nella fase declinante del fascismo (seconda metà anni trenta) in forme da pseudo cultura di massa e giustamente satireggiata, era comunque molto più seria della “mistica del dialogo” della gerarchia cattolica attuale.

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  3. #angela   29 Aprile 2019 at 10:45 pm

    https://www.riscossacristiana.it/perche-notre-dame-ricorda-le-torri-gemelle-seconda-parte-di-mario-di-giovanni/
    dolo dal vertice…e le torri furono 3, la terza senza aerei

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