G. K. Chesterton e il fascismo

di Luca Fumagalli

Come tutti gli uomini di genio, G. K. Chesterton (1874-1936) sfugge a facili interpretazioni di parte. Il suo pensiero è troppo complesso e la sua produzione così poliedrica che è impossibile collocarlo all’interno di categorie troppo rigide.

Nonostante ciò, lo scrittore inglese è stato più volte vittima di dicerie tendenziose come, ad esempio, quella di essere stato un simpatizzante del fascismo. L’associazione di Chesterton alle idee di Mussolini e di Franco è stata suggerita da qualche critico e l’accusa ritorna ciclicamente a infiammare il dibattito intorno alla sua figura.

È vero che Chesterton provò una vaga simpatia per il fascismo italiano durante gli anni Venti – prima di schierarsi decisamente contro di esso – e che dopo l’incontro con Mussolini, avvenuto nel 1929, se ne tornò a casa con un’impressione almeno in parte positiva del dittatore (come uomo, non certo come politico). Tuttavia, è altrettanto vero che a Mussolini sempre preferì papa Pio XI, da cui fu ricevuto in udienza in quello stesso 1929, e che a più riprese difese il suo libro La resurrezione di Roma da ogni possibile associazione con l’ideologia fascista.

Le uniche “colpe” che si possono imputare a Chesterton sono forse quelle di aver inizialmente dipinto il fascismo troppo benevolmente – convinto, come l’amico Hilaire Belloc, che qualsiasi cosa fosse meglio della plutocrazia internazionale – e, in seconda istanza, di aver elogiato il corporativismo (per quanto, a suo parere, fosse comunque meno valido del distributismo).

In molti però dimenticano, o fingono di dimenticare, che Chesterton mai si sottrasse dal criticare aspramente l’autoritarismo mussoliniano. Era allergico alle dittature, di qualsiasi segno esse fossero, e preferiva di gran lunga la libertà inglese alla disciplina latina. Non a caso si paragonò a un vecchio francese che alla fine del XVIII secolo metteva in guardia i connazionali dai pericoli della barbarie rivoluzionaria.

Per quanto riguarda il caso spagnolo, Chesterton non ebbe invece modo di esprimere un giudizio articolato dato che morì prima che Franco prendesse il potere. Nondimeno non è difficile supporre che, se lo scrittore fosse vissuto più a lungo, le sue simpatie sarebbero andate ai nazionalisti. D’altro canto la guerra civile venne interpretata dai cattolici come una crociata contro le forze della sovversione anticristiana: in questo senso i repubblicani, che distruggevano chiese e uccidevano preti, frati e suore, ai suoi occhi non sarebbero apparsi troppo diversi dagli odiati nazisti.

Una tale posizione non avrebbe comunque fatto di Chesterton un fascista, così come non erano fascisti Arnold Lunn, Alfred Noyes, mons. Ronald Knox, Christopher Hollis, Christopher Dawson, Evelyn Waugh e tutti quei “papisti” britannici che si schierarono con Franco. La loro non fu un’adesione ideologica ma una pura e semplice scelta di realpolitik. Lo dimostra anche il poeta sudafricano Roy Campbell, il quale combatté come volontario tra le fila dei nazionalisti durante la guerra di Spagna eppure non fu mai un estimatore di Mussolini.

Anche in un senso più lato e “moderno” del termine, intendendo con fascismo tutto ciò che ha il vago sentore di anti-democratico e di bellicoso, difficilmente Chesterton potrebbe essere accusato di alcunché: così come detestava l’imperialismo britannico e l’eccessiva intromissione dello stato nella vita privata dei cittadini, allo stesso modo difendeva la famiglia – bastione della libertà – e il diritto alla proprietà privata. Era inoltre di indole pacifica e pure con i suoi più acerrimi avversari combatté una diuturna battaglia di idee senza mai offendere o aggredire nessuno.

Se si vuole stare per un attimo all’assurdo gioco delle definizioni d’accatto, a conti fatti Chesterton fu più anti-fascista che fascista.

G. B. Shaw e G. H. Wells incontrarono Stalin, e anche se non ne condannarono gli eccidi – accecati, com’erano, dai loro vaneggiamenti utopistici – nessuno dei due è mai stato accusato di stalinismo. Perché a Chesterton continui a essere riservato un diverso trattamento rimane un mistero, o forse no…

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