Maria Valtorta. Le condanne del pre e del post-concilio

di Giuliano Zoroddu


L’affaire Maria Valtorta (Caserta, 14 marzo 1897 – Viareggio, 12 ottobre 1961) si trascina da oltre sessant’anni nel panorama ecclesiastico e la presunta mistica riscuote certamente curiosità, se non anche venerazione presso i cattolici. Del resto, in un periodo come il nostro, con una Chiesa vittima di una cinquantennale occupazione modernistica sempre più palesemente tale, è naturale che il popolo sia sballottato dai venti e magari si butti a capofitto in rivelazioni private (vere o presunte) che danno spiegazioni immediate al dramma in corso, facendo però dimenticare che solo una è la Rivelazione che conta, quella fatta da Dio nella Tradizione e/o nella Sacra Scrittura, fedelmente insegnata dal bimillenario magistero della Chiesa Cattolica. Chiesa Cattolica che si è pronunziata varie volte sull’opera di Maria Valtorta. Lo ha fatto per esempio nel 1959, quando il Sant’Offizio iscrisse nell’Indice dei Libri Proibiti i quattro volumi de Il Poema dell’Uomo-Dio (vedi foto)

E di tale condanna ne dava spiegazione l’Osservatore Romano del mercoledì 6 gennaio 1960 nell’articolo del “Una vita di Gesù malamente romanzata”

In altra parte del nostro Giornale è riportato il Decreto del S. Offizio con cui viene messa all’Indice un’Opera in quattro volumi, di autore anonimo (almeno in questa stampa) edita all’Isola del Liri. Pur trattando esclusivamente di argomenti religiosi, detti volumi non hanno alcun “imprimatur”, come richiede il Can. 1385, 1 n.2 C.I.C. L’Editore, in cui una breve prefazione, scrive che l’Autore, “a somiglianza di Dante ci ha dato un’opera in cui, incorniciati da splendide descrizioni di tempi e di luoghi, si presentano innumerevoli personaggi i quali si rivolgono e ci rivolgono la loro dolce, o forte, o ammonitrice parola. Ne è risultata un’Opera umile ed imponente: l’omaggio letterario di un dolorante infermo al Grande Consolatore Gesù”. Invece, ad un attento lettore questi volumi appaiono nient’altro che una lunga prolissa vita romanzata di Gesù. A parte la vanità dell’accostamento a Dante e nonostante che illustri personalità (la cui indubbia buona fede è stata sorpresa) abbiano dato il loro appoggio alla pubblicazione, il S. Offizio ha creduto necessario metterla nell’Indice dei Libri proibiti. I motivi sono facilmente individuabili da chi abbia la certosina pazienza di leggere le quasi quattromila pagine di fitta stampa. Anzitutto il lettore viene colpito dalla lunghezza dei discorsi attribuiti a Gesù e alla Vergine SS.ma; dagli interminabili dialoghi tra i molteplici personaggi che popolano quelle pagine. I quattro Vangeli ci presentano Gesù umile, riservato; i suoi discorsi sono scarni, incisivi, ma della massima efficacia. Invece in questa specie di storia romanzata, Gesù è loquace al massimo, quasi reclamistico, sempre pronto a proclamarsi Messia e Figlio di Dio e ad impartire lezioni di teologia con gli stessi termini che userebbe un professore dei nostri giorni. Nel racconto dei Vangeli noi ammiriamo l’umiltà ed il silenzio della Madre di Gesù; invece per l’autore (o l’autrice) di quest’opera la Vergine SS.ma ha la facondia di una moderna propagandista, è sempre presente dappertutto, è sempre pronta ad impartire lezioni di teologia mariana, aggiornatissima fino agli ultimissimi studi degli attuali specialisti in materia. Il racconto si svolge lento, quasi pettegolo; vi troviamo nuovi fatti, nuove parabole, nuovi personaggi e tante, tante, donne al seguito di Gesù. Alcune pagine, poi, sono piuttosto scabrose e ricordano certe descrizioni e certe scene di romanzi moderni, come, per portare solo qualche esempio, la confessione fatta a Maria da una certa Aglae, donna di cattivi costumi (vol. I, p. 790 ss.), il racconto poco edificante a p. 887 ss. del I vol., un balletto eseguito, non certo pudicamente, davanti a Pilato, nel Pretorio (vol. IV, p. 75), etc. A questo punto viene, spontanea una particolare riflessione: l’Opera per la sua natura e in conformità con le intenzioni dell’autore e dell’Editore, potrebbe facilmente pervenire nelle mani delle religiose e delle alunne dei loro collegi. In questo caso, la lettura di brani del genere, come quelli citati, difficilmente potrebbe essere compiuta senza pericolo o danno spirituale. Gli specialisti di studi biblici vi troveranno certamente molti svarioni storici, geografici e simili. Ma trattandosi di un… romanzo, queste invenzioni evidentemente aumentano il pittoresco e il fantastico del libro. Ma, in mezzo a tanta ostentata cultura teologica, si possono prendere alcune… perle che non brillano certo per l’ortodossia cattolica. Qua e là si esprime, circa il peccato di Adamo ed Eva, un’opinione piuttosto peregrina ed inesatta. Nel vol. I a pag. 63 si legge questo titolo: “Maria può essere chiamata la secondogenita del Padre”: affermazione ripetuta nel testo alla pagina seguente. La spiegazione ne limita il significato, evitando un’autentica eresia; ma non toglie la fondata impressione che si voglia costruire una nuova mariologia, che passa facilmente i limiti della convenienza. Nel II vol. a pag. 772 si legge: “Il Paradiso è Luce, profumo e armonia. Ma se in esso non si beasse il Padre, nel contemplare la Tutta Bella che fa della Terra un paradiso, ma se il Paradiso dovesse in futuro non avere il Giglio vivo nel cui seno sono i Tre pistilli di fuoco della divina Trinità, luce, profumo, armonia, letizia del Paradiso sarebbero menomati della metà”. Qui si esprime un concetto ermetico e quanto mai confuso, per fortuna; perché se si dovesse prendere alla lettera, non si salverebbe da severa censura. Per finire, accenno ad un’altra affermazione strana ed imprecisa, in cui si dice della Madonna: “Tu, nel tempo che resterai sulla Terra, seconda a Pietro ”come gerarchia ecclesiastica..”. L’Opera, dunque, avrebbe meritato una condanna anche se si fosse trattato soltanto di un romanzo, se non altro per motivi di irriverenza. Ma in realtà l’intenzione dell’autore pretende di più. Scorrendo i volumi, qua e là si leggono le parole “Gesù dice…”, “Maria dice…”; oppure: “Io vedo…” e simili. Anzi, verso la fine del IV volume (pag. 839) l’autore si rivela … un’autrice e scrive di essere testimone di tutto il tempo messianico e di chiamarsi Maria. Queste parole fanno ricordare che, circa dieci anni fa, giravano alcuni voluminosi dattiloscritti, che contenevano pretese visioni e rivelazioni. Consta che allora la competente Autorità Ecclesiastica aveva proibito la stampa di questi dattiloscritti ed aveva ordinato che fossero ritirati dalla circolazione. Ora li vediamo riprodotti quasi del tutto nella presente Opera. Perciò questa pubblica condanna della Suprema S. Congregazione è tanto più opportuna, a motivo della grave disobbedienza.

Ma si obietterà che dopo il Concilio Paolo VI abolì l’Indice dei Libri Proibiti, quindi l’opera valtortiana, liberata dalla proscrizione, abbia ottenuto una qualche riabilitazione. Ed effettivamente il dubbio si pose e a per appianare la questione il Cardinale Giuseppe Siri, Arcivescovo di Genova, nel 1985 scrisse al Cardinale Joseph Ratzinger, allora Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede il quale, il 31 gennaio di quello stesso anno, così rispondeva:

Eminenza reverendissima, con lettera del 18 maggio pp, il Reverendo…chiedeva a questa Sacra Congregazione, una chiarificazione circa gli scritti di Maria Valtorta, raccolti sotto il titolo: “Il Poema dell’Uomo Dio“, e se esisteva una valutazione del Magistero della Chiesa sulla pubblicazione in questione con il corrispettivo riferimento bibliografico. In merito mi pregio significare all’Eminenza Vostra – la quale valuterà l’opportunità di informare il reverendo … – che effettivamente l’opera in parola fu posta all’Indice il 16 dicembre 1959 e definita da L’Osservatore Romano del 6 gennaio 1960, “Vita di Gesù malamente romanzata”. Le disposizioni del decreto vennero ripubblicate con nota esplicativa ancora su l’osservatore Romano del 1º dicembre 1961, come rilevabile dalla documentazione qui allegata. Avendo poi alcuni ritenuta lecita la stampa e la diffusione dell’Opera in oggetto, dopo l’avvenuta abrogazione dell’Indice, sempre su l’Osservatore Romano (15 giugno 1966) si fece presente quanto pubblicato su A.A.S. (1966) che, benché abolito, l’Index conservava tutto il suo valore morale, per cui non si ritiene opportuna la diffusione e raccomandazione di un’Opera la cui condanna non fu presa alla leggera ma dopo ponderate motivazioni al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti. Grato di ogni sua cortese disposizione in proposito, profitto dell’occasione per confermarmi con sensi di profonda stima dell’Eminenza vostra reverendissima.

Dev.mo Joseph Cardinale Ratzinger

La questione quindi è abbastanza chiara: la Chiesa ci invita a leggere altro!

22 Commenti a "Maria Valtorta. Le condanne del pre e del post-concilio"

  1. #angela   29 Aprile 2019 at 10:41 pm

    Ho letto già 2 volte l’Opera e invito a leggerla, ne vale la pena: nulla di peccaminoso o romanzato, ma molto realismo ed anche molta schiettezza nell’affermare certe realtà ecclesiali dell’epoca, certo marciume, l’arrivo dell’anticristo, la realtà del peccato originale . Questo fu il motivo della messa all’indice (tra l’altro il cardinale era massone, quello che seguiva la pratica). E l’Opera è in linea col linguaggio di La Salette, non a caso la neochiesa anticristica ha censurato anche lì, oltre Fatima. Consiglio in particolare i Quaderni che sono extra all’Evangelo come mi è stato rivelato, ed anche l’autobiografia, se si vuole capire l’oggi. Pio XII lesse il Poema e disse di pubblicarlo com’era. Io ritengo che dagli anni 50 la massoneria abbia dominato il vaticano, se Pio XII ebbe a dire “persino il card.Tardini mi ha tradito” e se per punire Montini lo mandò a Milano (anche Roncalli x punizione finì in Bulgaria) Pio XII fu avvelenato si dice (archiatra Galeazzi). Il dopo 1958 non mi convince.

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    • #Emma   12 Agosto 2019 at 9:43 pm

      Grazie Angela, e aggiungo: tutto quello che viene detto dal 1959 in poi sull’Opera, non solo non mi convince, ma non mi riguarda più.

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  2. #terranovas   30 Aprile 2019 at 9:16 am

    Peccato che quel Sant’Offizio fu lo stesso che, soli pochi anni prima, mise all’Indice perfino il Diario della Divina Misericordia di suor Faustina Kowalska e l’immagine del Gesù Misericordioso che oggi possiamo ammirare in tante nostre Chiese.
    Ed è giusto conoscere che uno dei commissari che stroncò l’Opera valtortiana era mons. Giovanni Pepe che si rese responsabile anche della messa all’Indice di ben otto biografie di padre Pio da Pietrelcina.
    Per sapere di più su come andò a finire questa storia invito a leggere l’articolo e la documentazione riportata nel link:
    https://clubamicivaltortiani.forumfree.it/?t=75372883

    Concludo questo intervento ricordando come lo stesso articolista anonimo dell’Osservatore Romano auspicava:
    «Gli specialisti di studi biblici vi troveranno certamente molti svarioni storici, geografici e simili».
    Ebbene gli specialisti si sono cimentati a trovare questi svarioni, come l’ing. Jean-François Lavère e il dott. Liberato De Caro, che però non hanno potuto far altro che documentare come i dati contenuti nell’Opera di Maria Valtorta sono veri e reali, esatti fino all’evidenza scientifica.

    In attesa di nuovi pronunciamenti della Chiesa Cattolica sull’Opera della mistica Maria Valtorta, che si presenta a noi con tutte le autentiche caratteristiche di una rivelazione privata, invito ad una maggiore prudenza su questi scritti che, come hanno detto Santi e Santi della Chiesa Cattolica, sono degni di essere letti e conosciuti.

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  3. #Iulianus   30 Aprile 2019 at 12:57 pm

    In attesa di nuovi pronunciamenti s’hanno da accettare questi e non si deve in modo deplorevole rigettarli per pareri personali.
    Quanto poi ai contenuti il solo fatto che il peccato originale come descritto dalla Valtorta sia di natura sessuale è “peregrino”, ma non solo, va contro l’unanime consenso dei Padri.
    Ma meglio seguire presunte rivelazioni private (che se vere, beninteso, non vanno disprezzate) piuttosto che limitarci alla Chiesa e alla Rivelazione Pubblica come fondamento primario della nostra Fede.

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  4. #Redazione RS   30 Aprile 2019 at 1:01 pm

    Non si deve dimenticare che, ci piaccia o non ci piaccia, la Chiesa ha potestà sulle rivelazioni private! Così La Salette il cui messaggio poteva destare perplessità fra i semplici fu secretato. La Chiesa ha il diritto ed il dovere di pronunziarsi su questi fenomeni per la tutela della Fede e della sua credibilità e per il bene dei fedeli. Fenomeni che Dio concede non per renderci migliori quanto alla condotta morale principalmente e non per istruirci sulle verità della fede, quasi fossero una appendice della Rivelazione Pubblica, conclusasi con la morte di san Giovanni

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  5. #angela   30 Aprile 2019 at 2:27 pm

    Personalmente concedo a Dio di parlarci come vuole, la Rivelazione è conclusa con Gesù Cristo, non x ciò è applicata ed estrinsecata in tutta la propria ampiezza. Gesù Cristo ci ha avvisati che non eravamo pronti ad aprirci a tutta la rivelazione e lo Spirito Santo ci avrebbe fatto capire ed estrinsecato. I santi hanno tenuto in piedi la struttura, non è la struttura di x sé autonoma ed è provato dai fatti dell’oggi nonché dal credo ove la Chiesa è santa. La Chiesa è sposa fedele ma purtroppo adultera anche, nei suoi membri, soprattutto nell’ultimo settantennio ove è riuscita ad adulterare persino la rivelazione onde rappacificarsi con la mondanità, quindi le sanzioni della seconda metà del XX secolo a me non fanno purito alcuno: quella non è Chiesa ed è ormai lampante a chiunque voglia non esser cieco. Quanto a Maria Valtorta mi è stata utile per non errare, utile molto. Che poi Benedetto XV e Pio XI si siano ribellati al volere di Dio che attraverso Maria chiedeva la consacrazione della Russia è altro indice di loro non santità personale i cui frutti pure costatiamo amaramente, che uno dei 2 si sia anche dichiarato superiore a Maria, nel 1929, quando decise per ciò di non fare quanto richiesto, si vede come non sia stato gradito a Dio.

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    • #Redazione RS   30 Aprile 2019 at 2:34 pm

      Se la lettura dell’opera porta a una concezione falsa della rivelazione pubblica, come di quelle private, ribadiamo l’invito a non leggerla e ci uniamo alle condanne che la Chiesa, tramite il Sant’Offizio fece a suo tempo

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      • #angela   30 Aprile 2019 at 9:21 pm

        Concezione falsa? Papa Pio XII la approvò e disse di pubblicarla, non fa testo per voi?

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        • #Redazione RS   1 Maggio 2019 at 5:18 pm

          Sulla approvazione data oralmente da Pio XII non ci sono prove documentarie, a parte le testimonianze di coloro che pubblicarono l’opera. Del resto il Sant’Offizio comandò che si ritirasse l’opera già negli Anni Quaranta

  6. #Fabiana   30 Aprile 2019 at 10:06 pm

    Vorrei soltanto capire secondo quali canoni “la lettura dell’opera porta a una concezione falsa della rivelazione pubblica”. Io posso soltanto dire che prima di conoscere questo grande dono di Dio, perchè tale è per me, ero il solito cristiano da “credo in Dio ma non credo nella Chiesa”. E se oggi invece riesco davvero a vedere la Chiesa come istituzione Santa fondata da Cristo è solo grazie a lei, che mi ha fatto comprendere infinitamente meglio il Vangelo. Per questo alcuni prelati, prima di sputarci sopra, dovrebbero farsi qualche ragionamento, a mio parere.

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  7. #Daniele   30 Aprile 2019 at 10:32 pm

    Le apparizioni non avvengono per integrare le verità di fede ma per aiutarci. SE Dio invia la Madonna ai nostri tempi è solo per questo.
    Finiamola col disprezzare le profezie. Prima di pentircene amaramente.

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    • #Redazione RS   1 Maggio 2019 at 5:15 pm

      Nessuno disprezza apparizioni e profezie legate a rivelazioni private approvate dalla Santa Madre Chiesa. Diciamo solo che in questo caso manca l’approvazione, anzi vi è la disapprovazione.

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  8. #Rita Cel.   1 Maggio 2019 at 4:16 pm

    Quindi, voi credete che la Madonna sia stata una specie di utero in affitto, quando nel suo lamento sulla morte del figlio, descrisse il concepimento come Gesù che “scese così piccino da essere contenuto nel fiore della menta selvatica”? Scese dunque, già formato… dunque non dal seme di Maria? Grande eresia. Leggete, leggete….. Ultimo libro. Li ho letti tutti e poi li ho rivenduti subito dopo.

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  9. #Iulianus   1 Maggio 2019 at 6:53 pm

    Ricordiamo anche come contro tutta la Tradizione e contro gli stessi dati archeologici scientifici e contro ogni buon senso e razionalità, la “mistica” grafomane sosteneva anche che san Pietro non sia sepolto in Vaticano …

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  10. #angela   1 Maggio 2019 at 7:14 pm

    a Rita Cel. e Iulianus, disinformatori sull’opera, voi non siete scesi così piccini da essere contenuti nel fiore della menta selvatica? L’anima è creata da Dio al concepimento anche x voi mentre il corpo è generato anche x voi e minuscolo. Mi risulta che non ci siano notizie false nell’opera.
    http://www.valtortamaria.com/operaminore/quaderno/4/manoscritto/76/26-agosto-1948https://www.academia.edu/33923273/DOSSIER_-_LA_VERA_TOMBA_DI_S._PIETRO
    Alla redazione: La Salette è stata approvata dalla Chiesa. Maria Valtorta è stata letta da papa Pio XII che disse a padre Berti: pubblichi com’è , chi legge capirà. Il card.Siri fu anche lui favorevole. La chiesa di Roncalli e Bea, non la volle? che coincidenza!

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    • #Iulianus   1 Maggio 2019 at 7:52 pm

      Anzitutto il Cardinale Bea stimava l’opera, non vi trovava nulla di male.
      Ed il fatto che molti la stimassero non inficia il fatto che la Chiesa giustamente l’ha rigettata (se poi lei rigettata quello che dice la Chiesa pazienza, ci manca solo che mi erga a giudice della di lei coscienza!).
      Su Pio XII faccio mio ciò che giustamente ha fatto notare La Redazione: “Sulla approvazione data oralmente da Pio XII non ci sono prove documentarie, a parte le testimonianze di coloro che pubblicarono l’opera. Del resto il Sant’Offizio comandò che si ritirasse l’opera già negli Anni Quaranta”.
      Il fiore della menta selvatica … non so di cosa si stia parlando ed infatti io personalmente ho fatto notare due cose dell’opera generale della Valtorta.
      – l’idea del peccato originale come imitazione superba dell’atto creatore di Dio attraverso l’atto sessuale umano. Anzitutto la copula è stata comandata da Dio e la perversione di essa è posteriore al peccato; tutti i Padri concordano nell’affermare la verginità di Adamo e di Eva al momento della cacciata dall’Eden; consiglio la lettura di sant’Agostino in merito nel De civitate Dei contra paganos.
      -l’idea poi che san Pietro non sia sepolto in Vaticano.

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    • #Iulianus   1 Maggio 2019 at 8:06 pm

      Sulla tomba di san Pietro.
      Dopo il martirio il corpo dell’Apostolo fu seppellito poco distante dal posto dal Circo dove fu crocefisso. Qui ce lo testimonia il famoso presbitero Gaio quando parla del trophaeum.
      La traslazione del corpo avvenne, temporaneamente, nel 258 e successivamente fu riportato al suo luogo originario. Come testimoniato dalla venerazione del luogo della confessione dal secolo II fino al XVI.
      http://www.vatican.va/various/basiliche/san_pietro/it/necropoli/tomba.htm
      http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV2043_Guarducci_Verita_tomba_San-Pietro.html
      La mistica invece dice il contrario:
      http://www.valtortamaria.com/operaminore/quaderno/4/manoscritto/76/26-agosto-1948

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  11. #Miles C. Terni   1 Maggio 2019 at 7:24 pm

    a me basta ciò che disse p.Pio.

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    • #Redazione RS   1 Maggio 2019 at 10:33 pm

      Quindi la Chiesa ha sbagliato a proscrivere le opere, secondo lei.
      Il Cardinale Bea che lei dice massone – sicuramente un modernista e un personaggio nefasto che però seppe ben mimetizzarsi per molto tempo – aveva dell’opera valtortiana un ottimo concetto, come il suo

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  12. #Emma   11 Agosto 2019 at 10:02 pm

    “Pubblicate quest’Opera così come sta: chi legge capirà” (S.Pio XII). A me basta quello che ha detto lui (l’aggiunta del titolo Santo è licenza mia). Leggete, leggete, leggetelo…

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