Piccolo vademecum antiscientista, per sopravvivere al laboratorio di massa

Lo dice la lascienzah ed è così. Sicuri? Radio Spada offre ai suoi lettori il PDF dell’articolo di A. Giacobazzi “Piccolo vademecum antiscientista, per sopravvivere al laboratorio di massa”, pubblicato ne La Tradizione Cattolica n. 3 del 2018: cliccare sul collegamento qui sotto [RS]


3 Commenti a "Piccolo vademecum antiscientista, per sopravvivere al laboratorio di massa"

  1. #Aristarco De' Strigidi   23 Aprile 2019 at 4:17 pm

    Per odiare qualcosa e/o vederci un rivale, basta non capirci granchè.
    Ecco per l’ appunto le SCIENZE.

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  2. #Diego   24 Aprile 2019 at 12:24 am

    Aristarco, ciò che ha scritto lei è quello che certa pseudoscienza fa nei confronti della religione: non ci capisce nulla e la vede come un nemico/un rivale/una superstizione.
    LA VERA SCIENZA NON HA NULLA DA TEMERE DALLA VERA FEDE E LA VERA FEDE NON HA NULLA DA TEMERE DALLA VERA SCIENZA.

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  3. #Ani-sama   29 Aprile 2019 at 9:22 pm

    Questo lavoro non è davvero “antiscientista”, è solo un elenco di alcune delle criticità e dei limiti ben noti a chi opera nell’ambiente e che sono semplicemente dovuti al fatto che la scienza è un fenomeno umano, e come tale soggetto ai numerosi limiti degli esseri umani. Senza stare a preoccuparsi di grandi temi lontani: concretamente, le scienze sono quanto di meglio abbiamo sinora per *descrivere* la realtà e capirla, e la dimostrazione di ciò sta semplicemente nella storia degli ultimi 400 anni. La domanda metafisica è un’altra cosa e non è oggetto di indagine scientifica. Le “assunzioni” della fisica (pag. 8) sono innanzitutto di tipo pratico. Le leggi di natura esistono? Sembra di sì. Le leggi sono scritte in forma matematica? Be’, questo è un po’ scorretto: la matematica è un linguaggio che funziona bene per descrivere tali leggi, tutto qui. Magari ne troveremo altri in futuro. Gli argomenti delle sezioni 2, 3 e 4 sono, come dire, dei non-argomenti. Sono tutte, come già accennato, questioni note a chiunque nell’ambiente, di certo ragioni sensate per cui non ha senso credere nei risultati scientifici in modo ‘assoluto’, ma semplicemente accettarli per ciò che sono: il meglio che abbiamo. E non è poco: è uno dei motivi per cui la vita nel 2019 è molto diversa qualitativamente da quella del 1909.

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