Sabato Santo. La discesa di Gesù agli inferi

di Charlie Bunga Banyangumuka

Dev’essere stato uno spettacolo inaudito vedere gli Inferi inondarsi di luce.

Quel luogo, dove l’unica cosa che brillava era la Speranza dei Padri e dei Giusti, venne investito dalla Luce divina.
Nel luogo da dove si potevano rimirare, dall’alto, le sofferenze dei dannati discese il Figlio, discese nella Gloria.
Difficile immaginare lo stupore di Padri e Giusti ma ancor di più la gioia e le lacrime di Adamo ed Eva, i quali avevano camminato con il Figlio ai tempi del paradiso ormai perduto, che perduto non era più grazie al Sacrificio.
Uno ad uno, coloro che avevano atteso e i Grandi Giusti uscirono dagli Inferi per sempre; difficile immaginare lo sbigottimento del Buon Ladrone. Poche ore prima anch’egli confinato con i Padri in attesa, in breve tempo aveva visto la gloria di Colui che era stato crocifisso e martoriato assieme a lui sul Golghota.

Uno ad uno, da Adamo a Giovanni Battista, i Padri e i Grandi Giusti lasciarono per sempre il luogo della speranza, lo Sheol, fra la costernazione dei demoni.
Nessuno escluso.
Adamo, Giuditta, Giuseppe, Giovanni, Davide,Salomone, Isaia, Giobbe, Giona, Ester, Ruth e tutti salirono dietro al Salvatore, lasciandosi alle spalle per sempre quel luogo. 
E come ci ricordani i mistici, fra questi, forse dietro, uscirono anche dei pagani, i Grandi Giusti che misteriosamente per volontà di Dio scamparono ai cancelli di Satana.
I loro nomi li sapremo solo quando anche noi, se avremo sperato e saremo morti nella Grazia di Dio, vedremo gli angeli ed in mezzo ad essi il Figlio venire a prenderci, come duemila anni fa fece con queste anime.

Dev’essere stato uno spettacolo inaudito vedere gli Inferi inondarsi di luce.

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