[SPADAKITCHEN] I biscotti della gioia di S. Ildegarda

Oramai avrete capito che ho un debole per le ricette antiche, quindi, potevo non fare i biscotti della gioia di S. Ildegarda di Bingen?

Ildegarda di Bingen fu una badessa benedettina medioevale dalla vita straordinaria. Fu una donna coltissima dai mille interessi: fu medico, scienziata, teologa, mistica, profetessa, compositrice, drammaturga, cosmologa, fitoterapeuta, linguista (alla faccia dei secoli bui e degli stereotipi sulla donna oppressa!).

Secondo Ildegarda, il corpo, lo spirito, l’anima e l’ambiente sono i quattro pilastri della salute e sono strettamente legati l’uno all’altro. Così, la nostra alimentazione avrebbe delle conseguenze sulle nostre emozioni. Secondo la teoria dei quattro umori, diffusa a quell’epoca, la tristezza e la collera sono cause di numerose malattie.

Questi biscotti, la cui ricetta ho liberamente tratto da www.betulla.eu, venivano consigliati da S. Ildegarda per il buonumore. Li indicava come rimedio (curativo e preventivo) per fortificare i cinque sensi, rallentare l’invecchiamento (vanno bene per me, che sono entrata da un po’ negli “anta”…), sollevare l’amarezza del cuore, stuzzicare l’intelligenza e rendere lo spirito gioioso. Ildegarda affermava a proposito di questi biscotti: “Dissolvono l’amarezza del cuore, lo calmano e lo dischiudono. Ma spalancano pure i cinque sensi, ti rendono gioioso, purificano i tuoi organi sensoriali, riducono gli umori nocivi e danno al tuo sangue una buona composizione. Ti rendono robusto, gioioso ed efficace nel tuo lavoro”.

Per approfondire la vita di Ildegarda di Bingen, vi consiglio di leggere il libro “Storia e visioni di sant’Ildegarda. L’enigmatica vita di un’umile monaca del Medioevo che divenne confidente di papi e imperatori” di Régine Pernoud.

Era da un po’ che volevo fare i biscotti della gioia e quale migliore occasione della Domenica Laetare? Si chiama così la quarta domenica di quaresima e l’espressione prende il nome dall’inizio dell’introito della Messa di questo giorno: “Laetare Jerusalem”, cioè “Rallegrati Gerusalemme”. In questa giornata, è possibile utilizzare, invece del viola normalmente utilizzato nella quaresima, il colore rosa nei paramenti liturgici. Inoltre, è possibile ornare l’altare di fiori e usare l’organo. Secondo Dom Prosper Guéranger, con questi segni di gioia nella liturgia, la Chiesa vuole felicitarsi dello zelo dei suoi figli: avendo essi percorso metà del tempo di quaresima, la Chiesa vuole stimolare il loro ardore fino alla Pasqua.

Ecco a voi la ricetta!

INGREDIENTI PER CIRCA 40 BISCOTTI:

  • 300 g di farina di farro
  • 150 g di zucchero di canna
  • 100 g di burro
  • 2 uova
  • ½ bustina di lievito in polvere per dolci
  • 8 g di cannella in polvere
  • 8 g di noce moscata grattugiata
  • 5 g di chiodi di garofano macinati

PROCEDIMENTO:

Per prima cosa, fate sciogliere il burro a fuoco basso in un pentolino e fatelo raffreddare.

Poi, in una ciotola capiente setacciate la farina di farro, aggiungete lo zucchero e le spezie. Mettete al centro le uova e poi aggiungete il burro ed il lievito setacciato.

Impastate velocemente con una forchetta e poi proseguite con le mani, fino a creare una palla. Se l’impasto dovesse risultare troppo secco e facesse fatica a compattarsi, aggiungete un po’ di latte. Quando il composto sarà omogeneo, coprite la ciotola con della pellicola trasparente e fatelo raffreddare in frigorifero per circa un’ora.

Dopodiché, con il mattarello stendete l’impasto ad un’altezza di circa 5 mm sulla spianatoia cosparsa di farina. Poi tagliate i biscotti con lo stampino che preferite (io ne ho usato uno rotondo). Trasferiteli su una teglia ricoperta di carta da forno e cuoceteli in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 10 minuti.

I vostri biscotti della gioia sono pronti!

NOTE:

Le dosi delle spezie sono indicativi: se non vi piacciono i sapori troppo forti, usatene di meno.

Alla prossima ricetta,

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