“Arriva il Vaticano III – a rate – e vi dico come finirà” (con nota su Schneider e “Papa eretico”)

A grande richiesta, torna il Guelfo Rosa!

RS: Buongiorno, ormai – a forza di interviste – dovremo pagarla…

GR: Buongiorno. Beh, vedete voi, sappiate che sono caro.

RS: Cos’è questa ipotesi del Vaticano III?

GR: Ipotesi? Il cosiddetto Vaticano III, seguito coerentissimo del II, è già in atto da qualche anno. Lo è per via sinodale, come appunto già sostanzialmente configurato negli anni ’60 e ribadito da Giovanni Paolo II, che non faceva misteri: «Il Sinodo è infatti un’espressione particolarmente fruttuosa e lo strumento validissimo della collegialità episcopale». Diciamo che il Vaticano III un po’ come la “terza guerra mondiale a pezzi”, definizione cara a Bergoglio.

L’attuale regnante non ha fatto grosse rivoluzioni, ha tenuto la stessa auto premendo solo un po’ di più sull’acceleratore: Sinodo delle famiglie, Sinodo dei giovani, ora Sinodo dell’Amazzonia, ecco il Vaticano III, totalmente sulla scia del Vaticano II. Il nuovo “concilio per sinodi” andrà a devastare esplicitamente dove il precedente si è limitato a devastare implicitamente, o dove ha taciuto. Il problema vero e profondo resta però la causa (Montini & friends) e non l’effetto (Bergoglio & friends).

RS: Il Sinodo dell’Amazzonia si annuncia come epocale, no?

GR: Sì, c’è chi dice che “niente sarà più come prima”. Lo ha confermato anche il vescovo Overbeck: la struttura gerarchica della Chiesa sarebbe sotto esame così come la moralità sessuale e l’immagine del sacerdozio. Anche il ruolo delle donne dovrebbe essere riconsiderato.

Ma vedete: “niente è più come prima” da oltre 50 anni, solo che prima lo yogurt era scaduto, oggi… beh, immaginatevi. Il tempo e gli uomini han fatto la loro parte.

RS: In tutto questo i conservatori alla Schneider e Burke rischiano di diventare progressisti in ritardo?

GR: Senza dubbio: restano indietro di un concilio e non hanno capito che hanno cambiato religione. Bergoglio avrà sempre vantaggio su una posizione ibrida, perché potrà sempre dire: “Rileggetevi Unitatis Redintegratio, Nostra Aetate, Dignitatis Humanae, ecc… danno ragione a me”. Ed è vero.

RS: A proposito: Schneider ha ammonito per iscritto Bergoglio. Almeno un vescovo si è svegliato dunque?

GR: Ve l’avevo accennato nella scorsa intervista, qualcosa questi conservatori dovevano fare. Una volta si cantava: “uno su mille ce la fa”. Qui siamo a uno su oltre 5000. Pochino.

RS: Come vede questo atto nell’ambito dell’ampio dibattito in corso sul “Papa eretico”?

GR: Come già accennato, non c’è il libretto d’istruzioni per deporre i Papi. Però la cosa resta ugualmente curiosa.

RS: Perché?

GR: L’ammonizione è avvenuta a voce in privato, poi per iscritto in privato una prima volta, poi per iscritto in privato una seconda volta, poi in pubblico attraverso le note dichiarazioni. Tra l’altro l’ammonizione è su un principio basilare della dottrina, anzi – possiamo dire – sul Primo Comandamento, inoltre è fatta da un vescovo residenziale, dunque dotato di giurisdizione. Se stiamo a ciò che ha dichiarato Schneider si tratta di un intervento specifico volto a far modificare un testo. Ora, secondo alcuni, la Chiesa dovrebbe dichiarare Bergoglio “eretico formale”, giusto? Ma se la gerarchia della Chiesa, attraverso un suo vescovo ausiliare, ha reso noto al pubblico il modus operandi di Bergoglio, che da mesi si ostinerebbe (ancora una volta e ancora di più) a propalare un’eresia, privatamente e pubblicamente denunciata, ora che si dovrebbe fare in concreto? Una condanna scritta? E se sì, come? Una Chiesa in cui un inferiore giudica un superiore? Ribadisco: son discorsi di lana caprina, per ragioni esposte più e più volte. Tra l’altro la “pertinacia” di Bergoglio su questo tema sarebbe (perdonate l’espressione) “quasi provata” pure per altre vie in quanto, sempre secondo alcune ipotesi, l’imputabilità probabilmente risulterebbe già notoria dal momento che “il reo” (siamo passati dal Papa-Re al papa-reo) ha già praticamente riconosciuto, anni fa, di esser cosciente che certe sue affermazioni correvano il rischio di essere contrarie al Magistero della Chiesa. Nel 2015 disse:

Mi sento di dire qualcosa che può sembrare controversa o forse perfino eretica. Non so, ma c’e’ qualcuno che sa che anche con le nostre differenze, noi siamo UNO (uniti). E’ lui che ci sta perseguitando. E’ lui che sta perseguitando i Cristiani oggi, lui che ci unge con (il sangue) de martirio. Lui sa che i Cristiani sono discepoli di Cristo: che loro sono uno, che loro sono fratelli!

A Lui non importa se loro sono Evangelici, Ortodossi, Luterani, Cattolici o Apostolici…a lui non importa! Loro sono Cristiani. E questo sangue (del martirio) unisce!

(vedere video qui https://www.youtube.com/watch?v=_hlw1h-r5Pg )

Nella sostanza lo stesso discorso indifferentista di Abu Dhabi, per cui è stato ammonito da Schneider.

In dubio pro reo, però come diceva Totò: “ogni limite ha una pazienza”…

RS: E quindi?

GR: E quindi ne parliamo un’altra volta. Saluti.

Un commento a "“Arriva il Vaticano III – a rate – e vi dico come finirà” (con nota su Schneider e “Papa eretico”)"

  1. #bbruno   11 Maggio 2019 at 2:49 pm

    non si fanno monizioni non si scrivono lettere, si dànno anatèmi…(se si hanno le palle o, peggio, se non si è la versione moderata della stessa follia)…,

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