Carlo Giuliani, sovranista ante-litteram


di Decimus

Molti di voi ricorderanno la vicenda di Carlo Giuliani e i suoi contorni, forse i più giovani ne hanno solo letto qualcosa. Faccio un breve sunto per contestualizzare: verso la fine degli anni ’90 assistiamo a dei grandi cambiamenti, la guerra fredda è finita o comunque non fa più tanta paura, la società ha assunto abitudini controllabili tramite televisione e media mainstream, l’economia cresce da anni. Il rimbambimento da eccessivo benessere generale della società Occidentale crea terreno fertile per gli scenari di barbarie che stiamo vivendo oggi: mercato mondiale, globalizzazione sfrenata, consumismo senza cervello, il cellulare come status symbol, la Ferragni opinion leader, eccetera.

Al G8 di Genova del 2001 perde la vita un ragazzo che scaglia un estintore contro una camionetta dei carabinieri. Al di là del fatto in sé, delle colpe, degli insabbiamenti, la retorica diventa presto quella ormai collaudata della sinistra extraparlamentare contro il sistema e la polizia. Ma per cosa manifestavano Carlo Giuliani e sodali?

Il suo pensiero, con poche idee e confuse, come tutto ciò che si trovi in quell’area politica, era a tratti simile a quanto predicato da Trump in America e da Salvini, Le Pen, Orbàn qui: stop alle delocalizzazioni, protezionismo, interessi nazionali, un po’ meno liberismo (su questo punto il sovranismo è carente, va detto).

I più puntigliosi potranno contestarmi una certa faciloneria, per esempio asserendo che il Giuliani manifestasse assieme a collettivi anarchici bakuniani, o che alla fin fine questo antiglobalismo fosse diluito con altre cialtronerie della sinistra, ma il discorso non cambia di una virgola. C’è molto rumore di fondo, ma la sostanza non cambia.

Quanto voglio far notare è che in un preciso momento storico, un periodo di fortissimo cambiamento com’è stato il passaggio dagli anni ’90 ai duemila, la sinistra ha capito la truffa del gran capitale senza servirlo passivamente, una volta tanto. Incredibile, eh? La caduta del muro ha fatto miracoli, il cambio del burattinaio ha creato un po’ di pensiero autonomo.

Ovviamente l’unico tema compreso dalla sinistra venne represso, nel sangue a Genova (vd. Diaz), sui giornaloni che hanno sempre ammiccato a temi filocomunisti, nei salotti politici televisivi che iniziavano a diventare format collaudati. Lo fu anche in America e a tutti i livelli, notevole (e ancora d’impatto oggi) il movimento di Richard Stallman contro il copyright e per il software libero. Pensate che hanno snaturato talmente tanto quel po’ di buono che c’era che oggi tutti i ragazzetti che lavorano per Amazon, Google, Facebook sono fan di Stallman, ma servono chi ha distrutto quel modello.

Intendiamoci: nessuno di questi movimenti incontra minimamente le mie simpatie, ma va ravvisato che in neanche vent’anni la sinistra ha completamente cambiato faccia e ora sì che è sostenuta completamente, incondizionatamente, militarmente e a reti unificate da ogni lobby possibile. Pensiamo alle idiozie ambientaliste: quanto c’è dietro alla bambina climatica che va all’Onu e incontra il papa (sempre Soros, Bono Vox, ecc.ecc.) è stato ampiamente smascherato online. Ma il dibattito è così univoco che ci sono anche giornali, giornaletti e “antibufale” (butac su tutti) incaricati di negare l’evidenza, così anche chi magari era riuscito a leggere qualcosa si vede contraddetto da questi gatekeeper del sistema. E lo stesso può dirsi di vaccini, UE, deficit, guerre, moneta e via dicendo.

Col forzoso appiattimento delle classi sociali a favore di persone con decine di miliardi (!) di patrimonio personale, la nuova politica non comunica più con poveri o ricchi (tranne qualche fenomeno rimasto agli anni ’70), ma con chi è distratto dal rumore di fondo generato dalla complessità del mondo moderno e chi ancora ragiona un poco. Qui va collocata la lotta tra globalismo e sovranismo. Le elite che vogliono il commercio mondiale, la moneta (rigorosamente elettronica) mondiale, il governo mondiale, contro chi non ci sta. Ma chi non ci sta è in ritardo, in forte ritardo, perché nel tempo ha ceduto, anche su punti cardine, e anche perché il sistema democratico consente anche al corrotto, al mediocre, al sottoculturato di mettere una X sul simbolo che gli hanno venduto meglio i media. Considerando il potere pressoché infinito dell’apparato mediatico-burocratico, non ci resta che attendere la notte e fare l’opposizione che si può. E anche queste elezioni europee sposteranno di pochissimo l’asticella, vedrete lunedì le proiezioni sui gruppi europei. Questa crisi sociale e morale non si risolve con mezzi umani.

Se in quel 2001 avessimo portato a Carlo Giuliani i programmi dei partiti di oggi, chi avrebbe votato? Io penso di saperlo.

3 Commenti a "Carlo Giuliani, sovranista ante-litteram"

  1. #Diego   24 Maggio 2019 at 1:03 pm

    Andare in giro a volto coperto per tirare estintori alle forze dell’ordine non mi oare la definizione corretta di “rumori di fondo”….
    Da non sottovalutare, inoltre, che oltre alla sua ha rovinato anche la vita di quel povero carabiniere che si è visto costretto a sparare.

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  2. #Silvio andreucci   8 Giugno 2019 at 4:26 pm

    Dunque Carlo Giuliani, estremista di sinistra è potenziale sovranista.quindi un”rossobruno”?

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  3. #andrea carancini   9 Giugno 2019 at 10:13 am

    Quelle ambientaliste non sono idiozie…

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