Europee. Da tradizionalista vi dico: non mi interessa semplicemente un’Europa “dalle radici cristiane”


Nuova intervista col Guelfo Rosa:

RS: Tutti parlano di elezioni europee e radici cristiane…

GR: E che ce ne facciamo di un’Europa con le radici cristiane? Non voglio solo le radici, ma la corteccia, il tronco, i rami, le foglie e soprattutto i frutti cristiani. Perché è dai frutti che li riconoscerete.

RS: Alcuni addirittura si accontenterebbero di fantomantiche radici “giudaico-cristiane”…

GR: Peggio che andar di notte. Si tratta di un’espressione senza senso storico, teologico, filosofico. L’antico mosaismo ebraico si è compiuto nel Cattolicesimo e l’attuale giudaismo è la negazione dell’antico mosaismo ebraico.

RS: La metafora dell’albero va molto di moda.

GR: Sì, mi è piaciuto molto il comunicato della FSSPX che, prendendo le distanze dalla Lettera ai vescovi, diceva su Bergoglio: non si può sradicare un albero cattivo potando solo l’ultimo ramo. L’albero cattivo è il modernismo vaticansecondista, e potare solo il rametto bergogliano significa non incidere sostanzialmente sulla malapianta, anzi forse farle un favore. Badate: come non basta cianciare di radici cristiane per fare un buon albero continentale, non basta potare il rametto begogliano per estirpare l’alberaccio eretico.

RS: La cosa curiosa è che quelli che si accontentano di radici e potature sono tendenzialmente le stesse persone: i conservatori.

GR: Sì, è un discorso che abbiamo fatto molte vole.

RS: Va a votare domani?

GR: Può essere, ma cambiamo argomento che siamo in silenzio elettorale, poi queste europee mi hanno stressato. Basta, davvero, vi faccio io una domanda una volta tanto: una vocina mi ha fatto sapere che su Radio Spada uscirà uno scoop all’indomani del voto, è vero?

RS: Troppo curioso, ci vediamo settimana prossima.

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