Le tendine AntiCristo e il Dio antifascista

Non mi sono ancora ripreso dal video di Alessandra Moretti, esponente telegenica del Pd, che giustifica la decisione del sindaco del Pd di Pieve di Cento, Sergio Maccagnani, di coprire con le tendine i simboli cristianiche appaiono in cimitero per non turbare la sensibilità di chi non è credente. Il progetto, spiega il sindaco, “prevede di montare un sistema di oscuramento motorizzato con teli di tessuto che consentiranno di coprir temporaneamente le immagini sacre e le tombe di famiglia, così da permettere la celebrazione di riti laici”. Pensavo fosse una fake, una gag, una caricatura fatta ai danni del pd, della sinistra e dei laici. Invece, l’esponente nazionale del Pd la riprende sul serio e con favore, nel programma televisivo di Paolo Del Debbio, sottolineando che si tratta di tendini “amovibili”. Non ci posso credere.

Temo che una tendina inamovibile, dura come una cataratta di demenza, sia scesa a oscurare quelle menti. Proviamo a ragionare seppur in presenza di sragione. Una civiltà che da secoli, da millenni, segue dei riti religiosi, adotta i simboli religiosi, vive tra segni della cristianità in ogni luogo (chiese, piazze, ospedali, scuole, palazzi civici, cimiteri comunali, ecc.), a un certo punto dovrebbe occultare i suoi simboli per non recare turbamento a chi non crede. Premesso che ciascuno è libero di credere o no, ma che fastidio, che turbamento, che problema può dare un simbolo cristiano a chi cristiano non è? Se non annette alcun significato a quei simboli, se li declassa a puro arredo funebre, che tormento o affronto subisce? Che sofferenza può avere se è nato e cresciuto in un paese, in una civiltà, in una storia, in cui quei simboli sono e restano prevalenti nei secoli? Capisco che a Notre-Dame il prode Micron, cognome più realista di Macron, dimentichi la “ragione sociale” della cattedrale e la tratti come un monumento laico, statale e repubblicano. Capisco che i cristiani per Obama e per la Clinton siano ridotti a una setta primitiva di “adoratori della Pasqua”. Ma con le tendine AntiCristo abbiamo raggiunto l’Idiozia Perfetta, inarrivabile, che ce la invidieranno i laici e gli anticristiani di tutto il mondo, dallo Sri Lanka al Canada, per toccare tutti i gradi dell’arcobaleno.

E se qualcuno a sinistra si dissocerà da questa idea, come finora non ho sentito, il problema di fondo resta: c’è un rigetto di civiltà, un rifiuto in forma di vomito, di delirio, di odio, verso tutto quello che ricorda la nostra storia, la nostra fede, la nostra cultura. Vergognarsi dei simboli e delle radici nostre, questo è il problema, oltre la buccia alterata di queste posizioni forsennate. E la triste consolazione sarebbe che queste cose accadono solo in Italia dove l’aspetto grottesco, comico, teatrale e surreale, ha sempre avuto uno spazio speciale. E invece no, purtroppo, al di là di questi episodi di folclore e paranoia, il rifiuto della nostra civiltà cristiana è radicale e si inserisce nel più vasto rifiuto della storia, della natura, oltre che del soprannaturale. E si inscrive in una tendenza che con pari fanatismo attacca la famiglia e la nascita, la natura umana e i legami comunitari, la sovranità nazionale e l’amor patrio, quasi a dimostrare che la vera battaglia in corso, passano i secoli ma è una: contro Dio, patria e famiglia, comunque definiti. Un insieme che viene icasticamente rappresentato da un’altra esponente di quella sinistra come “vita di merda”: bisognerebbe fare un’analisi per scovare le feci occulte che si nascondono nelle loro teste.

Questo delirio di civiltà crea nella pancia grande delle nostre città, delle nostre nazioni, dei nostri villaggi globali, un senso imbarazzante di schizofrenia, di delirio, di rimozione, di parricidio e di matricidio, che ci fa vivere da estranei, da clandestini senza permesso di soggiorno, tra le nostre case, i nostri centri storici, i luoghi di culto, i simboli che sono poi l’alfabeto elementare in cui siamo cresciuti e in cui riconosciamo il nostro lessico famigliare. E alle ali estreme o esterne questo delirio di civiltà motiva, giustifica la persecuzione dei cristiani nel mondo, gli eccidi come quello di Colombo, l’odio verso chi espone un crocifisso e non in un paese islamico ma a Roma nel cuore millenario della civiltà cristiana, cattolica, apostolica, romana. O all’opposto giustifica il delirio di qualche “suprematista bianco” che pretende di rispondere all’odio con l’odio, al sangue col sangue, e fa strage. Ma a questo si arriva quando si lasciano le briglie sciolte all’odio e alla pazzia.

Nel catalogo quotidiano di intellettuali da vetrina, nel book con le loro immagini, le loro omelie, non trovo un cenno per criticare questa Imbecillità Militante, non un’analisi se non le consuete contumelie contro Salvini, i fascisti, i sovranisti. Anzi, nei pochi tentativi di giustificare al mondo, l’esistenza di Dio, un teologo che prosegue da privatista, come Vito Mancuso, definisce Dio coi tratti di un partigiano: Dio è antifascista, ha detto l’anima bella, citando don Gallo. Dio non sta nei cieli ma in piazza, possibilmente a piazzale Loreto, e non da martire. Dio non si celebra a Natale o a Pasqua, quando nasce o quando rinasce Gesù Cristo, ma il 25 aprile.

Una boutade, certo, non posso pensare che sia detta sul serio, ma se Dio è antifascista, e nessuno obietta niente, allora è normale che si adottino le tendine per occultare la croce. Perché non gli occhiali bifocali che si oscurano alla vista di un simbolo cristiano? Perché non le croci reclinabili come i sedili, che si abbassano al passaggio di cortei laici o estraibili come i letti dai divani? C’è vita sul pianeta Italia, nella galassia Europa, nel sistema solare umanità, che si ribella a questo corso accelerato di barbarie e di demenza?

Marcello Veneziani, La Verità 30 aprile 2019
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7 Commenti a "Le tendine AntiCristo e il Dio antifascista"

  1. #bbruno   1 Maggio 2019 at 7:05 pm

    e una comunità (si fa per dire) in gran parte ancora cristiana ( si fa ancora per dire) si lascia fare da un sindaco da essa eletto, che la sbeffeggia nel suo essere cristiana! Quindi noi cristiani ci dobbiamo vergognare della Croce del Dio che ha creato il mondo, del Signore Unico del mondo, e che il mondo vuol salvare con gesto d’infinito Amore, per rispetto verso coloro che questo Dio non vogliono e ne vogliono credere uno come pare a loro- a loro immagine (davvero un povero dio…). E questo Dio questa sua Croce, la Croce del Sovrano del mondo, la dobbiamo nascondere, per riguardo verso chi non vi crede, poveri esseri umani “che sono solo un soffio” che presto finisce! e allora che dire di questo stesso Dio, in Gesù Cristo, che ordina ai suoi di andare a predicarlo- a predicare la sua Croce- a tutto il mondo, per la salvezza del mondo???

    Oh che mancanza infinita di rispetto per le cretinaggini umane che i suoi dii se li vuol creare a piacimento proprio !
    Ma per fortuna, niente paura, che a salvarci da questa divina intransigenza, abbiamo ora qui in terra il suo sedicente Vicario – onnicomprensivo – che a queste goffaggini dà “il conforto della sua apostolica benedizione’”…

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  2. #Rosaria Doddis   1 Maggio 2019 at 10:11 pm

    una tristezza infinita verso la prograssiva cecità del cuore dell’uomo verso il suo unicoi Bene…solo la costante preghiera e il buon esempio potranno fare argine al male imperante e dissacrante !

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  3. #bbruno   2 Maggio 2019 at 8:19 am

    …”Ma chi si vergognerà di me davanti agli uomini io mi vergognerò di lui quando verrò nella gloria del Padre mio…”
    E noi di questa vergogna facciamo un vanto….un vanto di convivenza!

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  4. #lister   2 Maggio 2019 at 4:48 pm

    Lo ha insegnato quel tizio che, in pubblico, si veste di bianco: al cospetto di ebrei o maomettani, lui nasconde la Croce.

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  5. #Aristarco De' Strigidi   2 Maggio 2019 at 6:47 pm

    Il rifiuto dei simboli religiosi, di qualsiasi religione parliamo, mi pare una grossa stupidaggine.
    A casa mia per esempio, li potete trovare, in bella vista, tutti, o quasi.
    A dire il vero, data la veneranda età, ne traggo spunto per ricordare i cari (o meno cari) a cui ciascuno di essi fa riferimento.
    L’ unico che mi riesce difficile da digerire é una copia (tradotta in volgare) del corano che, scusatemi il termine, mi é parso una “palla mostruosa” e della cui lettura mi sono servito per tentare di comprendere certune manifestazioni di … stupidità, anche se certi abissi mi risultano ancora incomprensibili.
    Al contrario il candelabro ebraico mi ricorda la persona più intelligente da me conosciuta, anche lui come il sottoscritto, rigorosamente ateo come gran parte degli ebrei (che senso abbia chiamarsi ebreo a questo punto, però non l’ ho capito).
    Del crocefisso, che fa bella mostra di sè sulla porta d’ ingresso, meglio non parlare in quanto legato a ricordi dolorosi ed alla persona più malvagia che abbia mai conosciuta.

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  6. #bbruno   4 Maggio 2019 at 9:33 am

    Quindi il rispetto per i diversi pensieri-religiosi e non – passa arraverso l’azionamento di un tendina in scendere e salire, a comando. Ma in realtà la partita non è a risultato pari: per gli uni c’è il positivo oscuramento dei simboli che infastidiscono, per gli altri c’ è la positiva soddisfazione dei simboli altrui umiliati. Non sarebbe stato meglio allora toglierli di mezzo una volta per tutte questi simboli causa di tanto fastidio?
    Cappella, anzi, edificio come sala neutra, nudi i muri , senza colore alcuno (il ‘bianco o il nero, il rosso o il verde sarebbero già motovi di scontro….) e tutti pari.

    E, quando ci siamo, perché lasciare in piedi, sulla pubblica piazza e sulle vie, quei simboli attraverso i quali per il loro ingombro sembrano voler affermare con prepotenza il pensiero che li sottende, dico la Chiesa Collegiata, e le altre chiese??? facciamo tabula rasa e trionfi il pensiero neutro.

    E, quando ci siamo, ancora, via ogni segno ogni traccia ogni affermazione ogni compimento, in arte in musica in poesia, e nel lavoro, certo, anche nel lavoro… che tragga motivo e ispirazione da quel pensiero, i cui simboli tanto infastidiscono in occasione del rito di addio a quei poveri corpi ai quali non siamo riusciti che rimanessero privi di quel soffio vitale che li teneva in esistenza… Giacché l’ “uomo che cos’ è se non un soffio tra le narici”’ (Isaia 2,22)?

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  7. #Paola Datodi   4 Maggio 2019 at 6:13 pm

    non per “vanitas” ma il commento che avevo postato? ad ogni modo dove la trovo la “bravata” di Vito Mancuso? in Web non mi risulta…

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