di Geranius

Viviamo in una società che negando i diritti di Dio con tutto ciò che ne deriva (aborto, eutanasia e ogni genere di perversione) non può che affermare quelli del nemico,  il serpente antico, omicida fin dal principio che ha in odio il genere umano.

Il satanismo, ossia il culto  e l’adorazione del maligno, da parte di massoneria, sette, conventicole e singoli, esiste purtroppo da secoli nelle sue diverse sfaccettature e mai come al giorno tali gruppi, più o meno segreti sono diffusi nella società.

La musica rock e pop sono anch’essi coacervi di quest’orrore come le dettagliate ricerche del Centro Studi San Giorgio[1] ben illustrano.

E’ proprio negli ultimi anni tuttavia che tale rivoltante realtà è emersa sempre di più nella società e nella vita di tutti i giorni, divenendo mainstream, e dunque per così dire sdoganata.

Ed ecco che corna da diavoli compaiono sulle teste durante festicciole di carnevale anche di bambini, mentre pentacoli e croci rovesciate si diffondono su magliette ed indumenti indossati senza troppi pensieri.

Mi capitò circa un anno fa, in una delle rarissime occasioni in cui mi trovo a prendere il bus, di vedere una bambina di 11-12 anni con la cartella della scuola insieme ad un gruppo di amiche. La piccola, probabilmente reduce dall’ora di ginnastica, portava dei pantaloni della tuta di una, a me sconosciuta, marca di “streetwear” con vistose croci rovesciate. Sono quasi sicuro che la bambina frequentasse pure il catechismo dei modernisti o quantomeno l’ora di “religione”.

Si sprecano pure i tatuaggi di diavoli e ciondoli con pentacoli e alberi della vita sfoggiati in palestra o durante l’aperitivo serale.

Il satanismo, spesso attraverso internet, appare senza andarlo a cercare, e così mentre segui su instagram i profili di confraternite e di processioni spagnole con magnifiche fotografie della Semana Santa, ti appare come profilo sponsorizzato (!) un’immagine satanica, orripilante e blasfema che segnali ovviamente senza successo, ça va sans dire.

Negli Stati Uniti, centro di diffusione di molti fenomeni e fermenti dissolutori che interessano la società contemporanea, il satanismo è stato riconosciuto come culto, vi sono preghiere al demonio in alcune scuole e statue del maligno compaiono anche in luoghi pubblici.

Purtroppo una società che è già prona al culto dell’uomo e dunque del demonio non può che accettare di buon grado tutti questi riferimenti al maligno che ormai pervadono la vita di tutti i giorni.

Va detto infatti che la diffusione di immagini e i simboli demoniaci che diventano brand, che vengano portati consapevolmente o con leggerezza, dimostra la sfacciataggine e il senso di impunità dei servitori del maligno, che in molti casi non agiscono più nemmeno nell’ombra nel corrompere i giovani e i bambini fin dalla più tenera età.

Come i buoni sacerdoti insegnano, quando si aprono delle porte o degli spiragli al male, fosse anche senza pensarci troppo, il nemico vi entra con conseguenze che possono essere inimmaginabili. Non si spiegherebbero altrimenti l’aumento delle possessioni demoniache, i delitti efferati e i fatti di cronaca che sempre più riempiono le pagine dei quotidiani negli ultimi anni.

I cattolici devono pertanto pregare, vigilare, denunciare e combattere strenuamente, memori del fatto che la lotta è in primis contro quei malefici spiriti dell’aria che secondo San Roberto Bellarmino se avessero corpo oscurerebbero il sole al meriggio, consapevoli che portae inferi non praevalebunt.


[1] http://www.centrosangiorgio.com