[MARCIA PER LA VITA] Intervista a Virginia Coda Nunziante

Intervista esclusiva per RS, a cura di Massimo Micaletti

RS: Un bilancio della Marcia 2018? In che cosa può crescere ancora la Marcia e su che cosa può certamente contare?

VCN: Anno dopo anno, edizione dopo edizione, la Marcia cresce in termini di partecipazione e di consensi ma soprattutto si conferma come l’evento pro-life più importante d’Italia e forse d’Europa. Non si tratta di portare episodicamente in piazza decine o anche centinaia di migliaia di persone per protestare contro una minaccia incombente, una legge iniqua che il parlamento si appresta a votare; si tratta di raccogliere e spingere a combattere, ogni anno, con continuità e coerenza, un numero sempre crescente di persone contro una legge promulgata nel lontano 1978 e di cui l’opinione pubblica non si occupa più. Un obiettivo che per essere centrato necessita di tempo, pazienza e dedizione alla causa. L’edizione del 2018 ha registrato la partecipazione di un gran numero di gruppi e associazioni (con diverse delegazioni giunte da tutto il mondo) e soprattutto la presenza di varie figure istituzionali e della politica, segno che l’evento ha contribuito in maniera decisiva a riaccendere i riflettori su di un tema, quello dell’aborto di Stato, che sembrava ormai sepolto sotto una spessa coltre di indifferenza. La Marcia può contare sulla determinazione, l’entusiasmo e la combattività del Popolo della Vita che ha dimostrato di condividerne gli ideali e le linee di azione. Ci aspettiamo che nella IX edizione, ormai alle porte, si confermi il ruolo nazionale ed internazionale della Marcia.

RS: La Marcia si presenta come aconfessionale ma è un dato di fatto che viene animata, partecipata e seguita essenzialmente da cattolici: come vive chi lavora per la Marcia l’attuale insegnamento della Chiesa, che pare trattare certi temi il meno possibile?

VCN: La Marcia per la vita non è aconfessionale. Come cattolici non potremmo esserlo. Non è un’iniziativa ecclesiale, dipendente dalle autorità ecclesiastiche, il che è un’altra cosa. Ma cardinali, vescovi, sacerdoti, sono invitati e graditi e qualcuno di loro, grazie a Dio, è presente di persona o con dei messaggi. Inoltre, chi lavora per la marcia trae ispirazione dal perenne insegnamento della Chiesa che non muta, così come non cambia la natura antiumana di tutte quelle leggi che pretendono di calpestare il diritto naturale e divino e con esso l’uso della retta ragione. La Chiesa sta attraversando forse uno dei periodi più difficili della sua storia, ma ci sono ancora buoni Pastori che rimangono fedeli all’insegnamento di nostro Signore e che ci incoraggiano con le loro preghiere e con il loro fattivo impegno.

RS: Come ogni anno, la Marcia è stata preceduta da un convegno che riscuote sempre crescente attenzione: nasceranno altre iniziative dalla Marcia?

VCN: Senz’altro. Nel corso del tempo gli eventi collegati alla Marcia per la Vita sono cresciuti ed è stato proprio questo uno degli obiettivi che gli organizzatori si sono proposti fin dall’inizio: ingrossare il fiume della Marcia attraverso l’azione dei molteplici affluenti che si sarebbero inevitabilmente sviluppati nel corso del tempo; proprio sul modello della Marcia americana che è diventato semplicemente il punto di confluenza di una serie di eventi ed iniziative pro-life antecedenti e conseguenti all’evento. Essa, così, non si riduce ad una sola giornata di mobilitazione, ma diventa un contenitore dove far crescere e sviluppare la cultura della vita.

Quest’anno infatti, oltre al convegno del Comitato Verità e Vita che si svolge la mattina stessa del 18 maggio, alla Lumsa (scarica qui il programma), ci saranno due importanti eventi internazionali, prima e dopo la Marcia. Il congresso di Voice of the Family all’Angelicum (16-17 maggio) (qui il programma) e quello dell’Accademia Giovanni Paolo II per la Vita umana e la Famiglia all’Hotel Massimo d’Azeglio (20-21 maggio) (qui il programma).

RS: Quali nuove sfide intravede per la difesa della Vita?

VCN: La vita è minacciata da più parti, è inutile nasconderlo. La negazione dell’intrinseca dignità di ogni essere umano fatto a immagine e somiglianza del Creatore e la conseguente riduzione dell’uomo a semplice oggetto da manipolare e scartare a piacimento ha fatto sì che proprio i soggetti più deboli ed indifesi siano finiti sotto attacco. Le nuove sfide sono rappresentate, almeno in Italia, dal probabile varo di una legge a chiaro sfondo eutanasico. La popolazione italiana ed europea in generale è a rischio estinzione grazie al diffondersi di una cultura contraccettiva e all’azione congiunta di norme contrarie al diritto naturale. Parallelamente, aumenta progressivamente il numero degli over 65 e degli ultraottantenni, tanto che tra qualche decennio il nostro paese diventerà un ospedale a cielo aperto, che non potrà più garantire assistenza e cure agli anziani. Da qui ad eliminare il problema con l’eutanasia attiva e passiva il passo è breve, soprattutto in un clima di generale disprezzo della vita umana. La sfida principale è quella di destare le coscienze sopite da decenni di propaganda antiumana e di omicidi legalizzati. Senza un generale risveglio di questa consapevolezza circa l’uomo ed il suo essere nel mondo le sorti dei bambini non nati e di tutti gli esseri umani bisognosi di cure e di amorevole assistenza sono segnate. Da un punto di vista naturale le speranze sono certamente poche ma sappiamo che nulla è impossibile a Dio e all’uomo che in Lui confida. Per questo, fulcro della Marcia per la Vita è l’ora di adorazione che si svolge la sera precedente l’evento.

RS: Difesa della Vita e politica: ritiene che ci siano le premesse per una nuova stagione di difesa del concepito?

VCN: La politica non è ancora pronta ad impegnarsi seriamente per difendere la vita umana innocente, vista l’attitudine al compromesso insita nel gioco politico, nonché il generale disinteresse a trattare certi temi particolarmente scomodi che vanno a toccare presunti diritti ormai acquisiti. Ma il nostro compito è quello di contribuire a formare una generazione di politici davvero interessata a fare gli interesse della nazione, a legiferare nella direzione del vero bene comune. Per tale motivo, i primi ad avere le idee chiare devono essere coloro che con il loro impegno e la loro dedizione alla causa possano essere di modello per le istituzioni e per la politica. In altre parole, non sono tanto coloro che  difendono le ragioni della vita ad avere bisogno della politica ma è la politica che ha bisogno di loro, soprattutto del loro esempio. Con i suoi principi ben definiti e gli obiettivi strategici chiaramente delineati la Marcia Per la Vita rappresenta una fucina dove possono formarsi gli uomini e i politici di domani.

RS: Alcuni si stupiscono che il Movimento per la Vita italiano non partecipi alla Marcia per la Vita: come spiega questa situazione? Cosa direbbe agli iscritti al MpV ed al suo presidente (che è cambiato da un anno, nella persona di Marina Casini, figlia di Carlo, storico presidente del MpV) per invitarli all’evento?

VCN: In realtà, molti militanti e anche alcuni membri del Consiglio direttivo del Movimento per la Vita partecipano alla Marcia e ne condividono gli obiettivi. Anche per i dirigenti del Movimento per la Vita e di tutti quei movimenti che si ispirano alla difesa della vita dal concepimento fino al suo termine naturale vale il discorso fatto per i politici: la Marcia ha una forza intrinseca che la rende naturalmente attrattiva. Marina Casini è stata già invitata l’anno scorso a partecipare e, con lei, accoglieremo con gioia in piazza tutti i rappresentanti dei movimenti a favore della vita che esistono in Italia.

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