Mons. Williamson a Reggio. Intervista a C. Cammarata, storico esponente dell’associazione copatrocinante UnaVox

Breve testo introduttivo degli intervistatori C. Lugli e A. Corsini:

Come molti sapranno, il prossimo giugno S.E.R. Mons. Richard Williamson sarà in visita in Italia, dove terrà due importanti conferenze: una a Reggio-Emilia ed una a Roma.
La novità in effetti è rappresentata dalla tappa di Sua Eccellenza a Reggio. Già da diversi anni il Rev.do don Curzio Nitoglia organizza a Roma – come puntualmente anche quest’anno in data giovedì 6 giugno – una conferenza tenuta da Mons. Williamson.
La cosa interessante e, come dicevamo, la novità, è l’evento che si terrà a Reggio-Emilia domenica 2 giugno, alle ore 20.30 presso l’Hotel Posta (piazza del Monte, 2 – pieno centro storico) soprattutto per la sinergia organizzativa con il quale è stato promosso.
Sono quattro le sigle che patrocinano la conferenza presieduta da Sua Eccellenza. Spicca, oltre alla casa editrice Radio Spada, la casa editrice
EFFEDIEFFE. Importante poi la presenza dell’Associazione Culturale “Pietro e Marianna Azzolini”, unica, fra le quattro realtà patrocinanti, ad essere tutta reggiana, già distintasi varie volte per il coraggio e la dedizione verso la ricerca della verità, sia dal punto di vista culturale, che da quello della fede cattolica.
La quarta sigla è quella di Una Vox, che abbiamo deciso di intervistare proprio a riguardo della presenza di Mons. Williamson a Reggio-Emilia, in quanto crediamo che fra i tanti personaggi di rilievo presenti nel cosiddetto ambiente tradizionalista, il Sig. Calogero Cammarata, storico ed instancabile direttore di Una Vox, meriti di essere ascoltato ed intervistato proprio su questo evento e sulla figura del vescovo britannico – che lui ben conosce – consacrato vescovo nel 1988 ad Êcone da Mons. Marcel Lefebvre, fondatore
della Fraternità Sacerdotale San Pio X. L’intervista è curata da Cristiano Lugli e Alessandro Corsini.

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CL e AC: Gentile Sig. Cammarata, prossimamente avremo l’onore di avere in Italia Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Richard Williamson. Come vede questa visita di Sua Eccellenza?


CC: È da diversi anni che Mons. Richard Williamson viene in Italia, ospite di diversi gruppi soprattutto al Nord; egli conosce bene la realtà tradizionale in Italia e non è apologetico ricordare che i frutti si sono visti: alcune delle poche vocazioni italiane hanno portato nuovi sacerdoti sia alla Fraternità San Pio X, sia alla cosiddetta “Resistenza Cattolica”, il gruppo internazionale che fa capo allo stesso Mons. Williamson e agli altri tre vescovi:
Mons. Faure, Mons. Tomás de Aquino e Mons. Zendejas. Quest’anno egli terrà due conferenze, una a Reggio Emilia e una a Roma, e senz’altro sarà un piacere ascoltarlo su quelli che sono stati i suoi temi più cari fin da quando insegnava al seminario di Ecône: le grandi encicliche papali che condannano la modernità e il modernismo.


CL e AC: In particolare, Una Vox co-patrocina l’importante conferenza che Mons. Williamson terrà il 2 giugno prossimo a Reggio-Emilia: “Dalla Pascendi a Fatima: l’attualità della crisi nella Chiesa”. Perché ha deciso di mettere la sigla di Una Vox su questo evento?

CC: Il nostro rapporto con Mons. Williamson risale a diversi anni fa, a prima dell’incredibile 2012 quando venne allontanato dalla Fraternità San Pio X. Patrocinare la presenza pubblica di Mons. Williamson in Italia è come ricordare che i vescovi fedeli alla Tradizione vanno difesi e sostenuti da chi sente di dover rimanere ancorato alla Chiesa di sempre e ai suoi insegnamenti, che sono quelli di Nostro Signore. Oltre ad essere un
dovere morale è un piacere personale e di gruppo.


CL e AC: Potremmo dire che Una Vox sia il megafono italiano per antonomasia di Mons. Williamson?


CC: Forse è eccessivamente lusinghiero per noi. Tuttavia, quando ci rendemmo conto che i concisi ed edificanti scritti settimanali di Mons. Williamson – i “Commenti Eleison” – avevano una diffusione internazionale tranne che in Italia, se non a titolo sporadico, prendemmo la decisione di assumerci noi questo gradito compito; dopo aver interpellato
Sua Eccellenza ci dedicammo a tradurre e a pubblicare in maniera sistematica quelli ed altri suoi scritti, nonché i testi di omelie e conferenze.


CL e AC: Da quanto tempo vi dedicate alle traduzioni delle omelie e dei tanti scritti di Monsignore?

CC: Sono passati più di nove anni e ci è sembrato opportuno farlo soprattutto quando il lavoro svolto da Mons. Williamson trovò l’ingiustificato ostacolo dell’allora Superiore Generale della Fraternità, Mons. Bernard Fellay, che riteneva, sorprendentemente, che Mons.
Williamson si servisse della diffusione dei suoi scritti per tessere una “rete” di contatti.
La cosa ci apparve pretestuosa, come se il dovere di un vescovo della Chiesa non fosse proprio quello di tessere reti per pescare tante più anime, come insegna Nostro Signore.


CL e AC: Vedete quindi nella linea presa da Williamson un porto sicuro per la tradizione cattolica e per la Fede?

CC: Come accennato prima, la linea di Mons. Williamson è paradossalmente il risultato dell’ostracismo da lui subito da parte degli passati vertici della Fraternità San Pio X. E questo vale per gli altri vescovi e sacerdoti della “Resistenza Cattolica”. Chiunque legga gli scritti di Sua Eccellenza si rende facilmente conto che la sua linea è quella stessa di Mons. Marcel Lefebvre; come si fa a non vedere in questa linea, dunque, un porto sicuro per la Tradizione cattolica e per la Fede? La questione è che è difficile, in questo
moderno bailamme ecclesiale, tenere duro e restare saldi nella Fede, come esortava San Pietro, tenendo sempre presente l’insegnamento dello stesso Apostolo: ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini.


CL e AC: Allo stesso tempo le chiediamo: auspica una riconciliazione fra la “resistenza” di Williamson e i vertici della Fraternità Sacerdotale San Pio X?

CC: Io credo che in termini di riconciliazione le prime preoccupazioni siano concretamente dell’attuale dirigenza della Fraternità. Certo, si sono create molte fratture, che non ruotano solo intorno a Mons. Williamson, oggi la cosiddetta “Resistenza Cattolica” conta quattro vescovi e più di cento sacerdoti, in gran parte provenienti dalla Fraternità San Pio X. Le due forze messe insieme assommano a sette vescovi e quasi ottocento sacerdoti, un
baluardo formidabile che, con l’aiuto di Dio, potrebbe costituire la vera cittadella della Tradizione, di cui la Chiesa e il mondo hanno un grande e urgente bisogno. Dobbiamo pregare instancabilmente perché si possa giungere ad una ricomposizione, e dobbiamo anche pregare la Santissima Vergine perché guidi i passi, i pensieri e le intenzioni del nuovo Superiore Generale della Fraternità San Pio X, Don Davide Pagliarani. Chissà che
un Superiore italiano, un sacerdote di sicura Fede come è Don Davide, non riesca a ricucire ciò che ha strappato il vecchio Superiore svizzero; con l’aiuto di Dio il genio italiano potrebbe realizzare l’impensabile. Dio lo voglia.


CL e AC: Cosa direbbe agli indecisi che ancora non sanno se venire o meno alla conferenza di Reggio-Emilia?


CC: Semplice: che si decidano. L’occasione di Reggio Emilia, che è in una posizione agevole per tutto il Nord e il Centro Italia, è imperdibile, e soprattutto i dubbiosi potranno apprezzare di persona la semplicità, la cordialità e la Fede certa di Mons. Williamson.
Non bisogna dimenticare che Sua Eccellenza è un vescovo della Fraternità San Pio X in perpetuo. Meglio incontrarlo personalmente che limitarsi a sentirne parlare.

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