Perché il clero appena sconfitto alle urne è vicino all’ateismo

Altri uomini, altra Fede

di Cajetanus


Chi mi conosce sa bene cosa penso delle repubblichette cispadane, dei loro fautori e delle loro fanfare patriottarde, ma, ora che la foga elettorale si è pressoché esaurita, vorrei solo dire che la setta vaticana con la “questione Salvini” ha manifestato in modo semplice e diretto a tutta Italia e a tutto il mondo il suo sostanziale ateismo e la grande rottura (σχίσμα/scisma, per dirla in greco) con la Chiesa Cattolica fondata dal Signore Gesù Cristo sul beatissimo apostolo Pietro, una rottura che procede dal “Concilio Vaticano II”.

Lo ha mostrato forse anche ai più semplici e agli smarriti, figli di questo nostro oscuro tempo, che non sono pratici di teologia e non sono avvezzi alle categorie aristotelico-tomiste. Questa Chiesa ha dimostrato di essere occupata – fino al suo massimo vertice – da gente che ritiene inammissibile che il ministro di un governo mostri devozione verso i segni della Religione rivelata predicata dalla Chiesa stessa, che invochi Dio, la sua Immacolata madre e i suoi Santi.

Viviamo una situazione paradossale in cui la Chiesa (il clero) non favorisce gli Stati cattolici e gli uomini di governo cattolici ma quelli anticattolici, siamo in un tempo in cui la medesima Chiesa fondata dal Signore parla contro di Lui e quasi vorrebbe dire in coro con il Maligno e il Sinedrio: «Quid nobis et tibi, Jesu Nazarene? venisti perdere nos?» (Mt I, 24), mentre lo Stato repubblicano, fondato contro Dio, parla in favore del Signore anche se con una certa imperfezione, forse quasi incolpevole, invocandolo affinché protegga quelli che gli sono soggetti.

“Non enim cogitationes meæ cogitationes vestræ, neque viæ vestræ viæ meæ, dicit Dominus.”
(Is LV, 8)

3 Commenti a "Perché il clero appena sconfitto alle urne è vicino all’ateismo"

  1. #giovanni   29 Maggio 2019 at 1:16 pm

    La prima citazione evangelica (Quid nobis et tibi, Jesu Nazarene? venisti perdere nos?) è Marco I,24 non Mt.
    saluti

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  2. #bbruno   29 Maggio 2019 at 5:43 pm

    Un chiesa cristiana che si infastidisce per i simboli cristiani mostrati da un politico, in nome della non- strumentalizzazione degli stessi, e che non si trattiene, essa, dallo strumentalizzare senza pudore il messaggio che sta dietro a quei simboli, – “ Ero STRANIERO e mi avete accolto”; “ Chi accoglie VOI [ migranti ] accoglie me”… – trasformando, ai fini della politica loro, Cristo in un pitocco ricattatore o in un malintenzionato, è una chiesa che ha perso il ben dell’intelletto….. Giusto destino per chi Dio vuol perdere…
    In queste ore, per bocca del suo Capataz, ne ha aggiunta un’altra: “ Non prima gli Italiani, ma prima gli Ultimi”. Toh, Salvini! E allora io ribatterò a lui e a loro citando sempre dai Libri santi : “Non sta bene dare il pane dei figli ai cani “(Mt. 5 ), a sostegno delle politiche del nostro Salvini, Ministro d’ Italia, che la precedenza al “ pane” vuol dare agli Italiani, i figli d’Italia !

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  3. #bbruno   31 Maggio 2019 at 10:15 pm

    e che questa sia la chiesa di Soros, Soros come emblema dei Poteri Mondialisti, della Tecnocrazia Illuminata, piuttosto che la Chiesa di Cristo, la (vera) Chiesa cattolica, risulta evidente dalla perfetta coincidenza di intenti a base delle politiche migratorie di Soros- e Poteri che rappresenta -e della chiesa di Bergoglio, Agenzia loro. Una coincidenza che giunge all’uso delle stesse parole da parte delle due sponde, per indurre la plebe di ambedue le parti, ad accettarle, addirittura, in nome della ‘convenienza’ , dell’interesse proprio (altro che carità cristiana!): perché i Migranti i Rifugiati, sì, sono una RISORSA un ARRICCHIMEMNTO un’ OPPORTUNITÀ (cf litania quotidiana di papa bergoglio e documenti dal ‘Soros Hack’)…
    Che il ragno Shelob si sia seduto nel cuore della Finanza Mondiale, nessuna meraviglia. è il suo luogo; che si sia sistemato e stia imbrattando la Sede di Pietro, in contemporanea, questo è davvero disperante…

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