Perché pregare Maria Ausiliatrice

a cura di Giuliano Zoroddu

Il 24 maggio è la festa di Maria Ausiliatrice o “Aiuto dei Cristiani”.  Questo titolo della Vergine fu inserito nelle Litanie Lauretane da san Pio V a seguito della vittoria di Lepanto del 7 ottobre 1571, e la festa fu istituita da papa Pio VII il 15 settembre 1815 per ringraziare la Madre di Dio del suo ritorno a Roma, trionfatore della tirannide francese che lo teneva imprigionato, avvenuto proprio il 24 maggio dell’anno precedente. Gran devoto di Maria Ausiliatrice è stato don Bosco che le innalzò anche il noto maestoso tempio in Torino. Ma cosa significa che Maria è nostra Ausiliatrice, nostro Aiuto? E perché dobbiamo essere devoti di tale augustissimo Titolo? Ce lo spiega il padre gesuita Pasquale Grassi nel suo Le litanie della santissima Vergine spiegate e proposte in forma di considerazioni (1859).

Tommaso Lorenzone, Maria Ausiliatrice, 1868, Santuario di Maria Ausiliatrice, Torino.

Considera che se una madre, una benefica salvatrice dell’altrui vita, una pietosa mediatrice di pace, una ricchissima depositaria e dispensatrice generosa di ampi tesori, una signora, una regina aiuta il figlio, il beneficato, il misero, l’indigente suddito o servo; Maria in cui adunansi eminentemente questi titoli, merita sovranamente il Nome glorioso di Aiuto dei Cristiani in ogni loro necessità. Ella Madre dei cristiani, che ama svisceratamente, stante che li partorì tra dolori del Golgota; nei quali se non ebbe come il Figlio tutto il merito di causa efficiente e meritoria dell’umana Redenzione, tuttavia gli fu compagna, e vi cooperò attesamente col martirio del suo Cuore nel sacrificio che faceva a Dio della vita di quella vittima divina. Ella è altresì la Signora, Regina dell’universo, costituita Mediatrice di riconciliazione tra Dio e l’uomo, Tesoriera e Dispensatrice di tutte le grazie per noi sudditi e servi. I quali motivi essendo ciascuno per se sufficiente ad impegnarla in nostro aiuto, uniti insieme non dan luogo a dubitare, che forse non voglia o non possa soccorrerci in qualsiasi sciagura o bisogno. Eh! Maria nel Cristiano mira il prezzo del Sangue divino sborsato a redimerlo; e quel la vita, il cui merito, tra le pure creature, nessuno vi ha che possa come lei valutare; onde studiosamente cooperi al fine per il quale volle applicarsi. Mira in esso un figlio dei suoi dolori, raccomandatogli da Gesù stesso negli ultimi aneliti dell’agonia, un frutto della vita martoriata d’un Uomo Dio, il quale generandolo alla grazia, lo aveva di più nutrito col Corpo e Sangue suo, ed educato come figlio adottivo di Dio medesimo alla dottrina e alla vita di se stesso, che è l’eterna Sapienza incarnata. Un Cristiano è per Maria oggetto d’intenso amore, e di provvidissima sollecitudine. Il seguace di Gesù Cristo eccita nel cuore tenerissimo di lei i più caldi affetti di benevolenza, e vi accende i più fervidi desideri di una carità energicamente operosa. Però l’aiutarlo, val quanto rendere efficace in effetto l’umana redenzione, e glorificarne il Redentore, in rendendogli un’anima da lui comprata a prezzo della vita; e che aggiungerebbe maggior lustro al suo trionfo in cielo, adorandolo Salvatore. Argomento che riceve forza irrefragabile da ciò, che ella ha i tesori del Cielo, i quali se per lei si aprono a chiunque ha grazia dall’Altissimo, si potrà sospettare che il Cristiano, insignito delle proprie divise del suo Figliuolo per lui immolato, non sia per esserne da lei peculiarmente arricchito? Se chiunque la invochi, non lo fa indarno; il Cristiano invocandola non verrebbe esaudito? Si, che godrebbero dei meriti di Gesù quegli che non ancora lo riconoscono al tutto; qualora si concedesse loro di rivolgersi a Maria, onde fossero illuminati nelle tenebre dei loro errori. Il perché quelli che lo adorano Signore e Dio, e non arrossiscono di lui Crocifisso, anzi ne han vanto, e se lo recano a gloria, essi bisognosi essendo di aiuto, certamente lo riceverebbero, chiedendone alla pietosa propria Regina e Madre, Madre benanche del loro Signore e Sovrano Gesù. Profondissima fiducia quindi nascer dovrebbe in te, povero e bisognoso dell’aiuto di Maria. Son Cristiano; e chiedo aiuto alla Madre di Gesù Cristo: l’anima mia costa la vita di quel Dio che Maria sacrificò sul Calvario; e chiedo aiuto a lei perché quest’anima sia conservata e salva! Che se anche i temporali beni servono alla salvezza dell’anima, e a tal intendimento si hanno a domandare da Dio; può forse negarsi che per essi altresì Maria ti consolerebbe del suo aiuto? Temi però di non essere presuntuoso, lusigandoti dell’aiuto di Maria sul nome di Cristiano, se a fatti lo dinieghi e disonori. Una sicurezza infallibile animar deve il verace cristiano, nella speranza d’aver Maria Ausiliatrice; ma il falso Cristiano attribuisca alla sua malizia, se tosto o mai non sia esaudito. Ostinandosi a calpestare colla colpa quel prezzo infinito che fu per lui sborsato da Gesù Cristo, e disonorando il nome e le leggi del Cristiano colla perversità di un vivere da nemico e oltraggiatore del Crocifisso, vuole a tutti i conti la sua rovina. Ah! se pure alcuna volta egli prega, sì il fa, che insieme tema quasi d’essere esaudito: più amando il peccato e l’iniquo suo cuore, che la divina amicizia, e l’eterna salute dell’anima! Maria però non è al falso Cristiano quel pronto ed universale aiuto ch’esser vorrebbe; dacché esso non ama giovarsi delle beneficenze di lei. Miserabile! egli morrà nel peccato, perché privo d’ogni aiuto, cui ricusa. Si tu nos deserueris, quid fiet de nobis, o spiritus et vita Christianorum? Se tu ci abbandoni, dice s. Germano, perché da noi abbandonata, che sarà di noi senza di te o vita del Cristiani? (Or. de Zon.) E alla stessa guisa parla s. Bonaventura. Qui digne coluerit illam, iustificabitur; qui autem negleverit illam morietur in peccatis suis. Qui te non invocat in hac vita, non perveniet ad regnum Dei (“Che degnamente l’avrà venerata sarà giustificato, chi l’avrà abbandonata, morrà nei suoi peccati. Chi non invoca Maria in questa vita, non perverrà al regno di Dio” . In Psal. Virg. Ps. 26 et 28). Ahi! se il viver tuo discordi dal no me, non diffidare affatto; animati a ricorrere a Maria. Ti aiuterà di certo, se pregandola abbi risoluta volontà di voler fedelmente servire a Gesù Cristo, la cui fede e legge professar devi nel nome di Cristiano.

[…] Considera che Maria fu la Donna promessa da Dio, che sarebbe stata la nemica implacabile del Serpente infernale, e domatrice della superba tirannia di lui sino alla fine dei secoli. Poiché il Demonio avrebbe sempre tentato la perdizione dell’anime rigenerate da Gesù, Maria non poteva essere indifferente alla strage minacciata da si terribile nemico. Se però quello combatte per invidia, che i seggi perduti dagli Angeli reprobi siano per essere occupati dai credenti in Gesù Cristo; Maria ci aiuta a scoprire le frodi e vincere gli assalti, sino a che non giungiamo su in Cielo ad assiderci in quei posti gloriosi. Intanto le divise di Cristiano che indossiamo, sono per quello spirito di nequizia un segno di guerra duratura fino alla nostra morte. Buon per noi, che c’è Maria la quale ne rintuzza l’orgoglio; Maria che è il nostro validissimo Ausilio. Poiché sebbene sia vero che il solo segno della Croce fatto sfolgorare sul viso al nostro nemico, lo mette in fuga, e ci rende invulnerabili; nientedimeno ci vuol fiducia e perseveranza in quel segno salutare, che quale scudo e spada brandiamo: né deve essere affatto scompagnato dalle opere buone; essendo la fede in Gesù Cristo viva ed operosa. Per la qual cosa il Principe degli Apostoli ora raccomandava a credenti con la fede la sobrietà e vigilanza, per opporsi a quel terribile avversario che qual leone ruggisce e va sempre intorno a rovina de gli uomini; ora ingiungeva che colle buone opere concorressero a render certa la loro predestinazione: Satagite ut per bona opera certam vestram vocationem et electionem faciatis (1Pt I, 10). Il che non è a dire quanto spesso sia dispiacente alla inferma volontà e al guasto uman cuore; e così a fronte di quel tentatore si corre pericolo di cader d’animo, accordargli tregua, e quasi dissi, stringerglisi in amicizia. A tanta nostra fragilità, Dio misericordiosissimo ha voluto paternamente provvedere. Se richiediam del suo aiuto a Maria, essa agguerrita affrontando il nemico, lo conquiderà. Sic eam timent Daemones, sic trepidant, sic fugiunt, sicut homines timent, et fugiunt umbram mortis (S. Bon, in spec. c. 9.). Temono, e la fuggono i demoni come gli uomini la morte: appunto perché da lei ci vien grazia di saper combattere e vincere; invogliandoci della mortificazione e alle opere buone animandoci; onde non perdiamo la grazia, e non contraddiciamo coi fatti al nome di Cristiano. E ciò opera con somma sollecitudine; ché trattasi di non darla vinta a quello, cui il suo divin Figlio per vincere ed umiliare, non isdegnò morire in Croce; trattasi di onorare e glorificare colla efficace salvezza delle anime quella vita di valore infinito, la quale per quelli si diede in prezzo alla divina giustizia, onde si togliessero dalla potestà e dall’ingiusto dominio del dragone infernale […] Giustamente però contro le insidie e le tentazioni di quel tiranno già domo e vinto da Gesù Cristo, più esser debbono pressanti le cure di Maria a nostra salvezza. Ma oltracciò la causa del suo Figlio, è ancor tutta sua. Poiché l’attentare all’anima di un Cristiano, cioè di chi adora e confessa la divinità di Gesù Cristo e onorasi di professar la fede e osservar la legge di lui, val quanto prendersela contro Gesù Cristo medesimo; volendolo a tradimento o a manifesta forza spogliare del dritto che ha su quella che gli appartiene per natura, conquista e fede giuratagli. Perciò Maria che ha al tutto comuni interessi colla persona e nei beni del Figlio, non può quindi non ricevere gagliardissimo incitamento a farla coi seguaci di Gesù Cristo da Madre Ausiliatrice, da potentissimo Ausilio de’Cristiani; ridestando in essi viva fiducia nelle promesse dell’eterna beatitudine, grato animo verso il Salvatore, amore a Lui sommo Bene, odio e abominio al peccato e al demonio che ad esso istiga. Sì che in questo sol nome di Cristiano si racchiudono tutti gli altri motivi, onde ti fai scudo della protezione di Maria. Il titolo di figlio, pel quale ragionevolmente speri da lei qualunque bene, a preferenza degli altri titoli che tu possa vantare, anch’esso sottostà a quello di Cristiano; mentre in effetto sei figlio di Maria, perché sei Cristiano. Laonde animato da sì valido argomento a tener ferma la speranza in Maria contro le tentazioni di colui che brama di spogliarti della grazia del Salvatore; invocala di frequente con questo titolo, dal quale tanto è onorata e obbligata ad aiutarli. Dille di cuore: Soccorrimi, o aiuto de Cristiani. Bada per altro a non demeritare il suo soccorso, vivendo da falso Cristiano, il quale coi detti si onori di questo nome illustre e glorioso, ma coi fatti lo disprezzi. Perciò la prima grazia che tu chiederai a Maria Ausiliatrice, è questa: che tu sia vero Cristiano, e ad esserlo ti porga il suo aiuto.

San Pio V assiste in visione alla vittoria di Lepanto, impetrata dalla Madonna

[…] Considera che il demonio non combatte solo contro i cristiani: egli ha satelliti numerosi, i quali aizzati dal suo furore, più di lui danneggiano, quanto meno alle apparenze ti si manifestano terribili. Questi sono gli uomini perversi; altri educati a oltraggiare anche il nome di Cristiano, e a volerne spenta la generazione; altri millantatori superbi del nome di Cristiano, ma fanatici adoratori di se stessi, e noncuranti della vera fede e dei Sacramenti di Cristo. Tutti quanto a nuocere maligni; sebbene combattano con armi non sempre le medesime, né sian sempre d’uno stesso sentimento; tuttavia si stringono in unanime accordo di vedere estinto il vero Cristianesimo, ossia il Cattolicesimo. I primi a mano armata giurarono di spegnerlo nel suo sangue stesso, e “O rinneghi la fede o ti uccidiamo” fu la intimazione che fecero a cristiani. Gli altri cercano di smembrarlo, disunirlo, annientarlo; negando i fondamenti, e combattendone i dogmi. Cristo è il nostro maestro, dissero; perciò siamo cristiani: ma i dommi, la morale, le istituzioni a reggimento della Chiesa e a norma dei credenti, non deve imporcele alcun altro, salvo il proprio privato spirito; di ciò che Cristo abbia rivelato, ciascuno per se debba chiarirsene. Così tolsero il secondario fondamento della Chiesa, messo dal suo fondatore, cioè il Vicario di Gesù Cristo in terra, il Romano Pontefice: Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam (Matth.16); fondamento su Cristo poggiato, che n’è il primario, e del quale dice l’Apostolo: Fundamentum nemo potest ponere praeter id quod positum est, quod est Christus Jesus (1Cor. 3). Quindi gli eretici piantarono la loro fede sull’arena instabile delle loro opinioni, precipitarono in mille errori: e seguitano a formarsi tante diverse credenze, quante son teste. E affinché prevalga quest’idolo di capricciosa religione e fede, combattono con ogni sorta di mezzi la vera Chiesa di Cristo, che solamente tollerar non vogliono, benché ammettano tutte le al tre sette; per cagione che essendo l’unica vera, rinfaccia ad essi perpetuamente la volontaria apostasia […] Ora essendo la guerra, che questi fanno alla Chiesa, fiera, lunga, continua, duratura sino alla fine de secoli; contro ali astuti accaniti nemici, assai meglio che contro i Turchi, Maria ha dispiegato il suo potentissimo aiuto. È verissimo che su cento tempi sventolano le bandiere ottomane rapite da Cristiani; che vi sono mille altari dedicati alla Signora delle Vittorie; che innumerevoli eserciti e flotte furono conquise e sbaragliate dal glorioso stendardo di Maria contro le insegne del fraudolento Maometto. Basterebbe per tutte la vittoria che si riportò su immensa flotta Maomettana sotto il Pontificato di Pio V, la cui memoria di eterna gloria alla protezione di Maria, ogni anno la S. Chiesa rinnova, solennizzandola sotto il titolo di Aiuto de Cristiani. Ma in modo speciale dei trionfi riportati sugli eretici […] la Chiesa di Cristo ne rende il glorioso vanto a Maria, che richiedendo d’aiuto e supplicando, combatté e vinse i suoi avversari: sino a dichiarar lei sola sconfiggitrice di tutte le eresie: Cunctas haereses sola interemisti in universo mundo. Così è: Maria vinse nei cristiani! Questi fecero a lei ricorso; e pienamente confidando nella sua protezione, affrontarono e dispersero le eresie. O potentissimo soccorso de’Cristiani! E chi poteva resistere alla potenza, e al comando vostro, se vi son soggette tutte le creature, e ossequiosamente vi servono? Nihil tuae restitit potentiae, nihil repugnattuis viribus, omnia cedunt tuo iussui, omnia tuo obediunt imperio, omnia tuae potestati serviunt (S. Georg. Nicom. or. de obl. Deip.). Or come in lei sperando i nostri antenati, gloriosissimi del Nome di Cristiano, conculcarono le passate eresie; ancor noi poggiando sul medesimo aiuto e animosamente fidando nella nostra divina Madre Ausiliatrice, calpesteremo il capo a quei mostri iniqui che di presente minacciano sconvolgere e travagliare la Chiesa di Cristo. La stessa potenza investe Maria, lo stesso amore la invade a soccorrere i Cristiani; e la stessa necessità abbiamo noi del suo aiuto. Deh! che la medesima fiducia che animò le passate in pregarmela, si nutra nei cuori delle presenti e future generazioni! Tu pregala sul mattino, nel meriggio, e al tramonto, che conservi ne’figli della Chiesa viva la fede: ne atterri i nemici, e li difenda dal mortifero veleno che con astuzia diabolica brigano di spargere ne’cuori fedeli coi libri e colle parole quei miseri e maligni eretici, servi dell’interesse, dell’errore e del demonio. Se non che ricordando che altresì per questi morì Gesù Cristo, e che la potenza di Maria può illuminarli nelle lor tenebre di morte; non ti rincresca pregare l’Aiuto de Cristiani, che si degni mirar pietosa quelle anime sventurate, e toccandone il cuore, lo distacchi da beni sensibili; e sì lo disponga mercé la divina grazia, ad abbracciare quella fede viva ed operosa, quell’unica fede Cristiana, in cui e per cui solamente può sperarsi eterna salvezza. Frustrari nequit quod postulat Maria; dice s. Bernardo (serm. de nat.); e con maggior enfasi lo assicura s. Anselmo, asserendo, che non andrà perduta quell’anima per cui abbia Maria anche una volta sola pregato: Aeternum vae non sentiet pro quo semel ora verit Maria. (De eccel. Virg. c. 2.). O se ella da te supplicata si muova a intercedere per quegl’infelici avversari della Chiesa! la loro conversione è indubitata. Intanto sarà riserbato a te il merito d’avervi cooperato. Felice se ti ci adoperi sollecitamente, spinto vi dall’amore delle anime compre dal Sangue di un Dio!

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