[SPADAMOTORS] Benelli Leoncino (1952)

Nel secondo dopoguerra in Italia l’industria motociclistica è in gran fermento: molte soluzioni sperimentate nell’industria bellica, soprattutto aeronautica, vengono riversate nelle motociclette che segnano un netto salto in avanti rispetto alle loro antenate di qualche anno prima. Moto Guzzi, accanto al piccolo ed utilitario “Guzzino” di 65cc, presenta il poderoso Falcone 500cc, un concentrato di tecnologia: solo per dirne una, è stata la prima motocicletta a montare la forcella a steli rovesciati, che ancor oggi è architettura di riferimento, in ispecial modo per le sportive.

Ma in Italia c’è anche, tra le tante, Benelli: e Benelli capisce che gli italiani non hanno solo voglia di mezzi popolari (ma raffinatissimi) come la Vespa ma cercano anche moto sportive sebbene non esasperate. La Benelli aveva in listino la Letizia, di 97cc ma nel 1951 porta il motore a 125cc, migliora il telaio e presenta la Leoncino: è un progetto vincente per la semplicità e la leggerezza che però garantiscono anche buone prestazioni e sarà in produzione fino al 1969, in diverse versioni tra cui la bellissima “Corsa” e la scrambler, fuoristradistica e molto ricercata. Il motore 125 a due tempi è leggero e molto pronto ed è posizionato nel telaio in posizione inclinata: questa è una soluzione molto all’avanguardia, tanto che sarà ripresa dalle sportive giapponesi oltre trent’anni dopo. Fu prodotta anche con motore 4 tempi, senza grande successo perché la maggior complessità non dava effettivi vantaggi in termini di sprint. La sua linea allungata, fatta di vuoti e di pieni potrà apparire oggi sgraziata: ma all’epoca era una delle più belle incarnazioni della velocità e del vento, superata solo, a mio sommesso giudizio, dalla Gilera 125 Turismo.
Col Leoncino e le sue coeve pariclasse nascono le 125 sportive, motociclette in cui l’Italia sarà sempre punto di riferimento per il mondo intero, dagli Anni Cinquanta fino alle fenomenali Aprilia, Gilera e Cagiva degli Anni Novanta, tanto che persino i giapponesi facevano progettare e costruire in Italia le loro 125.

Ci torneremo.

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