Commentario delle Litanie al Sacro Cuore (I)

a cura di Gregorius

Introduzione

I. Delle Litanie in generale. Note storiche.

Le prime Litanie. Esposti alla calunnia e alla persecuzione, i cristiani dei primi secoli furono indotti, dall’eccesso stesso dei loro mali e dei loro pericoli, a inserire nella liturgia l’espressione delle loro angustie e della loro confidenza. Certi salmi[1] forse ispirarono la forma delle loro suppliche: cominciate dal diacono, che enumerava ad una ad una le necessità ed i voti, erano terminate dal popolo in una supplica alla pietà divina. «Preghiamo per la pace del mondo», diceva il diacono; «preghiamo per la Chiesa, preghiamo per i Vescovi, etc.». Ed il popolo rispondeva ogni volta con un «Domine, miserere» – Signore, abbiate pietà -, formulato poco dopo in greco, sotto l’influenza dei riti orientali. Donde hanno origine i nostri Kyrie eleison.

Queste suppliche costituiscono le prime Litanie che si trovavano, in questo modo, unite al sacrificio.

Alle Litanie della Messa, si aggiunsero presto (nel V secolo)[2] le Litanie che fan corpo con certe parti dell’Officio divino[3], poi quelle delle processioni[4] organizzate per implorare Dio nelle pubbliche necessità.

I Kyrie eleison erano divenuti indipendenti da ogni supplica speciale. Si ridicevano nella Messa un numero indefinito di volte, siano soli, come si pratica ancora in Oriente, siano intercalati da Christe eleison, come nella Chiesa latina[5].

Il canto delle processioni non fu in principio che un seguito di Kyrie eleison, che costituiva un appello incessante alla divina misericordia.

Natura delle Litanie. In virtù della loro stessa origine, le Litanie sono dunque, propriamente una supplica liturgica e solenne, indirizzata a Dio per scongiurare i flagelli della sua collera e attirare le sue benedizioni. Un tempo, i giorni di Litanie erano giorni di processione, di digiuno e di esercizii di penitenza. E anche ora la Chiesa recita le Litanie nelle pubbliche necessità per i bisogni generali del popolo e, vista l’estrema importanza del momento della morte, le ripete al capezzale d’ogni moribondo.

Una grande differenza distingue così le Litanie liturgiche dalle private, in cui, senza particolare preoccupazione, si mantiene la divozione verso di un santo preferito, numerandone le virtù, i miracoli, le benedizioni di cui fu ricolmo o di cui ricolma i suoi fedeli devoti.

E si capisce la saggia severità della Santa Sede, le alte ragioni che ne dettano la condotta, quando, nei sacri recinti o nell’incedere delle processioni, proibisce di recitare in pubblico le Litanie non munite della sua sanzione, ovvero quando va molto a rilento nell’approvare le nuove: si tratta di mantenere il carattere liturgico e solenne di queste suppliche.

Importanza dell’approvazione delle Litanie del Sacro Cuore di Gesù. Fu dunque un atto importante e significante l’approvazione pontificia data, venti anni fa (il 2 aprile 1899), alle Litanie del Sacro Cuore.

A mano a mano che il culto al Cuore di Gesù diveniva per eccellenza il culto di espiazione e di pacificazione del mondo moderno, quest’atto s’imponeva; ma ne costituisce al tempo stesso un’autentica prova della missione provvidenziale che la divozione al Sacro Cuore compie nella contemporanea società. (continua…)

(A. Vermeersch S.J., Commentario delle Litanie al Sacro Cuore, in Pratica e Dottrina della Divozione al Sacro Cuore. II. La Dottrina, versione del P.G.M. Bracale S.J. sulla quinta edizione francese, L.I.C.E.T. Torino – Messaggero del Sacro Cuore Roma, 1921)


[1] Specialmente il Ps. 135, di cui tutti i versetti enumerano qualche favore divino, per conchiuderne ogni volta con queste parole: «Perché la sua misericordia è eterna». Il modo di procedere è perciò lo stesso. Solamente l’enumerazione dei benefizi sostituisce quella delle domande; e la risposta è un omaggio reso alla misericordia di cui si ricordano le manifestazioni.
[2] Congetture di Kraus: Real Encyclopedie. V, Litanie.
[3] Le preci feriali sono resti di quelle Litanie.
[4] Queste processioni circolarono dapprima nell’interno dei templi.
[5] Al IX secolo solamente si definì il numero dei Kyrie; fu fissato a nove nel corso del XII secolo, al più tardi.

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