“Gesù vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”. La seconda apparizione di Nostra Signora di Fatima

a cura di Giuliano Zoroddu

Continuiamo il racconto delle Apparizioni dell Vergine del Rosario a Fatima.

In mezzo ad ogni sorta di contrasti, i bambini continuavano a sostenere la verità delle loro asserzioni e si proponevano di fare il possibile per non mancare all’appuntamento con la bella Signora.
Si arrivò così al 12 giugno, vigilia di sant’Antonio, la cui festa, popolarissima in tutto il Portogallo, lo è singolarmente a Fatima, perché il Santo è il Patrono principale della parrocchia.
Verso sera Giacinta si avvicinò alla madre e accarezzandola le diceva:
– Mamma, domani non andare alla festa di sant’Antonio. Vieni con noi alla Cova da Iria a vedere la Madonna.
– Ma tu non ci andrai!
– Per andare ci vado!
– È inutile; la Madonna non ti apparirà.
– Ma si! La Madonna ha detto che sarebbe apparsa e apparirà di certo.
– Allora non vuoi andare alla festa di sant’Antonio?
– Sant’Antonio non è bello!
– E perché?
– Perché la Madonna è molto, molto più bella! … Io vado con Lucia e con Francesco alla Cova da Iria; se poi la Madonna dice che dobbiamo andare da sant’Antonio, vi andremo.

Il giorno seguente i signori Marto, senza badare alle preghiere dei due piccoli, il che sta appunto a dimostrare che non davano troppa importanza al loro racconto, partirono di buon mattino per la fiera di Pedreira (Porto de Mòs), lasciando i figli in libertà.
In casa di Lucia la madre e le sorelle non ostentavano soltanto indifferenza, ma disprezzo pungente, e stavano soltanto a vedere se la bambina, festaiuola come era, preferisse alla festa di sant’Antonio la Cova da Iria.
La piccola, con l’amarezza nell’anima, aveva incominciato subito, allo spuntare del giorno, a sbrigare le sue faccende. Frattanto si radunarono a cercarla, con intenzione di recarsi in sua compagnia al luogo del miracolo, alcune persone dei paesi circonvicini, perché nessuno degli abitanti di Fatima, distratti dalla festa in onore del Santo Patrono, si ricordava che quello era il giorno fissato per la seconda Apparizione.

Verso le undici si diressero al luogo del celeste appuntamento dove si trovarono raccolte una cinquantina di persone.
Ecco come una di esse [Maria Carreira, ndr] racconta l’accaduto:
“All’ora prefissa arrivarono i tre bambini e in ginocchio sotto l’elce grande (il quale si trova più in alto, a una cinquantina di passi dal luogo delle apparizioni) recitarono la terza parte del Rosario. Finito che ebbero, Lucia si alzò, si aggiustò lo scialle ed il fazzoletto bianco che le ricopriva la testa, si compose tutta come per entrare in chiesa, poi si volse verso l’oriente aspettando l’Apparizione. I circostanti domandavano se bisognasse aspettare molto: ella rispondeva di no. I due cugini insistevano che vi sarebbe ancora tempo di recitare un’altra corona, ma Lucia fece un gesto di sorpresa dicendo: “Già si è visto il lampo; ora viene la Signora”. E di corsa si diresse verso l’elce piccolo, seguita dai cugini e gli altri dietro. Ho sentito le domande di Lucia e quanto diceva parlando con la Visione, ma non ho visto nulla, né ho udito le risposte. Ho però notato una cosa straordinaria. Si era in giugno. L’elce era ricoperto di fronde nuove e lunghe. Quando, finita l’Apparizione, Lucia dichiarò che la Signora se n’era andata verso Oriente, tutte le fronde dell’elce erano raccolte e piegate in quella direzione, come se l’estremo lembo del manto della Signora, partendo, fosse passato strisciando su di esse”.

Il dialogo era durato circa dieci minuti.
– Voi mi avete comandato di venire qui. Vorreste farmi il favore di dire che cosa volete da me?
Voglio dirti di ritornare qui il 13 del prossimo mese; di continuare a recitare il rosario tutti i giorni, e voglio pure che tu impari a leggere, per dirti poi quello che desidero.
Lucia pregò per un infermo che le era stato raccomandato.
Che si converta e guarirà durante l’anno.

E continuò confidando a tutti e tre un segreto, o piuttosto un primo segreto; perché i segreti in realtà furono due: il primo che i veggenti “intesero dovere osservare” e il secondo quello che l’Apparizione impose loro.
Francesco, non avendo come la prima volta sentito le parole della Vergine, intese poi da Lucia quanto lo riguardava.
Di che cosa si trattava? I bambini tentati in tutti i modi non lo dissero mai; dichiararono soltanto “che era per il bene di tutti e tre, ma non per diventare ricchi o felici in questo mondo” (così Giacinta nell’interrogatorio a cui fu sottoposta dal Dr. Formigao il giorno 11 ottobre 1917).
Si congetturò che la rivelazione della Vergine riguardasse l’avvenire dei tre veggenti. Non precisamente l’eterna loro salvezza, giacché questa era stata assicurata fin dal 13 maggio, ma piuttosto che la Madonna avrebbe rivelato allora ai due piccoli Francesco e Giacinta, la loro prossima fine, della quale si mostrarono poi tanto sicuri; ed a Lucia avrebbe rivolto l’invito a lasciare il mondo per consacrarsi al Signore nella vita religiosa. In tal caso la raccomandazione di imparare a leggere acquisterebbe particolare rilievo.
Oggi sappiamo che la congettura colpiva nel segno, ma toccava soltanto la parte meno importante delle celesti comunicazioni. Abbiamo una copia autentica di un documento scritto da Lucia per ubbidienza al suo direttore spirituale, nel quale narra che “il 17 dicembre 1927 si rivolse a Gesù nel tabernacolo, domandando come potrebbe soddisfare all’ordine del confessore” di mettere in iscritto alcune grazie ricevute da Dio, se fra esse “c’era pure il segreto affidatole dalla Vergine Santissima”.
E Gesù con voce chiara le fece sentire queste parole: “Figlia mia, scrivi quanto ti si comanda; scrivi pure tutto quello che la Vergine SS. ti rivelò nell’Apparizione in cui ti parlò di questa devozione (all’Immacolato Cuore di Maria); quanto al resto del segreto, continua a tacere”.
Ed il documento prosegue riferendo parte dell’Apparizione del 13 giungo (il documento è autentico e se ne conserva l’originale nell’Archivio di Leiria).
Abbiamo poi l’ultimo documento scritto dalla veggente per ordine dei Mons. Vescovo di Leiria, il quale in questo particolare conferma e completa il precedente. E così possiamo ricostruire tutto il dialogo.

Lucia proseguì:
– Io vorrei pregarLa di portarci tutti e tre al cielo!
Si, Giacinta e Francesca verrò presto a prenderli. Tu però devi rimanere quaggiù più a lungo. Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere ed amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. A chi praticherà prometto la salvezza. Queste anime saranno predilette da Dio, e come fiori saranno collocate da me dinanzi al suo trono.
– Dunque devo rimanere sola? – domandò ella rattristata, mentre senza dubbio le si affacciavano alla mente le persecuzioni che da tre settimane la bersagliavano.
– No, figliuola. Tu soffri molto?! … non scoraggiarti! Io non ti abbandonerò mai. Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio.

Nel proferire queste ultime parole la Madonna aprì le mani e per la seconda volta riverberò su di loro quella luce immensa, nella quale si vedevano come immersi in Dio. Sembrava che Francesco e Giacinta stessero nella parte del fascio luminoso che si elevava al cielo (dove presto sarebbero portati), Lucia in quella che si effondeva sulla terra. Poi l’Apparizione, conservando la mano destra all’altezza della spalla, abbassò la sinistra, con gesto di sostenere o additare il Cuore. E questo apparve a piccola distanza dal petto, circonfuso di luce più viva ed attorniato di pungenti spine, in forma di virgulto che, nascendo dalla parte opposta alla stessa altezza. I veggenti , alla gran luce che li illuminava, compresero che era il Cuore Immacolato di Maria, afflitto per i tanti peccati del mondo, e che domandava penitenza e riparazione.

E Lucia conclude: “A questo volevano riferirci, quando dicevamo che la Madonna ci aveva rivelato un segreto nel mese di giugno. Essa veramente questa volta non ci comandò di tacere; ma noi sentivamo che il Signore ci muoveva a farlo”.

Quando la Visione incominciò ad allontanarsi si sentì come lo scoppio lontano di un razzo, o come altri si esprimono nel processo, un tuono sotterraneo venuto dall’elce e si vide innalzarsi nello spazio una nuvoletta bianca. I veggenti seguivano con gli occhi avidi la Vergine ascendente nella strada di luce che il suo splendore sembrava aprire nel cielo, e Lucia gridava: “Se la volete vedere, eccola là … là …”.
E puntava il dito contro la nuvoletta veduta dai circostanti.
Allora tutti ritornarono a Fatima, giungendovi alla fine della messa solenne. Cammin facendo, Lucia raccomandava di dire tutti i giorni il rosario in famiglia, perché la Madonna lo voleva.

(L. Gonzaga da Fonseca sj, Le meraviglie di Fatima, Roma, 24° ed., 1979, pp. 33-41)

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