di Giuliano Zoroddu

fonte ANSA.it

La Madonna di Montevergine, ammantata dell’arcobaleno LGBTQechipiùnehapiùnemetta, nell’atto di schiacciare la testa del Ministro Salvini.
Questa blasfema irrisione dell’ “Ipsa conteret” (“Ella ti schiaccerà il capo”, Gen. III, 15) ha sfilato questo pomeriggio per le vie della Città Santa in occasione del 25° GayPride romano.
In essa vediamo chiaramente manifestata quale sia la matrice, o meglio chi sia il padre, di queste marce e delle idee che le mettono in movimento.
Il genderismo infatti non è altro che l’orgogliosa pretesa di autodeterminarsi rispetto alla legge naturale e divina. E questo sprezzante e dissacrante rigetto della legge eterna che si spinge fino ad attentare, a modificare, a cambiare alla stessa corporeità biologica che per noi ha stabilito la provvidenza amorosa di Dio Creatore richiama l’orgoglio di chi prima dei secoli orgogliosamente si sollevò contro Dio.
Insegna san Tommaso: “Non assoggettarsi come di dovere a chi è superiore è un peccato di superbia. Quindi il primo peccato dell‘angelo non può essere altro che la superbia … L‘angelo peccò, senza dubbio, perché desiderò di essere come Dio … se per esempio uno desiderasse di creare il cielo e la terra, che è un‘operazione esclusiva di Dio, in questo suo desiderio ci sarebbe il peccato. Ora, è in questo senso che il diavolo desiderò di essere come Dio” (S. Th. I, 63, 2, 3).
E questo desiderio il Diavolo lo trasmise, come insegnamento fondamentale della contro-chiesa, ai nostri Progenitori che, in Eden, lo appresero e lo misero in pratica, lasciandosi incantare dalla lusinghiera promessa di essere anche loro come dio, dio a se medesimi.
Evidentemente questo “magistero” luciferino, oggigiorno non contrastato in maniera attiva dal magistero divino della Chiesa Romana (occupata da modernisti troppo impegnati a fare veglie antiomofobiche), ha sempre i suoi proseliti e sempre ne avrà fino a che, alla consumazione dei secoli, non si manifesterà la sua sconfitta, quella che Gesù Cristo inferse al Demonio sulla Croce, quella profetizzata nel giardino con le parole riferite al Redentore e a sua Madre, la Vergine Maria Corredentrice, “Inimicitias ponam inter te et mulierem, et semen tuum et semen illius: ipsa conteret caput tuum” (Porrò inimicizie fra te e la Donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: ella ti schiaccerà la testa).