La Regalità di Gesù Eucaristico

a cura di Giuliano Zoroddu

Per degnamente celebrare l’Ottava del Corpus Domini, festa del trionfo pubblico della Fede di Gesù Cristo sugli eretici e gli altri suoi nemici (cfr. Concilio di Trento, Sess. XIII, Decretum de sanctissimo Eucharistiæ sacramento, cap. V) offriamo ai cari Lettori alcune riflessioni sulla Regalità di Gesù Sacramentato, di uno dei più appassionati adoratori dell’Eucaristia: san Pier Giuliano Eymard (La Mure d’Isère, Francia, 4 febbraio 1811 – 1 agosto 1868), del clero secolare della Diocesi di Grenoble, già membro della Società di Maria poi fondatore della Congregazione del Santissimo Sacramento, beatificato da Pio XI (1925) e canonizzato da Giovanni XXIII (1962).

TRIONFO DI GESÙ CRISTO NELL’EUCARISTIA
Christus vincìt, Christus regnat, Christus imperat, Christus ab omni malo plebem suam defendat.

Il Sommo Pontefice Sisto V fece scolpire queste parole sull’obelisco che sorge nel mezzo della piazza di San Pietro, in Roma. Queste grandi parole sono al tempo presente e non al passato per dirci che il trionfo di Gesù Cristo è sempre in atto e che va compiendosi per mezzo dell’Eucaristia e nell’Eucaristia.

I. Christus vincit.– Gesù Cristo è vincitore. Nostro Signore ha combattuto, è rimasto padrone del campo di battaglia e vi ha fissato il suo stendardo e la sua dimora, voglio dire l’Ostia adorabile, il tabernacolo dell’Eucaristia. Ha vinto i Giudei ed il loro tempio, e possiede un Tabernacolo sul Calvario, a cui vengono tutte le genti per adorarlo sotto i veli del Sacramento. Ha vinto il paganesimo ed ha scelto per sua capitale Roma, la città dei Cesari. Il suo Tabernacolo è nel tempio di Giove Tonante. Ha vinto la falsa sapienza dei filosofi, e al cospetto della divina Eucaristia che sorge sull’orizzonte e diffonde i suoi raggi su tutta la terra, le tenebre dell’errore fuggono, come le ombre della notte all’appressarsi del sole. Gl’idoli furono rovesciati, i Sacrifici aboliti: Gesù in Sacramento è un conquistatore che mai non si arresta, sempre va innanzi: vuol sottomettere tutto il mondo al suo dolce impero. Allorché diviene padrone di un paese, vi fissa la regale sua tenda eucaristica, che l’erezione di un Tabernacolo è la sua presa di possesso. Ai dì nostri ancora va verso i popoli selvaggi, e ovunque è portata l’Eucaristia, là i popoli si convertono al cristianesimo: è questo il segreto del trionfo dei nostri missionari cattolici e insieme della sterilità della predicazione protestante. Qui è l’uomo che combatte; là Gesù, Gesù che trionfa.

II. Christus regnat.– Gesù Cristo regna. Gesù non regna sui territori degli Stati, ma sulle anime e per mezzo dell’Eucaristia. Un re deve regnare per mezzo delle sue leggi e dell’amore dei sudditi per lui. Ora l’Eucaristia è la legge del cristiano, la legge della carità, promulgata nel Cenacolo, con l’ammirabile discorso dell’ultima cena: Amatevi a vicenda; è il mio comandamento. Amatevi come vi ho amati io. Rimanete in me e osservate i miei comandamenti. Legge rivelata nella Comunione, perché per essa, come già i discepoli di Emmaus, il cristiano è illuminato e conosce la pienezza della legge. La partecipazione del Pane eucaristico era ciò che rendeva i cristiani cosi forti in faccia alle persecuzioni, così fedeli a praticare la legge di Gesù Cristo: erant perseverantes … in communicatione fractionis panis: erano perseveranti nella partecipazione alla frazione del pane. La legge di Gesù Cristo è una, santa, universale, eterna; nulla né sarà mutato, nulla l’indebolirà; la custodisce Gesù stesso, suo divino autore. Egli l’imprime nei nostri cuori per mezzo del suo amore. Il legislatore in persona promulga la sua divina legge a ciascuna anima. E’ una legge d’amore. Or quanti sono i re che regnino con l’amore? Fuori di Gesù Cristo non ve n’è forse alcun altro il cui giogo non sia imposto con la forza: il regno di Gesù è la dolcezza stessa; i veri suoi sudditi gli sono devoti per la vita e per la morte: muoiono per restargli fedeli.

III. Christus imperat.– Gesù Cristo impera. Nessun re comanda all’universo intero; tutti hanno degli eguali negli altri. Ma l’Eterno Padre ha detto a Gesù Cristo: Io ti darò le nazioni in tua eredità. E Gesù, inviando i suoi rappresentanti in tutto il mondo, dice loro: È stata data a me ogni potestà in cielo e in terra: andate adunque, istruite tutte le genti. Ora, come questi ordini furono intimati nel Cenacolo, così il Tabernacolo dell’Eucaristia, estensione, moltiplicazione del Cenacolo, è il quartiere generale del Re dei re. Là ne ricevono gli ordini tutti quelli che combattono la buona battaglia. Innanzi a Gesù in Sacramento tutti sono sudditi, tutti obbediscono, dal Papa, Vicario di Gesù Cristo, al semplice fedele. Gesù Cristo impera.

IV. Christus ab omni malo plebem suam defendat.– Gesù Cristo difenda il suo popolo da ogni male. L’Eucaristia è la salvaguardia divina che storna dal nostro capo i fulmini della divina giustizia. Come una madre tenera e coraggiosa, per sottrarre il figlio alla collera del padre irritato, lo nasconde stringendolo al seno tra le sue braccia e gli fa riparo del suo corpo, così Gesù si è moltiplicato sulla faccia della terra, la copre e l’abbraccia con la misericordiosa sua Presenza. La divina giustizia non sa più dove colpire, né osa più farlo. E qual difesa contro il demonio! Il Sangue di Gesù, che imporpora le nostre labbra, ci rende terribili a satana: siamo segnati col Sangue del vero Agnello, l’angelo sterminatore non entrerà nell’anima nostra. L’Eucaristia difende il colpevole affinché abbia il tempo di ravvedersi: in altri tempi l’assassino, cercato dagli esecutori della legge, si rifugiava in una chiesa, e non si poteva trarlo di là per fargli subire la pena; era salvo all’ombra della misericordia di Gesù Cristo. Ah, senza l’Eucaristia, senza questo Calvario perpetuo, quante volte la collera di Dio si sarebbe scaricata sul nostro capo! E come sono infelici i popoli che non hanno l’Eucaristia! Quale oscurità quale anarchia nelle menti, che freddezza nei cuori! satana vi è sovrano e con esso regnano tutte le malvagie passioni.Ma noi beati! L’Eucaristia ci libera da tutti i mali: Christus vincit. Christus regnat, Christus imperat, Christus ab omni malo plebem suam defendat!

(San Pietro Giuliano Eymard, Fondatore della Congregazione del SS.Sacramento, La Presenza Reale, Capitolo XV)

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